Hawkeye: il racconto di un esordio esplosivo

Recensione dei primi due episodi della nuova serie Marvel Studios disponibile su Disney+ dal 24 Novembre

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Hawkeye: recensione

Altra serie, altra storia. Con Hawkeye i Marvel Studios confermano di essere una inesauribile fonte di storie sempre fresche e nuove. Un mosaico di racconti intrecciati tra loro attraverso continui salti nel passato, nel presente e nel futuro con l’ obiettivo di creare un quadro narrativo sempre più completo. Hawkeye aggiunge un tassello che fino a questo momento nessuno aveva mai avuto il coraggio di inserire lasciando un vuoto nella narrazione che l’ MCU ormai da 13 anni cerca di proporci. La serie, fin dalle sue prime scene, segna l’ introduzione di una dimensione delle storie Marvel molto cara al mondo dei fumetti ma mai trattata al cinema: il mondo urban. Mette da parte multiversi, viaggi nel tempo, ordini internazionali, per raccontare ciò che avviene tra le strade di New York.

I primi due episodi di Hawkeye sono disponibili su Disney+ dal 24 Novembre.

Vi lasciamo il nostro solito AVVERTIMENTO SPOILER.

Hawkeye: una serie che convince?

La Marvel colpisce alla perfezione il bersaglio con uno degli incipit più convincenti degli ultimi anni. Hawkeye segna l’esordio nell’ MCU di Kate Bishop, giovane, irriverente e testarda arciera. La serie, fin dai suoi primi minuti, punta a spiegarci come Occhio di Falco sia diventato una ispirazione per la ragazza. Ed è qui che si ritorna al 2012, all’ attacco a New York, dove una Kate bambina venne salvata proprio da una freccia scoccata da Clint. Da qui la voglia di seguire il suo esempio, diventare qualcuno e aiutare le persone in difficoltà.

Hawkeye ci racconta una Manhattan post Blip, addobbata a festa e pronta a festeggiare il Natale. Una città in completa rinascita che cerca in tutti i modi di dimenticare il trauma generato dallo schiocco di Thanos. Ma, in realtà, cosa ne rimane? Tantissime sofferenze e traumi di cui Clint diventa la perfetta incarnazione. Un uomo che dalle vicende di Avengers: Endgame è inevitabilmente cambiato e costretto ad affrontare le conseguenze delle sue azioni passate. Il ritrovamento del costume di Ronin (l’alter ego di Clint durante il Blip) al mercato nero da parte di Kate è l’ espediente perfetto per far incontrare i due protagonisti.

Hawkeye: storia di uno scontro generazionale

Se da un lato abbiamo un Clint Barton che non ha ancora la forza di perdonarsi dall’altro abbiamo una Kate Bishop che ha costantemente voglia di fare la differenza. Mancano 6 giorni a Natale e l’ unico obiettivo di Clint sembra essere quello di ritornare a casa dalla sua famiglia entro quel giorno. Kate e il ritrovamento del costume diventano un ostacolo per il protagonista che sarà costretto a trovare una soluzione in tempi brevi. Una storyline che potrebbe essere tranquillamente riconducibile a una classica buddy comedy anni 80 con la strana coppia costretta a collaborare. La chimica tra Clint e Kate è ottima e già dalle prime scene del secondo episodio vengono gettate le basi per un rapporto mentore – allievo. Quello che avviene tra di loro è un interessante scontro generazionale che, se gestito bene, potrebbe far crescere entrambi. Al duo si aggiunge Lucky “The Pizza Dog” golden retriver salvato da Kate, creando una squadra disfunzionale quanto originale.

