Ally Brooke – la carriera da solista dopo la fine delle Fifth Harmony

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Nel periodo in cui le Fifth Harmony erano ancora attive, colei che all’interno del gruppo riusciva a brillare di meno era sicuramente Ally Brooke: dotata di un ottimo strumento vocale ma priva della predisposizione naturale per la danza, nel contesto del gruppo risultava abbastanza fuori luogo in quanto non riusciva appunto a dare il meglio di sé nella tipologia di intrattenimento da girlband. Il potenziale che era rimasto inespresso nel gruppo è tuttavia fiorito completamente nei brani da solista, ad oggi sei brani molto d’impatto che pongono le basi per un futuro radioso. Vi proponiamo di seguito tutte le cinque le tracce.

  1. Perfect: pubblicata mentre il gruppo era ufficialmente ancora in pedi, si tratta di un singolo del produttore “Topic”, una ballad synthpop con influenze tropical. Canzone molto intensa in cui l’artista fa un ottimo sfoggio delle sue doti interpretative, della sua bella timbrica e della sua estensione vocale, “Perfect” ha uno dei suoi principali punti di forza in un testo molto romantico ma anche pieno di self-confidence. Con questo brano, Ally Brooke spinge al massimo sui pregi messi già in luce dal suo passato ad X Factor e dalle buone prove date nelle (rare) performance delle Fifth Harmony in cui non deve ballare: il risultato è intenso, d’impatto, emozionante.

2. Last Christmas: Cover del classico natalizio interpretata su una base a metà strada fra pop e drumm’n’bass, si è trattato di un esperimento decisamente stupefacente: prima di allora Ally non si era mai misurata con la garage. Il risultato è sicuramente molto orecchiabile, anche abbastanza originale vista la particolare unione fra suoni e radici musicali differenti, ma comunque lungi dal costituire una delle migliori versioni del brano.

3. Vàmonos: Ally Brooke continua con i singoli di produttori prima di pubblicare qualcosa di completamente proprio. “Vamonos” è un brano dei Kriss Kros Amsterdam a cui lei prende parte insieme al rapper Messiah: una canzone completamente in spagnolo, in cui la cantante può mettere in scena le sue origini latine. La produzione mescola sapientemente la dance con stili latini ottenendo un effetto simile a quello di “Taki Taki” di DJ Snake, ma il piatto forte è sicuramente l’impostazione vocale solida e grintosa di Ally: questa è stata forse la prima volta in cui ha dimostrato davvero di sapersi misurare con le up tempo senza problemi, ed il suo timbro risulta particolarmente adatto ad un brano del genere. L’incapacità nel mischiare ballo e canto si è tradotta in performance in playback, ma molto soddisfacenti sul piano visivo. C’è inoltre da dire che Ally non è assolutamente una cantante che abusa di playback, e di performance di diversa natura in cui dimostra di saper cantare ce ne sono molte.

4. Low Key: finalmente siamo arrivati al primo vero singolo di Ally Brooke da lead artist! Accompagnata dal rapper e veterano di collaborazioni Tyga, Ally crea con “Low Key” quella che gli americani definirebbero la power banger perfetta: a metà strada fra pop e urban e dotata di un ritmo potente, ballabile e sensuale, “Low Key” è la canzone perfetta per lanciare una carriera col botto. Anche qui come in “Vamonos” l’interpretazione è un miscuglio perfetto fra grinta, potenza ed energia, ed il risultato è davvero pazzesco. Tyga riesce sicuramente a dare un gran bel contributo nel rendere il brano ancora più incisivo con il suo bridge, ed ecco dunque servita una delle up tempo pop più riuscite del 2019. Molto appeal è stato aggiunto anche dall’ottimo video, in cui Ally dimostra di aver fatto molti progressi come ballerina, e dal meraviglioso hook “la la la la” in cui riesce a modulare la voce in una maniera tanto sexy quanto soave.

5. Lips Don’t Lie: con un titolo che ricorda la celebre hit di Shakira “Lips Don’t Lie”, questa traccia mantiene un equilibrio fra pop e musica black molto simile a quello di “Low Key”. Questa volta, tuttavia, più che venature urban troviamo una certa vicinanza a quell’R&B pop-friendly ma comunque molto sexy e raffinato a cui eravamo abituati negli anni 2000. Le strofe sono abbastanza interessanti ma meno riuscite rispetto a quelle del precedente singolo, mentre il ritornello è davvero formidabile e travolgente. Ottimo anche l’apporto del rapper di turno, il giovanissimo A Boogie Wit Da Hoodie, che con eleganza e potenza mette a segno un verso molto ben riuscito: a soli 23 anni il ragazzo si conferma uno dei migliori rapper emersi nel decennio corrente. Meno efficace invece il video, forse un po’ troppo sessualizzato.

6. Higher: fresca di questi ultimi giorni, “Higher” è la traccia che fa da colonna sonora alla partecipazione di Ally Brooke alla nuova edizione di “Dacing With The Stars”. Collaborazione con il DJ Matoma, si tratta di un pezzo dance-pop abbastanza efficace e potente, dotato in particolari di strofe davvero infettive. Un po’ meno efficaci i ritornelli, che comunque non sono affatto male: complice l’esposizione televisiva, il brano ha assolutamente tutte le carte in regola per donare ad Ally una popolarità maggiore. La canzone è stata pubblicata questo lunedì insieme al relativo videoclip: altra occasione per mostrare che le capacità della Brooke come ballerina non sono più quelle di un tempo. Vedremo se in futuro riuscirà ad associare esecuzioni coreografiche decenti anche a performance vocali di livello.

Che dire: la carriera da solista di Ally Brooke si sta facendo sempre più interessante. Vedremo se riuscirà ad avere risultati positivi nelle classifiche: personalmente faccio il tifo per lei. Clicca QUI per ascoltare un altro interessante brano di un’ex Fifth Harmony.

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