Con Francesca Pimpinelli, che firma il testo insieme a Giovanni Caloro, lo spettacolo porta in scena le contraddizioni di un sentimento che può oscillare tra desiderio, attaccamento e rifiuto. La regia è di Giovanni Caloro.
Cosa succede quando un amore viene rifiutato nel modo più crudele? E quanto può cambiare una persona quando si trova costretta a fare i conti con un sentimento che non riesce ad accettare la fine? Sono le domande che attraversano One More Kiss, Dear, spettacolo scritto da Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli, con Francesca Pimpinelli in scena e la regia dello stesso Caloro.
La vicenda prende avvio da una delusione sentimentale che diventa il punto di partenza di una reazione emotiva complessa. Il rifiuto apre una frattura nella protagonista e dà origine a una successione di pensieri, ricordi, emozioni e comportamenti. Da quel momento, il racconto si sviluppa attraverso una serie di dialoghi che la donna intrattiene con persone a lei più o meno vicine, alcune reali, altre forse soltanto immaginate.
Un solo personaggio, due identità che si intrecciano
A prima vista One More Kiss, Dear potrebbe sembrare un monologo tradizionale. In realtà, la sua struttura gioca su una dimensione più articolata: sul palcoscenico c’è una sola protagonista, ma le sue due facce si confondono e si sovrappongono durante il percorso narrativo.
La donna diventa così il centro di un universo popolato da interlocutori e presenze che contribuiscono a far emergere le diverse sfumature della sua personalità. I dialoghi accompagnano lo spettatore dentro una dimensione emotiva in continua evoluzione, nella quale le certezze iniziali lasciano spazio a contraddizioni e interrogativi.
Non si tratta semplicemente di raccontare la fine di una relazione, ma di esplorare ciò che resta quando il sentimento continua a vivere anche dopo il rifiuto. La protagonista attraversa le conseguenze di un amore che non trova più una risposta, confrontandosi con il proprio bisogno di comprensione e con la difficoltà di accettare ciò che è accaduto.
Amore, attaccamento e desiderio: dove si trova il confine?
Il cuore dello spettacolo è racchiuso in alcune domande che riguardano da vicino le relazioni umane. Quando l’attaccamento smette di essere cura dell’altro? Quanto è possibile spingersi nel desiderare qualcuno? E l’amore, così come l’odio, può davvero essere eterno?
One More Kiss, Dear mette in discussione il confine tra il desiderio di restare accanto a una persona e la difficoltà di lasciarla andare. Attraverso la storia della protagonista, il pubblico viene accompagnato in una riflessione sulle emozioni più profonde e sulle trasformazioni che possono seguire a un rifiuto.
La scelta di affidare l’intera presenza scenica a un solo personaggio rende ancora più centrale il suo viaggio interiore. Le diverse voci e i dialoghi costruiscono una narrazione in cui realtà e immaginazione si incontrano, restituendo la complessità di una donna alle prese con le proprie emozioni.
Con la scrittura di Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli, l’interpretazione di Francesca Pimpinelli e la regia di Giovanni Caloro, One More Kiss, Dear affronta così un tema universale senza fermarsi alla dimensione romantica. Perché dietro ogni amore rifiutato può nascondersi una domanda più difficile: quanto siamo disposti a perdere di noi stessi pur di non perdere qualcuno?
