Da oggi, 22 ottobre, è disponibile in streaming “Il Mostro”, la miniserie ideata, diretta e prodotta da Stefano Sollima insieme a Leonardo Fasoli. Non un classico true crime né l’ennesima cronaca giudiziaria: il racconto sceglie di ripartire dall’inizio, dal primo duplice omicidio del 21 agosto 1968, quando in una stradina sterrata vicino al cimitero di Signa vennero trovati Barbara Locci e Antonio Lo Bianco. Sul sedile posteriore dell’auto, un bambino addormentato: Natalino Mele, oggi adulto, unico testimone di quella notte.
Un punto di vista inedito
La serie sposta il baricentro dalle aule di tribunale agli sguardi delle persone coinvolte, con un’attenzione particolare alla memoria di chi è sopravvissuto. In quattro episodi, “Il Mostro” torna alle origini dell’indagine e al clima sociale dell’epoca, prima che la stampa coniasse l’etichetta destinata a segnare per sempre una delle pagine più cupe della cronaca italiana.
L’Italia del ’68 secondo Sollima
L’ambientazione ricostruisce un’Italia rurale e patriarcale, fatta di silenzio, gelosie, rancori familiari e vergogna. In questo contesto si consuma il delitto che, anni dopo, verrà collegato alla scia di sangue che dal 1968 al 1985 contò sedici vittime, tra mutilazioni, lettere anonime e tracce balistiche ricorrenti. Il lavoro sul periodo è crudo e realistico: scenografie, costumi e oggetti d’epoca restituiscono un mondo dove la libertà femminile veniva spesso punita.
Metodo e intenzioni
Sollima evita la “spiegazione totale” e rinuncia a soluzioni facili. L’idea è attraversare l’orrore, non aggirarlo: raccontare con rigore e rispetto, non per chiudere il caso, ma per ricordare e stare accanto a chi è rimasto sospeso in quella notte. La narrazione lascia spazio a interpretazioni multiple, esplorando piste e ipotesi che negli anni hanno alimentato uno dei dossier più lunghi e controversi d’Italia, inclusa la cosiddetta “pista sarda”.
Cast e produzione
Nel cast figurano Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio Tintis e Giordano Mannu.
“Il Mostro” è una produzione The Apartment (gruppo Fremantle) e AlterEgo, prodotta da Lorenzo Mieli, Stefano Sollima e Gina Gardini.
Perché guardarla
- Sguardo originale: il caso viene riletto a partire dal 1968, con il focus sull’unico sopravvissuto.
- Qualità visiva: fotografia e scenografie immergono nello spazio e nel tempo.
- Equilibrio narrativo: niente sentenze precostituite, ma un mosaico di voci e documenti che permettono allo spettatore di farsi un’idea.
- Memoria civile: un racconto che non cerca il sensazionalismo, ma restituisce dignità alle vittime e complessità all’indagine.
