Sex Education 2 – Il sogno adolescenziale di Netflix è perfetto

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La prima stagione di Sex Education è stato uno dei momenti TV più sottovalutato nel 2019. Il riscatto arriva con la seconda stagione.

La serie nel suo insieme è stata adorata quasi all’istante. Era volgare, ma batteva al centro con un cuore d’oro. La sceneggiatura era intelligente e agile, con i personaggi sembravano fedeli alla vita.

Gillian Anderson interpreta una terapista sessuale con i capelli rasati. L’unica domanda sula seconda stagione era: come potevano eguagliare o superare la prima stagione?

La seconda stagione di Sex Education è impeccabile. Sinceramente. Dall’inizio alla fine, dalla prima scena nel primo episodio fino all’ultima nel finale, non viene perso un solo momento. Nessuno sviluppo di un personaggio o colpo di scena sembra non guadagnato.

Iniziamo da dove si è conclusa la prima stagione: Otis (Asa Butterfield) ha superato i suoi, diciamo, problemi con la masturbazione grazie al suo rapporto crescente con Ola (Patricia Allison) e nonostante il suo amore per Maeve (Emma Mackey, guardando ogni centimetro l’entrata Margot Robbie).

Eric (Ncuti Gatwa, la vera star di Sex Education) ha finalmente fatto pace con la sua stranezza, solo per la sua relazione con un Adam (Connor Swindells) bloccato mentre il suo aspirante fidanzato viene spedito alla scuola militare.

Nel primo episodio Otis gestisce una clinica di consulenza sessuale improvvisata con Maeve, dando agli studenti i consigli che ha appreso grazie alla sua mamma terapista (Anderson, semplicemente meravigliosa).

La serie lascia che il suo cast conduca la narrazione, piuttosto che guidarla. Gli archi della trama più longevi, come la relazione di Otis con Ola, il corteggiamento di Eric con uno studente e l’introduzione della madre ribelle di Maeve (Anne-Marie Duff) sono ora la più grande spinta della serie e non puoi fare a meno di seguirli.

È difficile descrivere accuratamente gli adolescenti attraverso uno schermo. A quell’età, puoi cambiare umore in pochi secondi, passare da un amico all’altro senza battere ciglio.

La scrittrice e creatrice Laurie Nunn lo articola in modo eccelso: Otis e Maeve sono deliziosamente e caoticamente egoisti, a volte a scapito della propria felicità. Ed è questo che significa essere un adolescente, giusto?

Se il momento clou della prima stagione era Eric che imparava a gestire la sua sessualità in modo spettacolare, il momento clou del secondo è vederlo spinto nel mezzo di un triangolo amoroso tra l’enigmatico Rahim (Sami Outalbali) e un Adam più scontroso, che sembra finalmente pronto a impegnarsi.

E’ il riflesso delle esperienze del mondo reale che rende questa serie così avvincente. Il finale, dove Eric alla fine sceglie tra i due, attirerà parecchie di lacrime.

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