“More Heroes” – Riflettori sul Punk: Hüsker Dü

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Gli Hüsker Dü

“More Heroes” è una rubrica dedicata alla scoperta dei più grandi nomi che hanno fatto la storia del punk, molti dei quali non conosciuti adeguatamente come meriterebbero. Oggi i riflettori sono puntati sugli Hüsker Dü.

Dall’hardcore all’alternative rock

Nella storia della musica rock gli Hüsker Dü giocano un ruolo fondamentale per la sue evoluzione. Partiti come gruppo hardcore tradizionale, nel corso degli anni modificarono il loro stile musicale a favore di una musica più ricercata e dalle tematiche intimiste e poetiche. Tutto ciò, che fino ad allora non aveva nessun riscontro nel mondo del punk, ha contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’alternative rock.

Fondata nel 1979 a Saint Paul nel Minnesota, la band era composta dai cantanti Bob Mould e Grant Hart, rispettivamente chitarra e batteria, e dal bassista Greg Norton. Hüsker Dü ,in lingua danese, significa “ti ricordi?” e fu ispirato da un gioco da tavolo svedese.

Evoluzione discografica

Dopo due anni dalla nascita la band fu messa sotto contatto dalla New Alliance Records e con essa esordirono con il singolo “Statues” e il disco dal vivo “Land Speed Record” (1982) a cui seguì “Everything Falls Apart” (1983): lavori grezzi, duri, veloci, compatti e ricchi di potenziale, dove si possono trovare le uniche composizioni firmate da Norton prima della totale supremazia compositiva dei leader Hart e Mould.

Sempre nel 1983 firmano per l’etichetta di proprietà di Greg Ginn, chitarrista dei Black Flag, la SST Records e registrano l’EP “Metal Circus”, cui seguirà l’anno dopo quello che da molti critici è considerato uno dei più importanti e fondamentali album punk di tutti i tempi: “Zen Arcade”, un doppio album sviluppato come un concept che tratta dell’alienazione giovanile dal punto di vista di un adolescente. Non solo si tratta di un lavoro strutturato in modo atipico per quel che riguarda le classiche coordinate del punk, ma è anche un album che delinea la direzione musicale che gli Hüsker Dü prenderanno grazie alle liriche personali e intime, le contaminazioni con il pop, la psichedelia, il progressive e il jazz.

La copertina del quarto disco in studio degli Hüsker Dü, “Zen Arcade”. Vendette più di 20.000 copie.

La firma con una major e lo scioglimento

Nel 1985 la band pubblica gli LP “New Day Rising” e “Flip Your Wig”, mentre l’anno successivo avviene la firma con l’etichetta Warner Bros. Per la scena hardcore punk tale scelta si rivela una delusione e un tradimento, ma a questo punto il nome Hüsker Dü sta iniziando a circolare sempre di più e il trio vuole continuare la sua evoluzione musicale. I successivi “Candy Apple Gray” (1986) ma soprattutto “Warehouse: Songs And Stories” (1987) dimostrano come in realtà la firma con una major non abbia compromesso la loro libertà artistica. Tuttavia sul finire dello stesso anno la band chiude la sua storia a causa degli irreparabili dissidi nati fra Mould e Hart, quest’ultimo in piena dipendenza dalla droga.

Norton relega il mondo della musica ad hobby e decide di dedicarsi, con la moglie, all’attività di ristoratore. Mould e Hart invece hanno intrapreso carriere soliste di ottimo livello incidendo dischi a nome proprio o come leader di altre band, rispettivamente i Sugar e i Nova Mob.

Nel 2017 Hart scompare a causa di un cancro al fegato. Due mesi più tardi viene pubblicata la raccolta “Savage Young Du”, contenente i primi singoli, i primi due LP e diverse tracce inedite. L’ultima uscita prima di questo box set fu il live “The Living End” del 1994 e contenente registrazioni di diversi concerti tenuti durante l’ultimo tour della band.

Il retro del live “The Living End”. Da segnalare la presenza della cover “Sheena Is a Punk Rocker” dei Ramones.

Curiosità

Il gruppo rock italiano Zen Circus è così denominato in omaggio agli Hüsker Dü e fa riferimento agli album “Metal Circus” e “Zen Arcade”.

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