Battiato: è morto l’artista che ci ha fatto cantare “La cura”

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Battiato

Questa mattina, 18 maggio 2021, l’Italia si sveglia con una notizia che non ti aspetti. È morto Franco Battiato, il cantautore siciliano che ci ha fatto cantare “La cura”, “Centro di gravità permanente” e molti altri pezzi. La sua musica spaziava nei generi, la sua arte era filosofica. La famiglia annuncia che i funerali si svolgeranno in forma privata.

Che segno lascia Battiato con la sua morte?

All’età di 76 anni ci lascia Franco Battiato. È morto nella sua residenza di Milo, dopo una lunga malattia, nella sua Sicilia nella quale oggi riecheggeranno i suoi più grandi capolavori. Lascia un segno indelebile Franco Battiato perché lui era un cantautore che sapeva spaziare in vari generi, dalla musica al cinema, capace di spaziare tra generi diversissimi dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grande popolarità, ha sperimentato l’elettronica, si è misurato con la musica etnica e con l’opera lirica. Inoltre ha diretto anche diversi film tra cui “Perdutoamor” e “Musikante” su Ludwig van Beethoven presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Lo ricordiamo sicuramente con “La cura” e “Centro di gravità permanente”, ma i suoi capolavori sono moltissimi.

Tra novembre 2012 e marzo 2013 Battiato aveva anche portato avanti una brevissima esperienza in qualità di assessore al turismo della Regione Siciliana nella giunta di centrosinistra del presidente Rosario Crocetta dichiarando di non voler ricevere alcun compenso. L’ultimo tour del cantautore catanese è avvenuto il 17 settembre del 2017 e fu una delle sue ultime apparizioni dal vivo.


Addio a Franco Battiato, uno dei più grandi cantautori della musica italiana


La carriera

Franco Battiato è certamente uno dei nomi più famosi della musica italiana, ha una lunga consuetudine con i piani alti delle classifiche e alcuni dei suoi brani sono entrati ormai nella storia del costume, ma negli anni ’70 produceva album sperimentali come “Fetus” e “Pollution” che hanno fatto scoprire all’Italia le risorse della musica elettronica e le concezioni più avanzate del rock di quelle stagioni e le contaminazioni con i grandi autori di musica contemporanea. Del suo grande successo commerciale parlava con la sua magistrale ironia e il suo proverbiale e sofisticato senso dell’umorismo senza per altro nascondere un certo imbarazzo.

In realtà Franco Battiato è uno studioso dagli orizzonti amplissimi che sa praticare l’arte della canzone pop ma che, grazie alla sua cultura dai vasti orizzonti, usa linguaggi e riferimenti diversissimi, sia in campo musicale che in altre forme di espressione artistica, come il cinema, la pittura, l’opera.

Così come è stato un precursore della musica elettronica, Battiato, che da molto tempo praticava quotidianamente la meditazione, era un cultore di musica classica e sinfonica che nei suoi racconti sembra essere praticamente l’unica musica che ascoltava.

Lo ricorderemo come autore e interprete, quando intonava i lied, “Amore che vieni, amore che vai”, “Ruby tuesday”, “La chanson de vieux amants” e, soprattutto, “Era de maggio”. Nel bombardamento dei coccodrilli senz’anima si racconterà di come si abbia permesso di tenere insieme la ricerca dello spirito “Un oceano di silenzio”. Con quella dell’amore terreno anzi carnale “Tra sesso e castità”, “La cura”, il pop più raffinato e sospeso “E ti vengo a cercare”. Infine col rock più corposo e d’impatto “Shock in my town”.

I messaggi sui social

Sui social, in particolare su Twitter, sono molteplici i messaggi che minuto per minuto stanno comparendo per compiangere l’artista. Dalla politica al mondo dell’arte tutti hanno un messaggio d’addio per l’amato Franco Battiato.

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