Matt Ball: esce il singolo “To Catch Light III”

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Matt Ball cover
Matt Ball

A poco più di un mese dall’uscita dell’album Amplified Guitar, Matt Ball annuncia il nuovo singolo accompagnato da un sorprendente videoclip.

Chi è Matt Ball?

Se conoscete i Big Brave, band metal canadese, avrete sentito nominare anche Matt Ball. Il chitarrista di Montreal s’è messo in proprio con un album da solista uscito il mese scorso. Si tratta di un album strumentale, molto particolare per sonorità e uso del feedback. In questa opera prima, Matt dimostra che si può usare il feedback per creare brani eleganti e pieni di sentimento. Il chitarrista ha registrato ogni brano in una sola ripresa, dal vivo, all’Hotel2Tango di Montreal. Lungi dall’essere un disco rumoroso, Amplified Guitar è un’opera suggestiva come poche, esaltata dall’uso del feedback che spesso imita i toni sostenuti degli strumenti ad arco o a fiato.

Matt Ball e la chitarra costruita per l’occasione

“Mi affido all’amplificazione per l’ampiezza, ma anche per far emergere alcune qualità armoniche e voci dello strumento”, afferma Matt Ball. Lo strumento, in questo caso, non è una chitarra qualsiasi. Ball l’ha costruita apposta in collaborazione con Obscura MFG. Grazie alla sua fidata compagna, il chitarrista ritaglia melodie in un modo che potremmo definire scultoreo. Attraverso gli 8 pezzi che compongono Amplified Guitar, Ball propone differenti toni che vanno dalla chitarra percossa, passano per la strimpellata e si congiungono con il lamento melodico dell’amplificatore.

Una danza fatta di piccoli gesti

La chitarra gira da una parte e dall’altra, lentamente, mentre le mani di Ball girano diversamente. È una sorta di ballo messo in scena dal chitarrista, dalla sua chitarra e da una combinazione di amplificatori. Il risultato è imponente, dal punto di vista sonoro, e straordinariamente intimo. La complessità scolpita dal minimalismo di Amplified Guitar deve qualcosa a Tony Conrad, ma il senso della melodia e lo spirito della narrazione ricordano la colonna sonora di Dead Man (Neil Young) e il modo di suonare esplorativo di Loren Connors e Henry Flynt.

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