Alberto Sordi: il Marchese della commedia all’italiana compie 100 anni

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Il 15 giugno del 1920 a Roma nel quartiere Trastevere nasceva Alberto Sordi, volto storico del cinema italiano. Oggi l’artista avrebbe compiuto 100 anni. Per celebrarlo oggi si svolge una commemorazione al Campidoglio.

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In ricordo di Alberto Sordi a cent’anni dalla sua nascita

Alberto Sordi è uno dei volti noti più amati del cinema italiano. Oggi l’attore avrebbe spento 100 candeline. Quella di Sordi è stata una carriera intensa composta da oltre 200 film, di cui 19 in veste di regista. Ultimo di quattro fratelli Alberto Sordi nasce a nel rione Trastevere il 15 giugno 1920. Il padre Pietro Sordi era un maestro strumentista, mentre la madre Maria Righetti insegnava alla scuola elementare. Dopo anni di gavetta come comparsa e doppiatore Alberto raggiunge il successo nel 1952 con la pellicola “I vitelloni” diretta da Fellini. Negli anni Sordi diventa il re della commedia italiana incarnando in ogni film numerosi personaggi legati all’immagine del cosiddetto “italiano medio”.

Oggi nella Sala della Protomoteca al Campidoglio, si svolge una commemorazione per l’uomo che meglio ha rappresentato Roma e il cinema nostrano. Già negli anni 2000 l’allora sindaco Rutelli, gli cedette simbolicamente il suo incarico per 24 ore. Le cronache del tempo scrissero “A Rute, nun je ‘a faccio più -avrebbe esclamato -. Nun vedo l’ora di levarmi ‘sta fascia. Io ho ereditato al cento per cento l’indolenza dei romani”. 

I film e le sue frasi celebri

“Macaroni… m’hai provocato e io te distruggo macaroni! Io te magno” tratto dal film del 1954 “Un Americano a Roma” è una delle frasi passate alla storia di Albertone. La romanità di Sordi è stata la sua caratteristica principale, un marchio di fabbrica che lo ha reso un’icona del cinema italiano. Alberto Sordi esordi come protagonista al cinema nel film nel 1952 “Lo sceicco bianco” di Federico Fellini. L’opera non ottenne molto successo, nonostante questo, il loro rapporto rimase saldo e portò al capolavoro “I Vitelloni” del 1954. La carriera dell’attore romano proseguì con il vento in poppa al fianco del regista Steno. La loro collaborazione portò alla realizzazione di decine di opere: “Un giorno in pretura“, “Piccola posta” del 1955 e “Mio figlio Nerone” del 1956. La carriera di Alberto Sordi viaggiò al ritmo di 10 pellicole all’anno per un record di 152 apparizioni fino alla morte, il 24 febbraio del 2003.

Alberto Sordi, 100 anni del Marchese del Grillo

“La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.” Con questa frase il Marchese della commedia all’italiana, Alberto Sordi, riassumeva il modus operandi che lo ha reso celebre in tutto il mondo. 

Ha avuto il pregio di aver raccontato il nostro paese senza filtri, una narrazione dell’Italia e degli italiani in tutte le sue contraddizione. “Perché io so io, e voi nun siete un c…” questo epico aforisma è tratto dall’opera di Mario Monicelli del 1951 “Il marchese del grillo“. La più celebre maschera di Sordi che gli è valsa quattro nastri d’Argento, due David di Donatello. Onofrio del Grillo, degno esponente della nobiltà ottocentesca, servitore alla corte di Papa Pio VII, trascorre le sue giornate nell’ozio tra osterie e pettole romane. Un personaggio divertente e arrogante che Alberto Sordi ha reso un’icona della storia del cinema Italiano.

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