Led Zeppelin: l’ultima volta

Uno spettacolo eterno

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7 agosto 1979: i Led Zeppelin suonano per l'ultima volta

Il 7 agosto 1979 i Led Zeppelin suonano per l’ultima volta in Inghilterra, al Knebworth Park. E’ la fine di una breve tournée europea che li aveva portati già in Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Austria, prima dell’uscita di In Through The Out Door.

Led Zeppelin: l’ultima volta

7 agosto 1979: i Led Zeppelin suonano per l'ultima volta

Un tormentato e imperfetto album secondo alcuni, il che mi fa sorridere perché personalmente non trovo nulla di più maturo di questo album. Secondo Melody Maker, una delle più influenti riviste del tempo, la band sul palco risulta “arroventata come il ferro passato nel fuoco e in ottima forma stilistica” Di fatto la band non è sciolta ma ha solo terminato un tour.

Led Zeppelin l’ultima volta insieme a John Bonham

John Bonham

E poi accade! Accade ciò che i dei del rock avevano marchiato sulla loro pergamena. Poco prima di un tour americano il 25 settembre 1980 la luce si spegne. Uno dei più imponenti batteristi della storia del rock John Bonham muore. Le cause sono molto meno importanti dell’evento. Il fatto: è morto un dio.

Si è spenta la luce

Un evento che pone termine a una delle favole più intense della storia del rock. Con decine di milioni di copie vendute è probabilmente la band più influente di sempre, capace di sfornare il fuoco in Black dogs o stringerti tra le sue braccia sussurrando: ” Babe I’m Gonna Leave You”.


51 anni dal primo album dei mitici Led Zeppelin


7 agosto 1979 i Led Zeppelin suonano l’ultima volta

È come l’addio alla tua amata. Ti giri cammini per un po’ e ti rendi conto che ti manca l’aria, torni in dietro di corsa e quando volti l’angolo non la vedi più. Percepisci la sua presenza tra la folla, vedi il suo volto in ogni lei, qualche caratteristica sua la vedi in ogni atteggiamento di sconosciute lasciate al caso. Lei ha segnato il tuo tempo, ha scandito i battiti del tuo cuore, si e mostrata maldestra, accorta, muscolosa, malinconica, romantica, con il trucco e senza trucco. Ma quello che rimane è un biglietto che ti ha lasciato sul letto al tuo risveglio dopo aver fatto l’amore per l’ennesima volta donata al tempo: ” Mi dispiace il nostro tempo è finito, amami per la mia essenza”.

L’eredità

E oggi quando sento suonare Jason Bonham o Mauro Munzi, che ritengo due grandi maestri e gli unici veri eredi di John, riesco per un attimo ad assaporare quella meraviglia di ricetta, unica e indimenticabile.

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