Oggi nasceva Angus Young

Il chitarrista degli AC/DC festeggia oggi il suo 65esimo compleanno

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«It’s a long way, to the top, if you wanna rock ‘n’ roll.»

Così cantava Bon Scott, leader degli AC/DC, la band australiana che assaltò le classifiche alla fine degli anni settanta. Ed aveva ragione da vendere. Il gruppo ebbe una storia travagliata, benché ricca di successi. Bon Scott morì poco dopo aver inciso il sesto album della band, Highway to hell, che contiene uno dei singoli più celebri della storia del rock, l’omonima traccia che dà il titolo all’album. Gli successe Brian Johnson.

L’ultimo album della band risale al 2014. Alla chitarra ritmica c’è Stevie Young, che ha preso l’eredità del fratello Malcom, scomparso prematuramente. Il sound è sempre lo stesso, inconfondibile, un rock aggressivo e stridente. I riff blues aprono le tracce e gli assolo di Angus Young le chiudono. Dopo quest’ultima perla discografica, la band si è riunita sporadicamente sul palco a causa di alcuni problemi di salute di Brian Johnson, che pare abbia grane con l’udito e non possa più reggere i volumi spacca timpani ai quali la band ci ha abituato.

L’unico che sembra non risentire degli anni è Angus, che continua a saltellare sul palco con la sua uniforme da scolaretto e la SG a tracolla. Non più tanto spesso ma, appena ne ha l’occasione, state sicuri che tira fuori il completo con cravattino al seguito e si esibisce nella “sua” Duck Walk con la stessa grinta dei giorni migliori.

Ciò che colpisce di Angus non è solo l’estro e la fantasia dei riff che lui e Malcom creavano. Contrariamente a quanto si possa pensare, lo scolaretto australiano più vecchio del mondo non ricalca lo stereotipo della rockstar stroncata da eccessi di alcol e droghe. L’unica cosa di cui non può fare a meno sono le sue sigarette. Un vizietto che si può perdonare ad uno dei più influenti chitarristi della storia del rock, che oggi compie gli anni, e al quale auguriamo un buon compleanno.

Tanti auguri, Angus.

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