WAP: lo scandaloso video di Cardi B e Meghan Thee Stallion

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Copertina di WAP

Parliamo di WAP, il singolo-scandalo di Cardi B con Meghan Thee Stallion. Due donne splendide, senza peli sulla lingua, che si godono la loro bellezza e sessualità in un video non adatto ai bambini. Anche se c’è sempre qualche uomo che ha da ridire. 

Cardi B, felice e sensuale

“Cardi B e Meghan Thee Stallion sono quello che succede quando i bimbi sono cresciuti senza Dio e senza una forte figura paterna. La loro nuova “canzone” #WAP (che ho sentito accidentalmente) mi mette voglia di versarmi acqua santa nelle orecchie, e mi dispiace per le ragazzine del futuro se questo è il loro modello.” Queste le parole con cui il candidato congressuale della California James P. Bradley descrive WAP, acronimo di Wet A** Pu**y, una canzone pop-rap tutta al femminile che non guarda in faccia a nessuno


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Meghan Thee Stallion non ha ancora rilasciato il suo album di debutto, ma sulla scena rap mainstream è già diventata amica di tutte. Ha duettato con l’immensa Beyoncé in un remix della sua hit Savage, e placato temporaneamente la sete di sangue di Nicki Minaj verso qualunque altra collega – un’ombra nera che aleggia sulla carriera della Minaj dai tempi della faida con Lil’Kim dieci anni fa, e di cui Iggy Azalea, Azealia Banks e Remy Ma conservano senz’altro un infelice ricordo – con Hot Girl Summer. Per mostrarsi super partes non mancava che Cardi B, portabandiera del risorgimento del rap al femminile che da un anno riaccende le classifiche. Il risultato del loro felice incontro è una perla sensuale e sfacciata che risponde al nome di WAP

Screenshot da WAP

Il video, ambientato in un’opulenta villa decorata a tema animalier e popolata da ogni sorta di felino e rettile feroce, è una festa sexy tutta al femminile. Cardi e Meghan – assieme ad ospiti illustri come Normani e Rosalìa – ballano e si mettono in mostra con ogni sorta costumi sexy e leggeri. Iconico l’abito di Normani, in pied-de-poule bianco e nero: un marchio di fabbrica della moda sofisticata reclamato e riadattato in chiave pop. Tutto questo con in sottofondo il sample di Whores In This House, canzone di Frank Ski del 1993. Già ripreso da Meghan in passato, in quella versione le “whores” saccheggiano casseforti altrui. Qui Cardi non ne ha alcuni bisogno, come proclama fiera alla prima strofa. “Non cucino, non pulisco, ma lasciate che vi dica come ho avuto quest’anello”. Se l’è procurato da sola, col suo denaro, e ha pieno diritto di celebrare a modo suo.

WAP, il singolo dello scandalo

WAP diventa un fenomeno in poco tempo. Si cita, si ammira, si rimpiange il lockdown (ancora in corso, con varie modalità, negli Stati Uniti d’America) che impedisce di uscire per godersela davvero. Persino Twitter omaggia la canzone con un’emoji esclusiva, che compare automaticamente ogni volta che il titolo della canzone è posto come hashtag. Essa riprende la cover della canzone stessa: i volti delle due ragazze che fanno la linguaccia, i capelli di entrambe acconciati in un’unica treccia. Si penserebbe che i tempi in cui una lingua di fuori, un po’ di twerking e degli abiti succinti in un video musicale facevano scandalo fossero passati quando We Can’t Stop e Wrecking Ball di Miley Cyrus sono uscite dalla classifica. Eppure. 


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La sensualità estrema nel rap al femminile non è inoltre nulla di nuovo. I parallelismi che emergono sui social network si sprecano. How Many Licks di Lil’Kim – la cui iconica posa accovacciata è ripresa nel video di WAP, in una statua presente nel giardino della villa dove si tiene la festa. My Neck, My Back di Khia, Look Back At Me di Trina, Anaconda di Nicki Minaj. WAP è solo il seguito di un’orgogliosa tradizione, che colora di energia e libertà un periodo temporale molto solitario. Scandalo permettendo, WAP diventa il più grande debutto in streaming dell’anno, sorpassando il successone di Tik Tok di Drake Tootsie Slide.

E qui diventano mantra le parole di Rapsody, femcee underground nominata ai Grammy lo scorso anno, che per la sensualità non ha mai mostrato nemmeno un interesse di passaggio. In un’intervista per Genius esprime irritazione per chi la loda insultando altre rapper, solitamente quelle più mainstream e sensuali. “Non dovreste spegnere le loro luci per illuminare me. Non funziona così”. Da quelle parole si può imparare molto. Per parlare invece del vero scandalo di WAP: il cameo di Kylie Jenner nel video musicale. La sua presenza fugace, completamente estranea al mondo della musica, che fa sembrare sostanziale la comparsata della Ferragni in Non Mi Basta Più di Baby K, ha lasciato perplessi e scontenti numerosi spettatori. La petizione per rimuoverla dal video, lanciata su Change.org, conta più di cinquantamila firme. 

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