Lo zio di Brooklyn (1995): l’esordio folgorante di Daniele Ciprì e Franco Maresco restaurato per Venice Classics 2026

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Lo zio di Brooklyn (1995)

Scheda del film

Titolo: Lo zio di Brooklyn
Anno: 1995
Regia: Daniele Ciprì, Franco Maresco
Genere: Commedia nera, grottesco, dramma surreale
Durata: 98 minuti
Paese: Italia
Lingua: Italiano (con inflessioni dialettali siciliane)
Produzione: Filmauro
Sceneggiatura: Daniele Ciprì, Franco Maresco
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Daniele Ciprì, Franco Maresco
Interpreti principali: Carmelo Bene, Tony Sperandeo, Pietro Giordano, Natale Lauricella, Enzo Castagna. Il film segna anche la presenza straordinaria di Carmelo Bene, figura centrale del teatro e del cinema d’avanguardia italiano.

La trama

In una Palermo degradata, sospesa tra realtà e incubo, si diffonde la voce dell’arrivo di un misterioso e potentissimo “zio di Brooklyn”, personaggio invisibile che sembra destinato a sconvolgere gli equilibri di un mondo già dominato da violenza, degrado e assurdità.

Attorno a questa presenza quasi mitologica si muove una galleria di personaggi marginali, grotteschi e surreali, in un racconto che rifiuta ogni struttura narrativa tradizionale per costruire una potente allegoria sulla società contemporanea.

Dal fenomeno Cinico TV al grande schermo

Lo zio di Brooklyn rappresenta il primo lungometraggio di Daniele Ciprì e Franco Maresco, dopo il successo televisivo di Cinico TV, programma che aveva rivoluzionato il linguaggio televisivo italiano con il suo bianco e nero estremo, l’umorismo nero e l’attenzione agli ultimi della società.

Il film trasferisce sul grande schermo quell’universo poetico e disturbante, trasformando Palermo in uno spazio astratto e metafisico dove convivono satira, tragedia e comicità feroce.

Un’opera radicale diventata film di culto

Alla sua uscita nel 1995, Lo zio di Brooklyn ebbe una distribuzione estremamente limitata, tanto da scomparire rapidamente dalle sale cinematografiche.

Proprio questa difficile circolazione ha contribuito a trasformarlo negli anni in uno dei titoli di culto del cinema italiano contemporaneo, amato da cinefili e studiosi per la sua assoluta originalità stilistica.

Attraverso immagini rigorosamente in bianco e nero e una narrazione frammentaria, Ciprì e Maresco costruiscono una riflessione corrosiva sul potere, sulla marginalità e sul degrado morale dell’Italia contemporanea.

Il restauro e il ritorno a Venice Classics 2026

A oltre trent’anni dalla sua realizzazione, Lo zio di Brooklyn torna finalmente sul grande schermo grazie al restauro realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Filmauro, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

La versione restaurata sarà presentata in anteprima mondiale nella sezione Venice Classics dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Presentando il programma della sezione, il direttore artistico Alberto Barbera ha definito il film «addirittura “resuscitato”», ricordando come fosse praticamente scomparso dalla circolazione dopo la sua quasi clandestina uscita nelle sale italiane, prima di essere riportato alla luce grazie alla collaborazione di Aurelio De Laurentiis e Filmauro.

Perché rivederlo oggi

Lo zio di Brooklyn resta una delle opere più radicali e anticonvenzionali del cinema italiano degli anni Novanta. Il suo linguaggio visivo, l’umorismo nero, l’influenza del teatro dell’assurdo e la rappresentazione di una Palermo fuori dal tempo ne fanno un film ancora sorprendentemente moderno.

Il restauro presentato a Venice Classics 2026 offre l’occasione di riscoprire un’opera che, inizialmente ignorata dal grande pubblico, è oggi considerata uno dei lavori più significativi della filmografia di Daniele Ciprì e Franco Maresco, nonché una pietra miliare del cinema d’autore italiano contemporaneo.