Janet Devlin, Confessional – Recensione Album

Confessional è il secondo album di Janet Devlin

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Janet Devlin si è fatta conoscere al grande pubblico come concorrente del talent show musicale The X Factor nel lontano 2011, dove la sua timidezza, il fascino irlandese ed un incofondibile stile vocale hanno catturato il cuore di molti. Eliminata nei quarti di finale dello show, l’artista ha tenuto concerti in tutto il Regno Unito.

Il suo album di debutto risale al 2013 “Hide & Seek”, album nel quale ha collaborato anche Jack Savoretti. Ora è la volta del secondo albumConfessional” a cui è preceduta la sua autobiografia dal titolo “My Confessional”.

L’album prende il via con la canzone da il titolo all’intero progetto discografico, un tradizionale brano folk e pop irlandese, e troviamo la voce della Devlin su una forma bella e assertiva, gettando le basi per quello che verrà. “So Cold” è una tenera ballata a metà del tempo che denigra il modo in cui la malattia mentale nei giovani viene spesso respinta. “Saint Of The Sinners” invece ha come protagonista il migliore ad essere cattivo. Questa straordinaria canzone è un’eco dolorosa di “Halo” di Beyoncé con uno stridente mezzo di arpa che precede un coro ottimista, forse rivelando i tempi in cui Janet Devlin vide la luce alla fine del tunnel.

C’è un mix di folk, pop e musica tradizionale irlandese che modella il progetto sonoro dell’album con leggende della scena irlandese come Davy Spillane, Eoin Dillan, solo per citarne alcuni, mentre l’album è stato prodotto da Jonathan Quarmby. 

La voce incofondibile di Janet Devlin, ha un fascino seducente ed onesto che è davvero incantevole e si presta notevolmente alle vicende personali dell’album. “Away With The Fairies” è una storia curiosa e affascinante di spreco mentre “Better Now” è una ballata commovente. Le cose si fanno più scure su “Speak”, una ballata popolare che racconta un’esperienza personale straziante. 

Ci sono momenti felici all’interno di “Confessionale”. “Love Song” è un brano pop in salsa agrodolce caratterizzato da un bel coro.  “Big Wide World” ha un tocco di ottimismo e “Sweet Sacred Friend” è una folle fusione di pop e R&B.

L’album si chiude con il mistico Hand Me Downs e incapsula il viaggio di Janet Devlin da bambina a donna, decostruendo le risposte apprese e le esperienze personali con alcuni preziosi testi. Mai esagerato, Confessional è un viaggio catartico onesto, coraggioso e consapevole, che si occupa di dipendenza, autolesionismo, religione e sessualità. Questa è un’opera d’arte accattivante e trionfante dal profondo del cuore e dell’anima dell’artista. Voto 4/5

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