Cate Blanchett: “l’omogeneità in ogni forma dell’arte è la morte”

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Catew Blanchett
Foto D. Convertini

Cate Blanchett è oramai una veterana della Mostra del Cinema di Venezia (presidente di giuria l’anno scorso), e oggi ha presentato  TÁR film diretto da Todd Field.

Cosa ha detto Cate Blanchett su TÁR?

Credo che sia importante perché l’omogeneità in ogni forma dell’arte è la morte. La pratica artistica però, aggiunge, non è uno strumento educativo. La reazione a un film o un’altra opera può essere di offesa, di disgusto o di ispirazione ma questo va fuori dal controllo degli artisti che l’hanno realizzata. Quello che accade al mio personaggio era necessario ed innegabile ma non avevo pensato al genere del personaggio né alla sua sessualità. E questo mi piace del film. Semplicemente lei è. Si tratta di una rappresentazione molto umana e credo che come specie siamo abbastanza maturi da guardare il film e non far sì che questa sia la cosa più importante“.

Todd Field

Lydia, la protagonista, sembra fare proprie tutte le grandi domande che oggi dividono l’opinione pubblica. Come ad esempio il dilemma del tempo che passa. Sta per compiere cinquant’anni, dice sempre la Blanchett che di anni ne ha 53 , un momento davvero delicato perché sai tutto quello che hai già fatto e ti chiedi quanto tempo hai davanti ancora e che uso farne. Sei, insomma, all’apice della tua vita, della tua carriera e ora puoi solo scendere dalla montagna. La scalata per arrivare al successo è decisamente più facile della discesa, del fallimento. Il film affronta anche questo argomento“. “Non è un film scritto pensando a Cate Blanchett, ma piuttosto scritto proprio per lei” spiega Todd Field.

Trama

TÁR, film diretto da Todd Field, racconta la storia di Lydia Tár, interpretata da Cate Blanchett, una musicista divenuta la prima direttrice donna di una grande orchestra tedesca, arrivando al vertice della sua carriera artistica.

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