Giovanni Truppi: “Non credo alle etichette”

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In gara al Festival di Sanremo 2022 con “Tuo padre, mia madre, Lucia”, Giovanni Truppi parla della sua prima esperienza sul palco dell’Ariston.

Giovanni Truppi: aveva già provato a partecipare al Festival di Sanremo?

Quella di Giovanni Truppi è una prima assoluta. “È la prima volta che ho proposto una canzone al Festival”, ha detto Truppi. “Il pensiero mi aveva già sfiorato. Facendo questo mestiere, in Italia, credo non sia strano che questa idea passi per la testa”. Un brano, “Tuo padre, mia madre, Lucia”, con un testo incisivo e sentito, al quale Truppi è molto legato. “È un testo che mi piace molto. Mi piace molto la frase: 1% è amore e tutto il resto è stringere i denti, anche se è un po’ estrema come statistica”. Estrema come la trasparenza di Truppi, che si rispecchia nella sua canzone a tal punto da ‘metterci la faccia’ e farlo sul palco più importante d’Italia. “Questo brano mi rispecchia”, ha aggiunto poi, specificando che affibbiare una certa etichetta a un certo artista non sia il modo giusto di fare.

Videoclip “Tuo padre, mia madre, Lucia”

Giovanni Truppi: “Il cantautorato è figlio della cultura italiana”

Annunciato come cantautore di grande spessore, Giovanni Truppi parla del cantautorato italiano e della definizione di cantautore. “Cantautore è chi scrive e interpreta le proprie opere”, dice. “Capisco che quando me lo si dice mi si voglia fare un complimento, ma non credo che il cantautorato sia un genere musicale”. Per Truppi il cantautorato è figlio della cultura musicale italiana, ma non rappresenta di certo un genere a sé stante. Detto questo, la sua “Tuo padre, mia madre, Lucia” è di certo un pezzo che strizza l’occhio alla scuola dei grandi cantautori nostrani, tra i quali figura De André, di cui Truppi canterà un pezzo nella serata delle cover. Serata che lo vedrà salire sul palco con Vinicio Capossela.

“Nella mia ora di libertà”

La scelta di Giovanni Truppi è ricaduta sul brano intitolato “Nella mia ora di libertà”, pezzo di Fabrizio de André. “È una canzone che ho scelto perché ha un testo che è un compendio di stanze che mi sembrano importantissime in questo momento storico”. Quanto alla scelta del suo compagno di serata, Vinicio Capossela, Truppi confessa candidamente la sua ammirazione. “È un artista che ammiro da moltissimo tempo e il cui percorso è stato da sempre un faro per me […] per l’approccio all’arte in generale. Sono onorato dal fatto che sia al mio fianco”.

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