Il 7 settembre al Teatro Camploy doppio appuntamento con il drammaturgo veneto: alle 18.30 il laboratorio gratuito Underdogs, alle 21 Hijos de Buddha – Episodio 1 nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese
A teatro le cose non finiscono mai. Ma c’è forse almeno un momento in cui le cose iniziano.
È da qui che parte la giornata che Nicolò Sordo ha immaginato per Verona. Lunedì 7 settembre 2026, il Teatro Camploy non sarà soltanto il luogo in cui assistere a uno spettacolo, ma diventerà uno spazio nel quale il pubblico potrà entrare direttamente nel processo creativo.
Prima si scrive. Poi si va in scena.
Alle 18.30, nella Sala Totola del Teatro Camploy, Sordo aprirà il suo “ufficio” e inviterà chiunque lo desideri a sedersi accanto a lui per partecipare a Underdogs, laboratorio di drammaturgia aperto e gratuito. Due ore di lavoro, senza prerequisiti e senza limiti di età, costruite attorno a due domande semplici e allo stesso tempo enormi: “Cosa vuol dire credere? Quanto costa?”
Non sarà una lezione frontale. Sordo non osserverà i partecipanti dall’esterno, ma scriverà insieme a loro, nello stesso momento e nello stesso spazio. L’obiettivo è che ciascuno possa uscire dal laboratorio con un proprio pezzo scritto.
Underdogs, il teatro comincia prima del sipario
L’idea di Underdogs è quella di riportare la scrittura al suo momento più fragile e autentico: quello in cui una storia ancora non esiste davvero.
Prima del testo, prima dell’attore, prima delle luci c’è una domanda. E attorno a quella domanda nasce la possibilità di raccontare.
Il laboratorio è gratuito, aperto a tutti e non richiede alcuna esperienza precedente. L’organizzazione è stata possibile grazie a Energia per la cultura – Fondazione AGSM AIM.
Per partecipare è possibile prenotarsi scrivendo a underdogslaboratorio@gmail.com. Ai partecipanti saranno inoltre riservate riduzioni per lo spettacolo della sera.
Alle 21 arriva Hijos de Buddha
Il secondo momento della giornata comincia alle 21, sempre al Teatro Camploy, con Hijos de Buddha – Episodio 1, nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. Lo spettacolo è firmato da Nicolò Sordo, con la regia di Alessandro Rossetto e Marina Romondia in scena. La produzione è promossa da RARA con il sostegno di Casa Fellini – Gambettola.
Il lavoro nasce da una domanda che attraversa tutto il progetto: può il teatro riuscire ancora a parlare oltre ciò che è immediatamente visibile?
La risposta arriva attraverso una creazione ibrida, nella quale il suono assume un ruolo centrale e la scena diventa il luogo di incontro tra realtà, spiritualità e materia.
Al centro c’è Maria Sanchez Misericordia, una donna spagnola arrivata a Roma. È una badante, è buddista, è cleptomane e ha problemi con l’alcol. Una figura complessa, contraddittoria, difficile da giudicare.
La sua storia prende forma nella Roma intorno alla stazione Termini, lontana dall’immagine monumentale della città e immersa invece in un paesaggio umano fatto di solitudini, incontri, marginalità e sopravvivenza.
Maria cerca disperatamente amore e senso. Nel frattempo il passato torna a presentarle il conto: un figlio lontano che la odia, un marito scomparso che riappare ormai morto, un interrogatorio surreale e persino un dialogo con Buddha.
La realtà scivola progressivamente nel paradosso, mentre gli avvenimenti sembrano emergere come frammenti di memoria. Il risultato è un racconto che mette al centro una solitudine senza sconti, ma anche la necessità di continuare a cercare qualcosa in cui credere.
Una storia vera che diventa materia teatrale
Hijos de Buddha prende ispirazione da una storia vera e costruisce intorno alla protagonista un universo nel quale il confine tra realismo e parossismo diventa sempre più sottile.
Il testo di Sordo e la regia di Rossetto lavorano proprio su questa frattura. Da una parte c’è la concretezza di una donna e della sua esistenza; dall’altra una dimensione quasi visionaria nella quale il teatro può dare forma anche a ciò che nella vita rimane invisibile.
È un lavoro nel quale suono, corpo, spazio e parola concorrono alla costruzione di un’esperienza che non cerca necessariamente risposte, ma mette lo spettatore davanti alle proprie domande.
Lo spettacolo, inoltre, rappresenta il primo di tre episodi. A fine serata è previsto un Q&A con Marina Romondia e Nicolò Sordo.
Nicolò Sordo, una voce originale della nuova drammaturgia
Nato a Colà, sul Lago di Garda, nel 1992, Nicolò Sordo è una delle voci più riconoscibili della nuova drammaturgia italiana.
Ha vinto il Premio Riccione Teatro – Pier Vittorio Tondelli con Ok Boomer (Anch’io sono uno stronzo), mentre i suoi testi sono stati portati in scena da artisti e compagnie come Elio De Capitani, Davide Iodice, Alessandro Rossetto e Babilonia Teatri.
La sua ricerca attraversa il teatro contemporaneo con uno sguardo attento alla società, alle trasformazioni dell’identità e alle contraddizioni del presente.
Sordo mantiene inoltre un rapporto particolarmente stretto con Verona, dove è attivo anche negli spazi culturali indipendenti e underground. Tra i suoi progetti c’è Teatro Da Bar, realizzato insieme a Enrico Ferrari, oltre alle collaborazioni con realtà culturali del territorio.
È anche autore in residenza al Teatro Nazionale di Atene.
“Scriviamo dei nuovi inizi”
Il senso della giornata del 7 settembre sta forse proprio nella sua struttura.
Nel pomeriggio il pubblico è invitato a diventare autore. La sera torna a essere spettatore.
Due esperienze apparentemente diverse che, in realtà, fanno parte dello stesso processo: entrare dentro una storia prima ancora che la storia sia compiuta.
«La cosa che continua a interessarmi del teatro è la possibilità di stare dentro a un processo», ha spiegato Sordo, sottolineando come il teatro rappresenti per lui uno spazio nel quale le cose non finiscono mai, ma continuano a trasformarsi.
E allora il 7 settembre al Camploy il teatro comincerà prima del teatro.
Comincerà da un foglio, da una domanda, da una persona che decide di sedersi e provare a scrivere.
Perché, forse, prima di raccontare una storia bisogna avere il coraggio di cominciarla.
Informazioni
UNDERDOGS – Laboratorio di drammaturgia
Sala Totola, Teatro Camploy – Verona
7 settembre 2026, ore 18.30–20.30
Partecipazione gratuita
Prenotazioni: underdogslaboratorio@gmail.com
HIJOS DE BUDDHA – EPISODIO 1
Teatro Camploy – Verona
7 settembre 2026, ore 21
Nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese
Biglietto ridotto a 7 euro per i partecipanti al laboratorio.
