Sailor Moon: un successo mondiale che dura ancora oggi

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Proprio ieri abbiamo parlato del nuovo film in arrivo sull’eroina che veste alla marinara. Ma come ben sappiamo, Sailor Moon ha fatto la sua comparsa nel mondo dei manga molto prima. Per chi non c’era o non ricorda, facciamo un salto indietro nel tempo.

Sailor Moon, come tutto è iniziato?

Bishōjo Senshi Sērā Mūn è uno shoujo manga creato esattamente trent’anni fa da Naoko Takeuchi e stampato fino al 1997. Diciotto volumi, 61 capitoli, riassunto nel nostro Paese in cinque serie animate, tre lungometraggi e due cortometraggi. Un reboot nel 2017, Pretty Guardian Sailor Moon Crystal, e il nuovo film in arrivo su Netflix. Un successo senza precedenti, che nella versione italiana (come quasi tutti i manga) aveva subito diverse censure, che oggi sembrerebbero ridicole. Conosciamolo meglio.


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La trama

La nostra protagonista si chiama Bunny (Usagi Tsukino), ha quattordici anni ed è una ragazzina normale: vivace, solare, con poca propensione allo studio, un po’ piagnucolona ma dal grande cuore. Una mattina andando a scuola salva una gattina con un cerotto sulla fronte da un gruppetto di monelli. L’animale mostra però poca riconoscenza e la graffia, sfuggendole subito dopo. La giornata si mette subito male per Bunny, tra i pessimi voti a scuola e i rimproveri di maestra e madre. Soltanto al suo rientro a casa la gattina entra dalla finestra nella sua stanza, e le rivela di averla scelta come guerriera per combattere le forze del male. Da allora Bunny sarà Sailor Moon, la combattente che veste alla marinara.

I personaggi

Bunny non sarà però sola in questa battaglia. Nel corso della serie si aggiungeranno a lei Amy (Ami Mizuno, Sailor Mercury), Rea (Rei Hino, Sailor Mars), Morea (Makoto Kino, Sailor Jupiter) e Marta (Minako Aino, Sailor Venus, già Sailor V). In seguito si aggiungeranno altre Sailor, i cui poteri sono attinti dai pianeti esterni del Sistema Solare: Heles (Haruka Tenou, Sailor Uranus), Milena (Michiru Kaiou, Sailor Neptune), Sydia (Setsuna Meiou, Sailor Pluto) e Ottavia (Hotaru Tomoe, Sailor Saturn). Per non dimenticare il coprotagonista maschile, Marzio (Mamoru Chiba, Milord) e la piccola Chibiusa, più vari altri personaggi minori, nemici compresi.

La serie animata

La prima serie riprende semplicemente il titolo Sailor Moon. Dalla seconda troviamo La luna splende, Il cristallo del cuore, Il mistero dei sogni e infine Petali di stelle per Sailor Moon. Andate in onda dal 1995 al 1997, alcuni punti si presentano molto diversi dal manga: quest’ultimo ad esempio si concentra anche sul rapporto tra Bunny e Marzio, che non rimane platonico come siamo stati abituati a vederlo. In generale il manga segue con attenzione la crescita dei personaggi, messi davanti alla sofferenza e alla morte, sì, ma anche davanti alle loro responsabilità di ragazzi che diventano adulti.

Il riadattamento italiano

Veniamo ad una questione strettamente legata all’adattamento italiano. Prendiamo ad esempio Heles e Milena, che nella serie italiana ci vengono presentate come due donne, due amiche che vivono insieme. Ebbene, non è così nel manga originale. Il personaggio di Heles è sempre una donna, ma non sempre la sua è una trasformazione da Sailor, preferendo un costume maschile. Inoltre, lei e Milena non sono amiche, ma compagne e amanti: una cosa che si pensava forse potesse turbare i bambini, e perciò prontamente eliminata. Altra questione riguarda i Three Lights, tre ragazzi facenti parte di un trio di idol. Nella loro trasformazione a guerrieri, però, diventano i Sailor Star Lights, cioè tre donne.

Teorie gender

Queste sono solo alcune delle parti eliminate e/o tagliate dall’opera originale, aprendo diversi dibattiti al tempo: per tacere delle infinite analisi sociologiche intorno ad un personaggio, Sailor Moon, definito all’epoca “troppo mascolina” e che quindi avrebbe potuto confondere i bambini. Una questione che, probabilmente, anche oggi potrebbe trovare terreno fertile nella nostra attuale società.

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