Alizée: buon compleanno alla cantante di Moi… Lolita

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I più nostalgici la ricordano per Moi… Lolita, i più acculturati conoscono una discografia frizzante, soddisfacente e sottovalutata. Viaggiamo in Francia e riscopriamo Alizée, una delle sue star più affascinanti, in occasione del suo trentaseiesimo compleanno

Alizée: gli esordi e Moi… Lolita

Una voce splendida, atmosfere potenti e sognanti, tutto il fascino di una star consumata: solo alcuni dei doni che la splendida Mylène Farmer ha fatto al mondo della musica. E a questi, trovandoci al suo compleanno, possiamo aggiungere l’ascesa alla fama di Alizée. Fu infatti proprio la Madonna francese a scoprire il talento della giovane corsa, al secolo Alizée Jacotey, presentatasi nel 1999 al talent shot Graines De Star. Sicuramente nessuno, all’epoca, avrebbe immaginato di scrivere la storia della musica francese. Né, in un certo frammento di tempo, del pop internazionale. Parliamo infatti di Moi… Lolita, la canzone per la quale Alize è più di tutte, ancora oggi, ricordata.

L’idea di dedicare una canzone alla figura della sfortunata ninfetta non è priva di applicazioni – l’esempio più recente provenne da Born To Die, l’album di debutto di Lana del Rey. Quello che sorprende, e che sicuramente sorprese, fu l’idea di usare la sua figura in prima persona, e in una canzone vivace dalle sfumature Eurodance. Ma Moi… Lolita, tributo in chiave pop al personaggio creato da Vladimir Nabokov, funziona su tutti i fronti proprio per la sua particolarità. Alizée reinterpreta la vicenda di Dolores Haze, vittima dell’attrazione perversa di un attempato professore, invecchiando la dodicenne e facendone invece una studentessa della sua età di allora, quindici annni. Ma il pericolo rappresentato dalle attenzioni maschili che non si soffermano sul consenso rimane, ed è sempre lei a soffrirne. “Io sono Lolita, ma quando sogno i lupi è Lola che sanguina”. Eppure ripete con fermezza “non è colpa mia”

Copertina di Gourmandises, album di debutto di Alizée

Una carriera tutta speciale

Un messaggio che non solo si adatta splendidamente a Lolita, ma anche al resto del percorso di Alizée, che sarebbe continuato per altri quindici anni e cinque album. È presto parte del gioco della cantante, il contrasto tra il sex appeal della sua musica, a cominciare dall’iconica voce sottile e ansimante, con delle liriche lontane dalla sessualità libera e smaccata delle sue contemporanee. Si sente in Gourmandises, album di debutto di Alizée pubblicato il 2000, quello che contiene Moi… Lolita e la lancia nello stardom. Ad Alizée piace giocare con l’atmosfera, fare della sua stessa voce uno strumento, e si specializza in testi metaforici e introspettivi. C’è persino una canzone semi-autocelebrativa, intitolata semplicemente “L’Alizé”, basata sul gioco di parole tra il nome della cantante e “alizé”, il vento aliseo. 


Madonna e Mariah Carey escluse dai Grammys per via di brogli?


Ad Alizée piace anche rischiare, e non importano i risultati. La sua carriera pop rimane imperniata sull’insidioso ostacolo della one hit wonder, almeno a livello internazionale, ma gli album fioccano e non ce n’è uno uguale all’altro. Alizée segue la moda senza ad essa piegarsi, con lavori sempre più pop e sempre più elettronici. Se ne tocca il pinnacolo nel 2007 con il disco Psichédélices, gioco di parole tra “psichedelico” e “delizie”. Un synthpop lento, atmosferico ed elegante: non facile e danzereccio, ma molto più lento e curato, con forse la performance più suadente della sua carriera. Viene in mente l’intramontabile Madonna – quella americana, stavolta – dichiarata dalla Jacotey una delle sue icone favorite. Fu non a caso una cover di Madonna, La Isla Bonita, uno dei più grandi successi internazionali di Alizée, soprattutto sulla classifica messicana.

Copertina di Blonde, ultimo album di Alizée

Cosa starà facendo ora?

L’ultimo album di Alizée, Blonde, è rilasciato nel 2014 e rappresenta lo stadio finale dell’evoluzione della carriera della cantante. Anch’esso si amalgama alle mode del momento, con una serie di uptempo molto più leggere e ballabili. Forse lontane dalla profondità e dalla regalità di Moi… Lolita, ma ingiustamente sottovalutate da un mercato che tende a lasciare indietro le star non americane. 

Dov’é Alizée adesso? Sembra che, almeno per adesso, la registrazione di nuova musica non rientri nelle sue priorità. Sposata da quattro anni con il ballerino Gregoire Lyonnet, sembra dedicare la maggior parte del suo tempo alla maternità e alla vita privata. Il suo contatto col mondo della musica rimane nella forma di una scuola di ballo, la Studio de Danse Lyonnet, con sede ad Ajaccio, la sua città natale. Le sue foto su Instagram la vedono indubbiamente raggiante, e non ci sarebbe da eccepire se la sua storia si fermasse effettivamente qua. Ma il mondo del pop sa essere tortuoso. Chissà se, come le sue madrine Madonna e Mylene Farmer, anche Alizée non trovi un giorno il coraggio di sfidare l’età matura per un ultimo, grande ritorno al microfono. 

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