Gomorra, Suburra e Romanzo Criminale: film o serie tv?

Da Michele Placido a Stefano Sollima. Le mani della regia sono quasi sempre le stesse ma cambiano le storie, le emozioni e le vicende. Romanzo Criminale, Gomorra e Suburra. Preferite il film o la serie tv?

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Scena tratta dalla serie "Romanzo Criminale" diretta da Stefano Sollima dal 2008 al 2010

Che il cattivo in serie tv e film ci affascini è appurato, a tratti anche in modo eccesivo e inappropriato, ma per un prodotto cinematografico sicuramente funzionale. Basti pensare a Breaking Bad, Narcos, La casa di carta, ma anche Gomorra, Romanzo Criminale e Suburra se vogliamo restare dentro i confini nazionali. Storie che, come ogni serie o film di successo vuole, sono seguite da nuovi format. Una volta si passava dal libro al film, passando la notte prima dell’uscita a domandarci quale dei due sarà meglio, se il regista riuscirà a soddisfare quel film che noi stessi abbiamo già prodotto nella nostra testa. Oggi invece la domanda è un’altra: la serie sarà meglio o peggio del film?

Ecco tre dei prodotti italiani di maggiore successo degli ultimi anni tratti da un film: Romanzo Criminale, Gomorra e Suburra.

Romanzo Criminale

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Scena tratta dal film “Romanzo Criminale” diretto da Michele Placido nel 2005

Era il 2005 quando, con un cast stellare, usciva il film di Romanzo Criminale, diretto da Michele Placido. In questo caso, se si vuole vedere il film, sarà meglio farlo prima di immergersi nella serie. Gli episodi di Stefano Sollima sono infatti intriganti a tal punto da rendere la storia della Banda della Magliana una sorta di dipendenza. Per cui dopo averla vista esisterà un solo Libanese ovvero Francesco Montanari.

Nella pellicola di Placido invece, il boss della banda è interpretato da un giovane Pierfrancesco Favino, accanto a Kim Rossi Stuart (nei panni del Freddo), Claudio Santamaria come il Dandi, Riccardo Scamarcio nel ruolo del Nero, Jasmine Trinca come la bellissima Roberta (la Patrizia della serie) e Stefano Accorsi nei panni del commandante Scialoja.

Solo leggendo la lista dei nomi si può dire che il film è riuscito dal principio. Sicuramente più diretto, veloce della serie, lascia meno tempo agli intrighi, agli affari nascosti, mantenendo sempre quell’aura di sentimentalismo di fine anni ’70 che si respira in egual modo nella serie come nel film. La serie tende invece ad essere più leggera a tratti, più emotiva, più lenta nel racconto ma non per questo noiosa, anzi. La bravura di Sollima è stata senza alcun dubbio quella di creare un prodotto che, per la prima volta, creava una sorta di dipendenza. Chiedete a chiunque abbia visto Romanzo Criminale – La serie come si conclude la prima stagione. Sicuramente, dopo aver trattenuto qualche lacrima, vi racconterà ogni dettaglio, anche passati gli anni.

Insomma la trama è semplice: anni ’70, pantaloni larghi, camicie di lino, capelli lunghi e tutta Roma che trema sotto il nome della Banda della Magliana. Un gruppo di ragazzi che sognano il potere, almeno finché qualcuno non tradisce…

Gomorra

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Scena tratta dal film “Gomorra” diretto da Matteo Garrone nel 2008

Diretto nel 2008 da Matteo Garrone (Pinocchio, 2019), Gomorra il film ha forse poco a che vedere con la serie. Entrambi tratti dal romanzo di Roberto Saviano, la pellicola di Garrone ha potuto godere della presenza di Toni Servillo nei panni di Franco, uno degli imprenditori che aiuta i travorare i siti in cui nascondere i veleni. Una figura che nella serie arriverà solo con l’avanzare delle stagioni sostenendo la decisione di addentrarsi nel mondo della camorra lentamente.