Proteggere chi si ama

La trama principale di entrambi gli episodi ruota intorno al ritrovamento del costume di Ronin, alter ego utilizzato da Clint durante i 5 anni successivi al primo schiocco di dita di Thanos. Durante il Blip il vigilante mascherato ha seminato panico e distruzione nel sottobosco della criminalità organizzata newyorkese e non solo. Nel momento in cui Kate entra in possesso del costume, sin dal primo episodio, sembra suscitare l’attenzione di un gruppo di mafiosi che vogliono ottenere la loro vendetta. L’ intervento di Clint sembra avere l’ obiettivo di insabbiare il tutto e fare in modo che nessuno scopra chi si celava sotto quel cappuccio. Un modo non solo per proteggere se stesso e Kate, ma anche la propria famiglia da qualsiasi tipo di ripercussioni. Fin dalle primi momenti la famiglia sembra essere l’ unico luogo sicuro per un Clint ancora non totalmente stabile. Il fantasma di Natasha e di ciò che è successo su Vomir ritorna sempre rendendo impossibile per Clint perdonarsi. Continua a sentirsi colpevole nonostante non abbia alcuna responsabilità.

Diventare eroi rimanendo umani

Uno degli elementi su cui viene posto l’ accento in entrambe le puntate di Hawkeye è una delle caratteristiche più narrativamente potenti di Clint: essere un semplice umano. Si parla di come rattoppare le ferite, di come proteggersi in una situazione di rischio e di come essere, nella propria fallibilità, una ispirazione per gli altri. Più volte Kate ripete quanto Clint sia stato un esempio per lei. Un supereroe capace di fare azioni incredibili senza alcuni tipo di potere o potenziamento, ma anzi con delle limitazioni. Infatti l’eroe, come ci viene mostrato subito, è diventato sordo (o parzialmente) a causa di una delle innumerevoli esplosioni di cui è stato vittima in battaglia. Questa nuova condizione non fa altro che dare più forza ad uno dei messaggi cardine del personaggio: si può diventare eroi anche essendo semplicemente umani. Mai come questa volta la serie sembra aver preso ispirazione a piene mani da Occhio di Falco: Vita Normale serie a fumetti del 2015 di Matt Fraction e David Aja. Oltre ai palesi riferimenti nell’ambientazione e in alcuni risvolti di trama, la citazione diventa sempre più diretta nei titoli di testa e di coda chiaramente ispirati a quello stile.

Hawkeye: finalmente un universo urban?

Hawkeye, oltre ad essere un’altra ottima serie Marvel, sembra voglia esplorare quel lato urban che nessun prodotto dell’MCU ha fino ad ora raccontato. L’ introduzione negli ultimi minuti del secondo episodio di Echo aka Maya Lopez risulta essere cruciale sotto questo punto di vista. Un personaggio che nasce e vive tra le strade della città avendo a che fare con tantissimi eroi (Daredevil, Moon Knight) che fanno parte di questa dimensione molto più street della Marvel. Hawkeye punta ad essere un buon prodotto MCU senza però strafare. Raccontare una storia capace di introdurci a nuove dinamiche che arricchiranno ancora di più il mosaico narrativo progettato dai Marvel Studios. Il vero obiettivo della serie sembra essere quello di raccontare uno degli eroi di punta dei suoi film, mai adeguatamente approfondito e introdurre quello che probabilmente potrebbe essere uno dei personaggi cardine di una nuova generazione di supereroi.

Personaggi carismatici e mai banali

Un eccellente Jeremy Renner riprende in maniera più che convincente il ruolo di Clint Barton dandogli ancor più piglio e personalità. Il fatto che la serie sia incentrata su di lui ci darà modo, anche nei prossimi episodi, di esplorare meglio il personaggio. Ad affiancarlo una bravissima Hailee Steinfeld nei panni della esplosiva ed imprevedibile Kate Bishop. Nel cast Hawkeye troviamo anche Vera Farminga (Eleanor Bishop), Brian D’Ancy (Derek Bishop), Tony Dalton (Jacques Duquesne aka Spadaccino) e Alaqua Cox (Maya Lopez alias Echo).


Hawkeye: l’introduzione di un universo urban?

Hawkeye: dove vederlo?

Le prime due puntate di Hawkeye sono disponibili su Disney+ dal 24 Novembre. Ogni mercoledì verrà rilasciato in piattaforma un nuovo episodio.

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