Cabinet of Curiosities: la recensione

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Cabinet of Curiosities è una serie Netflix che segna il grande ritorno di Guilliermo del Toro. Questa serie antologica ha generato un hype altissimo fin dal primo teaser mostrato un po’ di tempo addietro. Da i prodotti toccati da Del Toro ci si aspetta tanto, e lui non ha praticamente mai deluso. É lo stesso questa volta? Cabinet of Curiosities è una serie degna del suo nome? C’è una sola risposta. E questa risposta è positiva.

Cabinet of Curiosities: una serie variegata

Del Toro è l’uomo che sta dietro al progetto. Non ha diretto gli episodi ma è la figura che collega tutto. É la cornice attorno alla quale si raccolgono gli otto cortometraggi horror di questa bellissima e riuscitissima antologia. Come detto ci sono otto episodi. Ed ognuno di essi di discosta dall’altro per contenuto e stile. Da evocazioni demoniache a orribili creature, dal Body horror a Lovecraft, da invasori alieni a fantasmi. Insomma c’è di tutto e di più. La Varietà è il punto di forza. Ogni corto offre qualcosa di nuovo, e ogni volta la serie riesce a sorprendere in modo diverso. Ci possono essere delle preferenze. Ma è indubbio che siano tutti prodotti di altissima fattura. E sul fondo lo stile Del Toro si intravede. Una paura genuina che si sviluppa in ogni storia. Mai titolo poteva essere più azzeccato. Cabinet of curiosities non è solo una serie. È un vera e propria “cabina delle curiosità”. Non vi annoierete quindi nel visionare questa perla. É proprio la curiosità che cresce mentre ci si gode questi piccoli capolavori dell’orrore. E si finisce per maratornarli. Bravo Guilliermo, ci hai regalato un altro gran lavoro.

Cabinet of Curiosities: quali sono gli episodi più belli?

Questa parte dell’articolo si baserà sui gusti personali di chi scrive. Non pensate a ciò che verrà detto come una verità assoluta. Cabinet of Curiosities è una serie ricca di contenuti. Ma alcuni di essi hanno smosso maggiormente l’attenzione del sottoscritto. Visto l’amore che ho per Lovecraft, ho trovato qui pane per i miei denti. Questa serie ha subito l’influenza dell’autore di Providence, sia in modo diretto che indiretto. Sono quattro gli episodi di cui in questa sede è doveroso fare un plauso sentito.

Lotto 36

Il primo episodio della serie Cabinet of Curiosities è un rompighiaccio eccezionale, nonché un ottima introduzione all’universo di stranezza che verrà mostrato nel corso degli otto episodi. Questo corto ha tutto quello che serve. Un atmosfera cupa. Un misterioso deposito che nasconde un mistero. E soprattutto possiede il gran fascino dell’esoterismo di stampo squisitamente gotico. Libri maledetti e demoni. Che si vuole di più? Bè, forse una bellissima creatura maligna dal sapore lovecreaftiano uscito dalla mente del nostro Del Toro ( che ha curato il design dei mostri). Insomma più che antipastino qua si parla di leccornia prelibata. Applausi.

L’autopsia

Questo è quello forse più originale e particolare. Ci sono gli alieni, ma non c’è il peculiare sviluppo da film sugli invasori dallo spazio siderale. Cabinet of Curiosities è una serie che regala molte genialate. Ma qui si va oltre. Non si vuole spoilerare nulla, ma l’autopsia del titolo sarà una delle più scioccanti e originali autopsie mai viste sul lettino di un coroner. Anche qui è da apprezzare la cupezza della storia, nonché l’efficace struttura a mò di inchiesta di polizia per ricostruire i fatti. É una bella trovata che tira lentamente il filo della tensione fino alla violenta torsione sul finale.

Il Modello di Pickman e Sogni nella casa Stregata: Cabinet of Curiosities è una serie che ama Lovecraft

Questi due episodi della serie Cabinet of curiosities concludono l’elenco dei favoriti. Vengono uniti in un unica considerazione in quanto sono entrambi trasposizioni dirette del Maestro di Providence. Tratti da due dei suoi racconti brevi più riusciti ed inquietanti. Per quanto mi riguarda si sono fatti troppi pochi adattamenti dello scrittore. Il sogno è ancora il Progetto di Alle Montagne della Follia proprio di Del Toro. Ma per ora ci accontentiamo di questi due. Il Modello di Pickman è il più riuscito in quanto ricalca abbastanza fedelmente il racconto, con giusto qualche aggiunta. Ma il fulcro permane. La paura di una realtà nascosta ed inquietante, che viene scoperta dalla figura romantica dello scrittore maledetto. Mentre ne I Sogni nella casa stregata viene presa molta più libertà. Per questioni di praticità si libera totalmente del contenuto di orrore cosmico del racconto. Questo può far storcere il naso ai puristi (me compreso) che volevano vedere in scena Il Caos Strisciante. Tuttavia, il risultato è un prodotto che ha una sua personalità e che soprattutto riporta sotto i riflettori Rupert Grint. Ebbene si , ritroviamo il nostro amato Ron Weasley. E qui dimostra tutte le sue doti attoriali. In un racconto che viaggia tra il Folk Horror alla The Vvitch e una storia di fantasmi di stampo classico.

Conclusioni

Cabinet of Curiosities è una serie imperdibile. Per gli amanti dell’horror e per i seguaci dei Guilliermo del Toro. Anche questa volta il grande Maestro non sbaglia e non delude. Ci regala un prodotto ricco e sfaccettato, che non cade mai nell’ovvio e nello scontato. Anzi è un continuo di trovate interessanti e spunti ispirati. Se non l’avete già vista recuperatela subito. Per quanto riguarda il sottoscritto, aspettando un eventuale seconda stagione, Il rewatch non me lo toglie nessuno.

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