Q: Into the Storm – il documentario HBO su QAnon

La serie HBO potrebbe aver accidentalmente rivelati che è il famoso cospirazionista Q

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Q: Into the Storm

La nuova docuserie targata HBO consiste in sei parti, ciascuna delle quali provvede a esaminare la famosa teoria di complotto di QAnon. La serie, la cui prima TV si è conclusa domenica sera, potrebbe aver rivelato la vera identità dell’anonimo cospirazionista.

QAnon: di cosa si tratta?

QAnon è una teoria del complotto diffusasi negli Stati Uniti d’America dal 2017. Secondo tale cospirazione, l’ex presidente Donald Trump starebbe conducendo una guerra nascosta contro dei pedofili satanisti presenti a Hollywood e nel Partito Democratico. Le previsioni di QAnon arrivano da un individuo anonimo, che si firma Q (da qui il termine QAnon) e che si dice un funzionario di alto livello nell’ambito della sicurezza governativa. Gradualmente questa cospirazione ha preso piede in molti luoghi del mondo. I seguaci di QAnon erano inoltre tra i principali rivoltosi pro-Trump durante l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio.

Q: Into the Storm – la docuserie che potrebbe averr svelato l’identità di Q

Q: Into the Storm è una docuserie divisa in sei parti targata HBO e apparsa recentemente. La produzione è diretta da Cullen Hoback, che segue le vicende del movimento QAnon dal 2018. Lo stesso Hoback ha rivelato che un soggetto avente preso parte a Q: Into the Storm avrebbe accidentalmente rivelato di essere Q. Secondo quanto riporta Hoback nel suo documentario, colui che sarebbe dietro a questa teoria complottista sarebbe Ron Watkins. Ron Watkins è il figlio di Jim Watkins, il proprietario di 8chan/8kun, un forum per i suprematisti bianchi in cui le identità degli utenti sono anonime.

Watkins non è nuovo nel mondo pro-Trump

È proprio su questo forum che ha avuto origine la teoria di cospirazione. Watkins non sarebbe una novità nel mondo pro-Trump. Oltre che ad aver lavorato assieme al padre per il forum, è iniziato ad apparire dal 2020 sui notiziari di destra per difendere Trump in quelle che venivano definite “elezioni rubate”. Dopo l’assalto a Capitol Hill, Twitter ha bandito il suo account, su cui vi erano retweet persino dallo stesso Trump.

I sospetti di Hoback su Ron Watkins

Nei tre anni di indagini di Hoback per Q: Into the Storm, gli Watkins si sono sempre dichiarati estranei sull’identità di Q, suggerendo addirittura che si trattasse dell’ex consigliere del presidente Trump, Steve Bannon. Secondo Hoback, da una conversazione avuta alla fine del 2020 per la docuserie, sarebbe possibile confermare il sospetto che Q fosse lo stesso Ron Watkins. Nella conversazione, Watkins dice: “Ho passato gli ultimi…quasi 10 anni, ogni giorno, facendo questo tipo di ricerca in modo anonimo. Ora lo sto facendo pubblicamente, questa è l’unica differenza”. Secondo Hoback, questa affermazione in relazione al contesto farebbe sospettare dell’identità segreta del giovane come l’anonimo Q.

Q: Into the Storm – la rivelazione dell’episodio finale

Nell’episodio finale di Q: Into the Storm, si inizia a raccontare i casi in cui Ron Watkins ha interpretato erroneamente le attività di Q. Penne e orologi sono presenti in più posti dell’anonimo di QAnon, e al tempo stesso sono interessi di Watkins nell’ambito del collezionismo. Un altro sospetto sul giovane Watkins si ha, secondo Hoback, con l’evento della sparatoria in un Walmart di El Paso, avvenuta nl 2019. Il tiratore aveva postato le sue intenzioni su 8chan, e una volta che le informazioni erano state pubblicate, il sito ha perso temporaneamente l’hosting. Quando il sito ha ripreso il funzionamento, Q è riuscito a postare dei contenuti immediatamente. In così poco tempo, spiega Hoback, sarebbe stato impossibile poter postare dopo la perdita di un servizio di hosting, poiché la ripresa del sito non è immediata per un utente. Solo un amministratore avrebbe potuto farlo.

L’errore di Watkins

L’errore di Watkins sarebbe stato alla fine della videochiamata. Il ragazzo ha detto: “Sì, quindi ripensandoci, è stato fondamentalmente…tre anni di formazioni dell’intelligence per insegnare alle norme come svolgere il lavoro d’intelligence. Era fondamentalmente quello che stavo facendo in modo anonimo ma prima, mai come Q”. Dopo questo, avrebbe sorriso. E questo secondo Hoback, è stato un grande errore che non ha potuto fare altro che confermare un sospetto. Tuttavia, ribatte Hoback, non vi è la totale sicurezza che a lanciare le previsioni QAnon sia Watkins.


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