Ad Astra – Brad Pitt dà il meglio di sé in un capolavoro | recensione

Recensione di Ad Astra, il nuovo film sci-fi con protagonista Brad Pitt. Trattasi in realtà di un intenso dramma in cui la fantascienza è solo nello sfondo.

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Non solo “C’era Una Volta A Hollywood”: Brad Pitt è protagonista anche di un altro film attualmente al cinema, Ad Astra, pellicola di fantascienza in cui tale tematica è tuttavia soltanto un pretesto narrativo per narrare qualcosa di più profondo: un combattuto rapporto padre-figlio, la ricerca delle proprie origini, una critica ad alcuni aspetti della società in cui viviamo e ad alcune tipologie di persone. Tutto ciò si reincarna in uno dei personaggi più maturi che la superstar di Hollywood abbia mai interpretato: merito del suo talento, certo, ma anche dell’abilità del regista e sceneggiatore James Gray nel creare un film-capolavoro. Ma andiamo per ordine.

Cast, trama e “generi” del film

Diretto e sceneggiato da James Gray (sceneggiatura firmata a quattro mani con Ethan Gross), il film vede un cast molto ricco: oltre Brad Pitt troviamo anche Tommy Lee Jones, Ruth Negga, Liv Tyler, Donald Sutherland, John Ortiz, Greg Bryk ed altri. Classificato principalmente come film di fantascienza, in realtà “Ad Astra” include svariati altri generi in sé: ha frammenti di film d’azione ed avventura, qualche venatura thriller, ma è fondamentalmente un film drammatico con un protagonista alla ricerca delle proprie origini, di se stesso, di interrogativi che lo logorano e che con le loro risposte minacciano di minare una salute psicofisica apparentemente perfetta.

La trama è la seguente: in un futuro non troppo lontano dal nostro presente, in cui la luna è una meta turistica ma anche lo scenario di guerre per le sue risorse, il maggiore Roy viene inviato nello spazio affinché si metta in contatto con suo padre, uomo un tempo dato per morto ma che ora sembra mettere in atto una pratica che rischia di portare all’apocalisse. Roy non vede suo padre da numerosi decenni, sa davvero poco sul suo conto, ed in questo suo personale viaggio porta con sé molti interrogativi e questioni in sospeso che vanno ben oltre la sua missione ufficiale. Ma chi gestisce la missione ha in realtà scopi diversi dal suo, e presto il maggiore si ritroverà ad agire da fuorilegge pur di poter incontrare suo padre e salvare il mondo… QUI PER APPROFONDIRE

Brad Pitt in una scena del film

Recensione di “Ad Astra”

Il personaggio che Brad Pitt è chiamato ad interpretare in Ad Astra è decisamente complesso: è un militare valoroso, ma anche un uomo pieno di sentimenti, traumi e dubbi; è un esperto di combattimento, sa gestire situazioni complesse e salvare vite in situazioni in cui quasi tutti si sentirebbero inermi, ma è anche un uomo fragile disposto a tutto pur di rispondere ad interrogativi che lo tormentano e scoprire cosa ha spinto per davvero suo padre ad abbandonarlo da ragazzino. Una vera e propria Odissea metterà Roy contro tutti: proprio come Ulisse, l’uomo parte con vari compagni al suo fianco ma rimarrà solo nella parte finale del suo viaggio, diventando l’unico ad arrivare alla sua meta finale. In questo viaggio, gli interrogativi che lo assaliscono si moltiplicano uno dopo l’altro, le condizioni fisiche e mentali un tempo perfette iniziano a vacillare ed emerge la sempre più asfissiante consapevolezza di somigliare al proprio padre proprio negli ambiti in cui più avrebbe voluto differenziarsi.

Ci troviamo davanti ad un’evoluzione psicologica inesorabile che farà uscire, finalmente, la vera ed intima personalità di Roy, la quale potrà venire fuori soltanto dopo aver completato la sua missione. L’atmosfera che lo circonda è stupefacente e strabiliante: tecnologie futuristiche, paesaggi meravigliosi, logiche commerciali e belliche che si estendono perfino sulla luna, ma l’intima natura umana non cambia, rimane inalterata nonostante il contorno. Ciò che cambia rispetto ad un “normale” film drammatico, dunque, è soltanto l’intrattenimento, l’involucro che mantiene viva l’attenzione in più punti: il fulcro della storia rimangono gli interrogativi e la vicenda personale di un uomo, che soltanto dopo mille fatiche raggiungerà la sua più intima essenza. Il film, in questo modo, non risparmia delle feroci critiche all’assurda società in cui viviamo, alle logiche di potere, alle rigide strutture militari ed anche alla mentalità arcaica di chi vive soltanto per il proprio lavoro: tutte facce di una stessa medaglia, di una continua ricerca di gloria, potere e denaro che mette da parte gli aspetti realmente importanti di una vita umana.

Tutti questi elementi si uniscono in maniera grandiosa all’interno di un grande calderone in cui ogni cosa è al suo posto, ogni elemento collabora nel farci arrivare un fortissimo messaggio finale. Da sottolineare, infine, delle particolari scelte grafiche e di regia che hanno impreziosito ancora di più l’opera, sottolineando come la sua grandiosità dipenda non solo dal grande attore che la interpreta ma anche dal bravissimo regista che l’ha concepita. Di seguito il trailer di “Ad Astra”.

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