“Year of the monkey”: Patti Smith racconta

Una novità firmata Patti Smith

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L’essere umano, di per sé, è un individuo mortale. Il suo tempo a disposizione su questa Terra è limitato. Quello dell’immortalità, è un dono a cui molti personaggi di libri o film, e forse anche reali, anelano da secoli. Nessuno l’ha mai effettivamente conquistato. Tuttavia, pare che alcune particolari produzioni, nonché azioni umane, siano destinate a restare per sempre. Le cosiddette leggende esistono eccome, e nonostante il loro organismo sia inevitabilmente soggetto a cambiamenti, la loro persona rimane intatta. Questo, è senz’altro il caso di molte icone della musica e dello spettacolo. Una di queste, è la cantante, scrittrice e poetessa Patti Smith. La donna, attraverso il suo nuovo libro “Year of the monkey”, racconta il suo straordinario fluire sul nostro pianeta.

Di che cosa parla “Year of the monkey”?

Dopo il successo di “M Train” e “Just Kids”, il 24 settembre di quest’anno è uscito nelle librerie italiane “Year of the monkey”, l’ultimo libro biografia di Patti Smith. L’artista, ha cominciato la stesura del volume nel 2016, anno fatidico per gli Stati Uniti. Di fatti, è proprio quattro anni fa Donald Trump è diventato presidente della nazione.

L’anno prima delle elezioni è stato molto caotico, Trump ha portato una forte sensibilità nei confronti dei social media ed è sembrato che l’unico modo per controbattere fosse usare il suo stesso linguaggio. Così siamo stati letteralmente bombardati da pubblicità che non facevano altro che evidenziare quanto l’uno o l’altro candidato fosse corrotto e malefico. Per questo motivo il senso di missione è andato perso. Quelle del 2016 sono state le elezioni più brutte“, afferma la cantante, durante un’intervista riguardante “Year of the monkey”.

Tuttavia, c’è da dire che “Year of the monkey”, ha subito una serie di modifiche in corso d’opera. Non a caso, l’autrice descrive il suo libro come una sorta di sviluppo della sua persona e della situazione sociopolitica americana. Sebbene questi argomenti possano sembrare tutt’altro che leggeri, il tono di “Year of the monkey” avrebbe dovuto mantenere un carattere il più possibile spensierato. Solo che, anche nel bel mezzo della scrittura di un’autobiografia, la vita continua a scorrere. I giorni passano e gli eventi si succedono inesorabilmente. Due cari amici di Patti Smith, Sam Shepard e Sandy Pearlman, vengono a mancare. Il tragico evento, ha scombussolato la vita della cantante, e di conseguenza il proseguo di “Year of the monkey”.

Le riflessioni di una cantante e poetessa

Patti Smith, si definisce una sopravvissuta. L’artista, racconta di come sia e come sia stato, camminare nel sentiero della vita per più di settant’anni. Arriva un momento, nel quale ci si accorge di aver perso molto. Nel quale ci si rende conto di quante esistenze si abbiano visto lasciare questa Terra, magari anche in giovane età. Può succedere che a questi eventi segua un senso di colpa. Ci si può sentire colpevoli per continuare a respirare, per possedere un cuore che batte ancora. Eppure, il semplice proseguimento della vita, non può definirsi una colpa. E’ semplicemente, qualcosa che accade. Il libro “Year of the monkey”, è infatti ricco di riflessioni sugli anni che la cantante ha trascorso.

Il fatto che questa biografia esca proprio nel 2020, è quasi da considerarsi il coronamento di un progetto. “Year of the monkey”, nasce in un anno caotico, per vedere definitivamente la luce in un’epoca di totale crisi. Questo lavoro, può dirsi un vero e proprio messaggio di speranza, da parte di chi ha vissuto e vive ancora su questa Terra. Da chi ha assistito a miliardi di cambiamenti globali, con la consapevolezza che tutto può essere superato.

Questo è un libro sui sogni. Fanno parte di me, la mia mente si muove costantemente, sviluppando una sorta di realtà parallela per combattere la noia della quotidianità“. E’ con queste parole che Patti Smith ha ulteriormente descritto “Year of the monkey”. E parlare di sogni, al giorno d’oggi è più importante che mai.

La situazione corrente attraverso gli occhi di Patti Smith

“Le mie valigie erano già pronte. Sarei dovuta partire per un tour mondiale, approdando prima in Australia e poi in altri numerosi paesi. Poi, è scattato il lockdown, e così sono rimasta a New York”. E’ così che l’autrice di “Year of the monkey” comincia a raccontare della sua esperienza con l’emergenza coronavirus. Tuttavia, la donna non descrive la sua permanenza obbligata nella Grande Mela in senso negativo.

Al contrario, Patti Smith si dice fortunata, per come ha vissuto e vive tuttora la pandemia. Com’è successo a molti di noi, anche l’autrice ha riscoperto lati di se stessa e della vita che non considerava da parecchio tempo. Nel suo caso, a essere rispolverata è stata la passione per il genere cinematografico crime. Questa è dunque un’altra conferma dell’innata positività raccontata in “Year of the monkey”. D’altronde, da una donna così ricca di sfumature, è difficile non aspettarsi tanta forza e vitalità.

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