Addio a Ennio Morricone

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Il Maestro Ennio Morricone riceve il premio Oscar

Il Maestro Ennio Morricone si è spento stamattina, in una clinica romana dove era stato ricoverato per la rottura di un femore conseguente a una brutta caduta. Non è facile trovare le parole per salutarlo a dovere, soprattutto per tutti coloro che sono cresciuti ascoltando le sue magnifiche colonne sonore. Si può parlare di Morricone come compositore multi-generazionale. Dagli spaghetti western di Sergio Leone alla colonna sonora di The Hateful Hate di Quentin Tarantino, il compositore nato a Roma il 10 novembre 1928 è riuscito a fare innamorare della propria musica tanto i giovani di ieri quanto i giovani di oggi.

Il Maestro Morricone al clavicembalo.

Ennio Morricone come punto di incontro tra generazioni

Vero vanto della cultura italiana, i premi conquistati non si contano così com’è inestimabile la stima goduta in tutto il mondo. Dagli studi musicali al Conservatorio di Santa Cecilia e il primo impiego come trombettista in varie orchestre romane, Morricone ha compiuto una strada gloriosa che lo collocano tra i big della musica di tutti i tempi: compositore di musiche per film (il settore dove è maggiormente conosciuto), arrangiatore di musica leggera per orchestre e per la RCA italiana, collaborazioni con esponenti della musica leggera tra i più importanti in Italia e nel mondo (basto citare Paul Anka, Chet Becker e Mina) nonché appassionato compositore di musica classica. 

Il lavoro di Morricone nel cinema non si limita alla collaborazione con Leone e Tarantino, ma il suo lavoro ha arricchito le pellicole di alcuni tra i più importanti registi sul pianeta ovvero Brian De Palma, John Carpenter, Barry Levinson, Oliver Stone e molti altri ancora.

Ennio Morricone e Sergio Leone

Nonostante tutto questo, ciò che rimane nel cuore dello spettatore e ascoltatore medio italiano sono senza dubbio in le larghe inquadrature «leoniane» nella Trilogia del Dollaro, ovvero Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo, pietre miliari del cinema nostrano che non avrebbero però avuto lo stesso sapore senza la musica di Morricone. E come dimenticare altri capolavori nati dalla collaborazione tra il Nostro e Leone, quali C’era una volta il west, Giù la testa e C’era una volta in America? Il discorso stilistico e qualitativo potrebbe protrarsi per ore e ore, facendo riaffiorare nostalgie senza limiti in ognuno di noi. 

Il Maestro Morricone in veste di direttore d’orchestra

Ennio Morricone come vanto per l’Italia

La forza di Morricone è stata proprio questa: rappresentare l’Italia nel mondo, vincendo anche l’agognato Oscar Onorario nel 2007 e quello alla Miglior Colonna Sonora nel 2016 per The Hateful Hate, unendo allo stesso tempo tutti gli italiani, dai nonni ai padri e da questi ai nipoti. La forza di un popolo risiede anche nella colonna sonora che lo rappresenta. Se la nostra identità è stata rafforzata dal lavoro Morricone dobbiamo essergli eternamente grati.

Ennio Morricone come esempio di dedizione al mestiere

Il Maestro va ricordato anche per un altro aspetto, non secondario e oggi piuttosto carente: la serietà e la puntigliosità nel proprio lavoro. In diverse occasioni, durante interviste offerte alle diverse emittenti italiane ed estere, Morricone non ha mai nascosto la propria intaccabile fede a un’etica del lavoro ferrea, basata su una certosina ricerca dei temi da orchestrare e uno sviluppo del progetto musicale basato ancora su tecniche sostanzialmente tradizionali, ovvero carta pentagrammata, matita e gomma a soppiantare i moderni software di scrittura.

Il nostro ultimo saluto al Maestro Morricone

Per queste e molte altre particolarità, le quali hanno reso la vita di Morricone decisamente irripetibile, non ci resta che ringraziare il Maestro e ricordarlo nel modo migliore possibile: ascoltando e diffondendo la sua musica da ora in poi immortale.

Buon viaggio Maestro Morricone, che la terra Le sia lieve.

Ennio Morricone in concerto al Venezia nel 2007

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