Se il film infatti cerca di rappresentare questo mondo descritto da Saviano in 2 ore e 20 circa, studiandone tutti i lati – compreso quello della vittima – la serie scende più nel dettaglio. Avanza prima la descrizione di quella che è la criminalità organizzata, per poi scendere nella sua struttura e nei suoi conflitti. Amplia poi la visuale con l’arrivo di nuovi gruppi e cosche e infine si espande a tal punto da raggiungere l’estero e la grande imprenditoria.

Dunque, mentre Romanzo Criminale e, come vedremo, anche Suburra, raccontano la stessa storia nella serie e nel film sottolineandone aspetti diversi e dandone una sensazione differente, Gomorra – La serie, andata in onda per la prima volta nel 2014, ha forse poco in comune con il film. Ne ha gli aspetti principali certo, quali la lotta mafiosa e l’ambientazione napoletana, ma poi, nel profondo, sono due prodotti da guardare con occhi diversi, provando a dimenticarsi per un istante di Ciro, Pietro e Gennaro.

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Gennaro e Ciro nella serie Gomorra in onda dal 2014 ad oggi

La trama di Gomorra è forse più complicata. Non solo perché serie e film sono diverse tra di loro, ma perché le stagioni sono ormai arrivate a cinque con tanto di colpo di scena in mezzo e un ulteriore film a farne da file conduttore. E’ la Napoli dei giorni nostri, quella delle vie secondarie, delle vele di Scampia, della malavita che traffica droga. Quella che compra appalti corrotti, che vive sotto il dominio di pochi boss che cercano di convivere insieme in città. E’ più della storia di Gennaro e Ciro. E’ l’evoluzione e la descrizione di un mondo criminale radicato a tal punto da raggiungere Roma, la Germania e l’est Europa.

Una volta terminato Gomorra consiglio anche Zero, Zero, Zero l’ultima serie firmata Stefano Sollima. Anche questa tratta sempre dal romanzo di Roberto Saviano sul traffico di droga dall’America a noi.

Gomorra 4: siamo arrivati alla fine

Suburra

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Scena tratta dalla serie di Suburra (Netflix, 2017)

Torniamo a Roma, sulla carta nel 2015, mentre sullo schermo quarant’anni dopo Romanzo Criminale. Il regista è lo stesso della serie sulla Banda della Magliana: Stefano Sollima, una mano inconfondibile. La serie è stata invece affidata alla piattaforma Netflix diventandone il primo prodotto completamente italiano, ritrovando invece la direzione di Michele Placido. I ruoli si sono scambiati.

Ancora una volta sul grande schermo vediamo Pierfrancesco Favino nei panni di un politico corrotto. Accanto a lui anche Claudio Amendola, conosciuto come “Samurai” e sempre Alessandro Borghi nei panni di Aureliano. Suburra – Il film è sicuramente più crudo di Romanzo Criminale e forse più crudo della serie. Decisamente è più sensazionalistico, dialoghi più profondi, cupi e drammatici.

Roma resta la protagonista mentre l’atmosfera in torno a sé da l’idea di un posto corrotto a tal punto da non riuscire più a venirne fuori. La serie poi ha preso decisamente spunto dal film, al punto tale da fare dei suoi vizi (sesso e droga) uno dei must, dedicandone in entrambi i casi la scena iniziale. Entrambi prodotti decisamente riusciti, e non troppo diversi l’uno dall’altro. In nessuno dei due casi però si rischia di avere una sensazione di delusione. Pur raccontando una storia simile infatti, serie tv e film vivono di vita propria.

Poi, come ogni serie richiede, Suburra si dilunga su storie secondarie, su vite sentimentali nascoste. Compaiono Gabriele (Eduardo Valdarnini) – figlio di un poliziotto – e ritorna Spadino (Giacomo Ferrara) – fratello del boss del clan zingaro sinto degli Anacleti, con una sottotrama più intrigata e profondo.

La trama di Suburra infine, si concentra su tre aspetti principali: la mafia che scorre tra i corridoi dei palazzi in Vaticano, quella che corre tra Palazzo Chigi e il Quirinale e infine quella delle strade, dei clan zingari e dei boss di Ostia. E’ il racconto di come mafia capitale sia scesa nelle radici della città eterna portando alla luce lo sporco che per anni si è provato a sotterrare.

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