Ringo Starr: il batterista dei Beatles e non solo

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ringo starr fa il simbolo della pace

«In un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr». Ma cosa intendevano esattamente i Pinguini Tattici Nucleari durante l’ultima edizione dell’acclamato e chiacchierato Festival di Sanremo 2020?

Ricordiamo oggi il loro ritornello in onore del compleanno di Ringo, nato il 7 luglio 1940.

Ringo è stato il batterista dei Beatles tra il 1962 e il 1970. Dopo questa epica esperienza si è dedicato ad una carriera musicale da solista, al cinema ma anche all’altra sua grande passione: la pittura.

Prima dei Beatles

Inizialmente, nel 1957, esordì con l’Eddie Clayton Skiffle Group per poi passare, nel 1959, nel Darktown Skiffle Group e infine ai Rory Storm and the Hurricanes: fu proprio in questo periodo che Richard Starkey assunse lo pseudonimo di Ringo Starr.

Nel 1962, dopo il provino ad Abbey Road, i Beatles, o meglio il loro manager, cercavano un nuovo batterista: secondo il produttore George Martin, Pete Best non aveva la stoffa. Ringo venne contattato direttamente da John Lennon e Paul McCartney: furono loro a convincerlo a unirsi alla loro band.

Durante i provini anche lui venne considerato insoddisfacente e, per questo motivo, gli fu affiancato Andy White.

Nella sua carriera con la band compose due canzoni: Don’t Pass Me By e Octopus’s Garden.

Ringo: il Beatle Triste

Per il suo carattere introverso e riservato, Ringo ricevette l’appellativo di «Beatle Triste». Forse è anche a questo che si riferisce la canzone dei PTN: la fama del batterista è sempre stata inferiore a quella dei colleghi John Lennon e Paul McCartney. Forse, tuttavia, si può essere ricordati e apprezzati anche se non si era il numero uno.

Non è un caso, infatti, se Phil Collins, Jim Keltner, Max Weinberg, Kenny Aronoff, Chad Smith degli Red Hot Chilli Peppers e Dave Grohl dei Nirvana hanno affermato tutti di essere stati ispirati niente meno che da Ringo Starr.

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