Nuovi talenti per Hollywood: il progetto di George Clooney

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Sappiamo che molto spesso le star di Hollywood sono impegnate in solidarietà e filantropia. George Clooney non fa eccezione, e vuole promuovere una scuola per nuovi talenti di Hollywood.

Quali progetti per i nuovi talenti?

Ci troviamo a Los Angeles, e l’idea non riguarda solo George Clooney. Ad accompagnarlo nella sovvenzione di questa nuova scuola sono alcuni suoi colleghi, tra cui Don Cheadle ed Eva Longoria, con la collaborazione dei direttori della Creative Artists Agency. Obiettivo di questa nuova scuola è formare nuovi talenti per l’industria di Hollywood: cineasti, ingegneri, artisti degli effetti visivi, e altri tipi di lavoratori del dietro le quinte.


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Nuove iniziative

Naturalmente, questa non è l’unica iniziativa in campo. Solo la scorsa settimana i produttori musicali Dr. Dre e Jimmy Iovine hanno fatto sapere che avrebbero aperto la loro scuola superiore a Los Angeles. E lo scorso maggio centinaia di studenti delle scuole medie hanno eseguito un piccolo concerto con la chitarra insieme all’artista pop HER, nell’ambito di una partnership di un anno con la Fender Play Foundation. Altre iniziative sono in corso, in tema di robotica e musica.

Il contributo di Hollywood

È ovvio pensare che l’interessamento in tal senso delle star di Hollywood non trova tutti d’accordo. Secondo alcuni sostenitori dell’istruzione, infatti, tale contributo non farà molta differenza in un distretto di circa 650.000 studenti, la maggior parte a basso reddito, con 8 studenti su 10 latinoamericani o neri. “La carità non può sostituire la giustizia” è l’opinione di Linda Darling-Hammond, Presidente della California State Board of Education. “È fantastico che queste persone stiano facendo questi investimenti, ma abbiamo un lavoro più grande da fare”.

Reclutare nuovi talenti

Nel campo dell’istruzione si riflettono anche altre preoccupazioni, anche a Hollywood. Una di queste è la crescente disparità di redditi, e la necessità di trovare appunto nuove leve per l’industria cinematografica. “Tutti stanno riconoscendo che l’industria ha bisogno di fare meglio” ha dichiarato Clooney, collegato su Zoom dalla sua villa sul Lago di Como. “C’è un momento nel tempo in cui diventa più facile fare le cose”.

Programma di soccorso scolastico

Anche qui, vediamo qualche dato. Il distretto di Los Angeles si estende su 710 miglia quadrate, comprendendo 1400 scuole. L’80% degli studenti vive in povertà: quasi 100.000 di essi stanno imparando l’inglese. La pandemia ha fiaccato ancora di più il distretto, che nel corso dello scorso anno ha distribuito 140 milioni di pasti a bambini e adulti. Tutto era parte di un progetto più grande, che includeva la distribuzione di articoli necessari quali pannolini per i più piccoli, computer per gli studenti, e un programma di vaccinazione di massa. Infine, a emergenza terminata, le scuole della California sono state tra le ultime a riaprire, con una piccola percentuale degli studenti tornati in presenza.

Buone sovvenzioni

Una buona notizia però c’è. Quest’anno i fondi scolastici sono più abbondanti, e la California prevede di spendere 96 miliardi di dollari nel corso del prossimo anno, in scuole elementari e college comunitari. In sostanza, 21.000 dollari per ogni ragazzo. Inoltre, negli ultimi tre anni i finanziamenti sono aumentati del 40%, ma ancora inferiori rispetto a quelli di New York. “Stiamo uscendo da un’era di disinvestimento nelle scuola pubbliche” ha spiegato la dottoressa Darling-Hammond. “Le persone vedono questo bisogno, e vogliono entrarci”.

Nuovi talenti: non solo George Clooney

George Clooney non è né il primo né l’unico a sovvenzionare simili attività: alcuni con successo, altri meno. Prendiamo ad esempio la Frank Sinatra School of Arts, fondata ormai decenni fa da Tony Bennett a New York, oppure una scuola pubblica in Ohio realizzata da LeBron James: entrambe proseguono nei loro obiettivi con successo. La stessa cosa invece non si può dire del gruppo di charter school del Texas fondato nel 2012 da Deion Sanders: il progetto ha purtroppo chiuso per insolvenza dopo appena tre anni. Rimane da sperare che questa iniziativa abbia più successo.

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