Blanche: “Empire” l’album di debutto – Recensione

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Era il 2017 quando la giovane Blanche all’anagrafe Ellie Delavux, si presentava al pubblico europeo con la sua “City Lights” canzone con la quale ha raggiunto la quarta posizione all’Eurovision Song Contest. Ora la giovane artista belga è tornata con la pubblicazione del suo primo album “Empire“.

“Empire” si compone di dodici brani inediti, tredici se si considera anche l’intro d’apertura. e sono stati scritti quasi tutti dalla stessa Blanche. L’album di apre con “Intro” dove la voce di Blanche risuona come un eco. “Empire”, è una ballata dark pop melodica, la canzone ha solide basi di mistero ed oscurità e la voce di Blanche si fonde perfettamente con la morbida produzione elettronica. “Till we Collide” parte allo stesso modo della precedente, ma esplode subito nel ritornello, un brano fresco che ti entra subito in testa.

“Fences” è la canzone più pop di tutto l’album, brano che nel momento del suo rilascio poteva essere tranquillamente remixata e pronta a conquistare i club europei. È una canzone dark dance pop con una visione di speranza. La melodia è caratterizzata dal suono costante della batteria a cui si aggiungono le tastiere nei versi.

L’album prosegue nella delicatezza di “Only You”, la voce se vogliamo anche timida di Blanche si appoggia dolcemente sulla base musicale, il che rende la canzone una delle migliori dell’album, insieme a “Lonely” che si apre con un intro di violini e cresce con il proseguire del brano.

Si ritorna nel mondo pop melodico con “How does that sound” e “Soon” forse i due brani più deboli dell’intero disco. “1,2, Miss You” è una canzone d’amore piena di magia e dolore. La melodia ha un’atmosfera “sognante” con un suono che ricorda un carillon che si combina con le tastiere. La parte “1,2, Miss You” ritorna lungo la canzone ed espone il messaggio della canzone: in ogni caso, le manca ancora il suo amante.

L’album scivola via con l’arrivo di “Summer Nights”, l’emozionante ballata al pianoforte “Pain” dove si sente la vera essenza di Blanche, per poi arrivare a “We had” e “Stubburn” che chiude magicalmente un album di debutto ben fatto. Brava Blanche Voto 4/5

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