Vasco Rossi – sono sopravvissuto alle Br, alla droga, alla depressione e al coma

Il rocker di Zocca riflette sul significato della parola vivere su Vanity Fair

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Vasco Rossi - sono un sopravvisuto

Vasco Rossi si confessa al collega Cesare Cremonini, nominato direttore della rivista Vanity Fair per un giorno. Il rocker riflette sul significato della parola vivere ripercorrendo cinque decenni della sua vita, e dichiara: “Se non sono sopravvissuto io… io sono Super Vissuto. Sono sopravvissuto alle Br, alla droga, alla depressione e al coma 3 o 4 volte”.

Vasco Rossi: perché sono un sopravvisuto?

Cesare Cremonini, nominato direttore della rivista Vanity Fair per un giorno, scrive una lettera a Vasco Rossi. “Ciao Vasco, come stai? Posso solo immaginare quanto, anche per te, sia difficile vivere lontano dal tuo palco e dal tuo pubblico. La redazione di Vanity Fair Italia mi ha chiesto di dirigere il numero di fine novembre…… Intitolerò il numero SurVIVE, SpravVIVERE…… Sopravvivere è una parola che sulla tua pelle ha assunto un significato comprensibile per tutti…”.

Vasco risponde subito alla lettera di Cremonini, e racconta il significato che ha per lui la parola vivere in questo brutto periodo. Del resto Vasco lo cantava già nel 1993: “Vivere o sopravvivere… E sorridere dei guai.. così come non hai fatto mai… e penare che domani sarà sempre meglio…. Oggi non ho tempo…. Oggi voglio stare spento..”.

Vasco Rossi scrive: “È veramente un brutto periodo. Per tutti. Una catastrofe planetaria che nessuno avrebbe potuto immaginare, sarebbe stato peggio solo se ci avesse colpiti un meteorite! Nessun sistema sanitario può reggere a lungo in una emergenza del genere. E noi? Dovremo ancora stare chiusi in casa. Per noi che abbiamo bisogno di urlare, di cantare, di ‘assembrarci’… è ancora molto lontana la possibilità di fare concerti, ma sopravviveremo anche a questo”.  Poi afferma: “Se non sono un sopravvissuto io… io sono un Super Vissuto! Sono sopravvissuto alla ‘noia’. Vivendo a Zocca sapevo che da lì bisognava partire perché se sei in pensione ci stai benissimo, ma a 20 anni non c’è niente da fare. Così creai Punto Radio con il mio gruppo di amici storici”.

Vasco parla degli anni ’70 e ’80: sono sopravvisuto

Il rocker di Zocca parla poi degli anni ‘70: “Sono sopravvissuto agli anni ’70. Quando c’erano gli anni di piombo, le Brigate rosse, Lotta Continua e Potere Operaio. Sembravano dei matti quelli che si chiamavano “potere operaio” ed erano studenti, come gli altri che si chiamavano ‘Lotta Continua’, e poi al pomeriggio tornavano tutti a casa, dai genitori perché erano studenti e la loro lotta continua finiva lì”.

Il racconto di Vasco continua con gli anni ’80 che definisce i più stupidi del secolo, ma anche i più belli e divertenti, quelli del sogno rock realizzato con canzoni che erano sberleffi e provocazioni contro i perbenisti, i moralisti, i furbetti: “Sono sopravvissuto alla droga e agli eccessi di quegli anni. Ne ho combinate di cazzate, Ma le ho anche pagate tutte. Gli anni ’80, quelli più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti e, per me, gli anni irriverenti di Colpa d’Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine”.

Vasco parla degli anni ’90 e 2000

Poi Vasco prosegue parlando degli anni Novanta e della famiglia creata con la sua Laura: “Sono riuscito a tenere in piedi la famiglia! Grazie naturalmente alla Laura che ne è stata l’artefice e una compagna straordinaria. Abbiamo amato il ‘progetto famiglia’, qualcosa di solido che si costruisce insieme, che va oltre alla passione e si trasforma via via in affetto, amore”.

Alla fine del racconto Vasco Rossi arriva agli anni 2000 e alla depressione per la morte di alcuni suoi più cari amici. Si sofferma tra gli anni 2010 e 2020, segnati da grandi battaglie per lui: “Tre malattie mortali, nel 2011, quando sono andato in coma per 3 o 4 volte”. E conclude parlano della pandemia in corso: “Sopravvivrò anche al Covid a meno che non muoia di noia per il lockdown. Ho una nuova canzone che esce il 1 gennaio 2021 e sarà una canzone d’amore”.


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