Dopo il ritorno con “Gocce di profumo”, il duo romano composto da Cristian Cugini e Riccardo Cipri firma un nuovo singolo che riflette sulla compressione del tempo e della nostra attenzione: dai colloqui su Zoom alla frammentazione della realtà.
Tre minuti e trenta secondi: la durata canonica di un brano pop o rock nell’era dello streaming. Ma cosa succede quando pretendiamo che tre minuti e trenta bastino anche per sostenere un colloquio di lavoro, capire chi siamo, innamorarci, giudicare una notizia o perfino elaborare un dolore?
Parte da questo interrogativo “Treminutietrenta”, il nuovo singolo dei SOL22, disponibile da oggi in tutti i digital store. Il duo romano, formato da Cristian Cugini e Riccardo Cipri, torna sulla scena musicale con un pezzo rock ironico, feroce e privo di retorica nostalgica, capace di fotografare con chirurgica precisione l’ansia da prestazione e l’iper-velocità della società contemporanea.
Un racconto surreale (ma tragicamente reale) del quotidiano
In un mondo dominato dal continuous scrolling, dove anche le scelte esistenziali si riducono a una sequenza binaria — restare o passare oltre, ascoltare o scorrere, rispondere o ignorare —, “Treminutietrenta” trasforma il minutaggio musicale nell’unità di misura di una vita costantemente sotto esame.
Il brano trascina l’ascoltatore in un vortice di situazioni ordinarie spinte al paradosso: colloqui di lavoro precari su Zoom con la cravatta sopra e nessun pantalone sotto, città congestionate dal traffico, amori nati da un tweet, meme, reel e fantasie sul palco di Sanremo, mentre attorno la realtà accumula eventi a un ritmo impossibile da metabolizzare.
Dalle tragedie internazionali ai tutorial di cucina, tutto scorre sulla medesima interfaccia, separato solo dallo sfioramento di un dito. Non si tratta di indifferenza, spiegano i SOL22, ma dell’impossibilità materiale di avere il tempo per elaborare, comprendere e stabilire una gerarchia di importanza.
Emblematica, nel testo, la comparsa di un uomo in un bar che urla: «Ridatemi il tempo, lo rivoglio indietro!», ma anche la brillante metafora del sentirsi «come un tardigrado sparato nello spazio»: esseri biologicamente capaci di adattarsi a tutto, eppure completamente disorientati dall’accelerazione del presente.
Il videoclip ufficiale in anteprima su Sky TG24
Ad accompagnare il singolo c’è il videoclip ufficiale, diretto da Marco Langatta e presentato in anteprima nazionale su Sky TG24. Nel video, la narrazione visiva porta all’estremo il concetto della canzone: i due musicisti affrontano una frenetica sequenza di cambi d’abito nel tentativo di risultare adatti a un colloquio di lavoro, ponendo allo spettatore una domanda cruciale: quante versioni di noi stessi siamo disposti a reinventare pur di essere scelti?
La nuova fase artistica dei SOL22
Dopo oltre quattro anni di pausa dalle pubblicazioni e l’esperienza nei Pulsar (con cui hanno conquistato la finale di Sanremo Rock 2020 e partecipato alle selezioni di Area Sanremo 2021), Cristian Cugini e Riccardo Cipri sono tornati questa primavera con il brano “Gocce di profumo”.
Se quel primo pezzo rifletteva sulla maturità di saper mollare la presa, “Treminutietrenta” analizza l’opposto: l’impossibilità di fermarsi. Entrambi i brani anticipano il debut album in lavorazione, dal titolo “Perseverance”. Un nome non casuale: il marchio SOL22 si ispira infatti al celebre romanzo The Martian di Andy Weir, indicando il Sol 22, il giorno in cui su Marte un terreno sterile torna finalmente fertile.
Con “Treminutietrenta”, i SOL22 prendono un piccolo frammento del nostro tempo per chiederci cosa siamo diventati, in un’epoca in cui pretendiamo che la vita intera stia dentro il tempo di una canzone.
