Jesus and Mary Chain vs Warner: chi vince?

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Jesus and Mary Chain

Gli artisti emergenti ma anche quelli con maggiore esperienza devono sempre stare attenti. Tra diritti d’autore e copyright sono molte le insidie. È quello che sta succedendo ai Jesus and Mary Chain. La band ha fatto causa alla Warner con la motivazione di una normativa americana contro una legislazione inglese. 

Cosa ha scatenato la causa?

A quanto pare secondo i Jesus and Mary Chain, la Warner si rifiuta di applicare una normativa del Copyright Act degli Stati Uniti che imporrebbe di restituire agli autori i diritti sulle registrazioni delle canzoni, perché hanno superato i 35 anni. L’album di debutto della band, “Psychocandy”, è del 1985, e alcune registrazioni sono ancora precedenti. Assurdo?


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La risposta della Warner

I Jesus and Mary Chain hanno fatto una prima richiesta a fine 2019 e la Warner si è appellata alla legge inglese, dove questo limite non è previsto. La Warner sostiene che in base a questa normativa la band non ha mai posseduto alcun copyright di cui rientrare in possesso. La band chiede inoltre 2 milioni e mezzo di dollari in danni aggiuntivi. Una storia simile l’hanno avuta i Duran Duran. Quest’ultimi hanno perso una causa simile, perché secondo il giudice la band non aveva diritto di applicare la normativa americana. Sarà la stessa sorte anche per i Jesus and Mary Chain?

Cosa dice l’avvocato dei Jesus and Mary Chain

La dichiarazione dell’avvocato della band è chiara: “La nostra legge sul copyright offre agli artisti e ai cantautori di registrazione una preziosa opportunità irripetibile di porre fine a vecchi accordi e riottenere le loro opere creative dopo 35 anni.
Questa “seconda possibilità” è sempre stata una parte della nostra legge sul copyright.
In questo caso contro WMG, l’etichetta ha rifiutato di riconoscere la validità di qualsiasi avviso di cessazione notificato dai Jesus and Mary Chain e ha completamente ignorato i diritti di proprietà della band. Nonostante la legge degli Stati Uniti restituisca i diritti alla band, WMG continua a sfruttare quelle registrazioni e quindi a violare intenzionalmente i diritti d’autore dei nostri clienti. Questo comportamento deve cessare. Le questioni legali in questa causa sono di fondamentale importanza per l’industria musicale”
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