Hawkeye – recensione di un finale di stagione esplosivo

Recensione del sesto episodio della serie Marvel Studios con Hailee Steinfeld e Jeremy Renner

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Cala il sipario su Hawkeye. Il sesto episodio della 5 serie Marvel Studios chiude, almeno apparentemente, l’arco narrativo di Kate e Clint aprendo nuove strade all’ universo urban dell’ MCU. Come già avevamo intuito il personaggio “misterioso” non era altro che il Kingpin di Vincent D’Onofrio. In questa sua nuova incarnazione, diversa e rinnovata rispetto alla serie Netflix Daredevil, percepiamo molte differenze ma la sostanza rimane sempre la stessa: un uomo animato costantemente dalla sete di potere. Hawkeye chiude delle porte ma allo stesso tempo ne apre molte altre dando la possibilità di introdurre nuove storie molto più urbane e violente.

Già con Hawkeye e la precedente TFATWS, il livello di violenza presente nei prodotti Marvel si è alzato visibilmente, dando una maggior vena di realismo e verosimiglianza. L’ultimo episodio di Hawkeye chiude una serie che, nonostante le poche aspettative da parte di tutti, si è rivelata la vera sorpresa dei prodotti Disney+. Divertente, commuovente e capace di raccontare in maniera diversa l’ importanza di essere un eroe.

Vi lasciamo con il nostro solito AVVERTIMENTO SPOILER.

Hawkeye: qual è il ruolo di Eleanor?

Il sesto episodio di Hawkeye riesce a chiudere perfettamente tutti gli archi narrativi lasciati in sospeso. Non toglie spazio a nessuno, puntando i riflettori su ogni singolo personaggio, ogni loro dissidio e problema, mettendo in evidenza anche chi, fino a quel momento, aveva avuto un ruolo secondario. Già nei primi minuti dell’episodio viene svelato il rapporto tra Eleanor e Kingpin. Derek, il padre di Kate, a quanto pare, prima di morire aveva maturato un debito con il signore del crimine che, nel corso degli anni, la madre ha cercato di saldare. Le cose inevitabilmente precipitano costringendo Kate e Clint ad intervenire. Il rapporto tra i due, nel corso delle puntate è andato consolidandosi sempre di più toccando i suoi apici in questo episodio. Kate diventa un modo per raccontare i passi che una persona deve compiere per diventare un eroe: fare delle scelte, avere coraggio ed essere pronto a soffrire. In un episodio la giovane arciera percorre tutti questi stadi, maturando definitivamente.

Un Kingpin molto più fedele ai fumetti

Uno degli elementi più interessanti dell’episodio è sicuramente il ritorno del Kingpin di Vincent D’Onofrio. La versione presentata è identica, ma allo stesso tempo diversa rispetto a quella vista in Daredevil. Molti rumors circolati nell’ ultimo anno parlavano di un vero e proprio soft reboot della serie. I cambiamenti erano quasi necessari al fine di adattare meglio i personaggi al contesto MCU. Il nuovo Kingpin è molto più fumettistico in particolare nella sua messa in scena. Il solito completo scuro viene sostituito da camicie sgargianti e ricche di fantasie caratteristiche del villain su carta stampata. Ad avvalorare questa ipotesi è proprio il completo bianco di Kingpin presente nell’episodio indossato dal personaggio in Spider-Man: affari di famiglia del 2017. La gestione del personaggio in questi primi 40 minuti è molto particolare. Non ci viene svelato molto, ma viene approfondito particolarmente il suo rapporto con la giovane Maya.

Una morte molto apparente

Il suo ruolo nella gestione criminale della città diventa centrale. Nonostante compaia per pochi minuti, lo spettatore riesce a capire a pieno la portata delle azioni del personaggio. Molti stanno criticando la gestione di Kingpin soprattutto nei minuti conclusivi. La sua (molto ipotetica) morte ha sconvolto tutti, lasciando un enorme punto interrogativo. Nonostante gli spari siano chiaramente udibili non ci viene mostrato il momento dello sparo e questo lascia presagire un suo possibile ritorno. La recentissima introduzione di Daredevil non fa altro che avvalorare questa tesi. Un examotage narrativo che darà al villain ancor più motivazioni per portare avanti la sua crociate e, magari, dare la caccia ad una Maya decisa a scappare dalla sua vita criminale. Mai una morte è stata più apparente.

Hawkeye: sensi di colpa ed elaborazione del lutto

L’ultimo episodio di Hawkeye segna una sostanziale crescita di tutti i personaggi. Clint, finalmente, riesce a perdonarsi accettando la morte di Natasha e il proprio ruolo da eroe. Questa sua consapevolezza è legata a doppio filo con la presa di coscienza di un altro importantissimo personaggio: Yelena. La giovane spia, assoldata dalla madre di Kate per uccidere l’Avenger e intenzionata ad ucciderlo per vendicare la morte di sua sorella Natasha, è vittima di un vero e proprio cambiamento. Una definitiva elaborazione del dolore aiutata da uno scambio non proprio pacifico con Clint. L’ incontro/scontro tra i due diventa un momento di conoscenza ma soprattutto di accettazione del lutto per entrambi. Se da un lato abbiamo Clint che si scontra con i suoi sensi di colpa dall’altro abbiamo Yelena che riesce, finalmente, ad affrontare il dolore della perdita di una sorella. Ognuno vede negli occhi dell’altro un pezzettino dell’animo di Natasha.

Cosa aspettarci per il futuro?

A differenza delle altre serie, Hawkeye chiude ogni più piccolo risvolto di trama non lasciando nulla in sospeso. Dopo l’arresto della madre di Kate, la giovane si reca con Clint dalla sua famiglia per festeggiare il Natale e distruggere il costume di Ronin. Il rapporto tra i due diventa sempre di più padre-figlia (o mentore-allieva, dipende dai punti di vista) e ciò lascia presagire bellissime cose per il futuro. Che tra i due nasca una duratura collaborazione? Clint deciderà di ritirarsi lasciando la sua “eredità” a Kate? Molti parlano di una possibile realizzazione di una seconda stagione, seguendo il modello di Loki. Utilizzare il format della serie tv per raccontare personaggi meno mainstream e più urbani, fino ad ora sembra essere stata la scelta vincente.


Hawkeye: un viaggio tra consapevolezza e sensi di colpa


Dove vedere Hawkeye?

Hawkeye è disponibile su Disney+.

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