Giornata della Donna: le cantanti più influenti all’Eurovision

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Eurovision
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Oggi, 8 marzo, non è la “festa” bensì la Giornata Internazionale della Donna. Un momento di riflessione sui traguardi raggiunti e su quelli da raggiungere; sugli ostacoli della società patriarcale e sulle lotte femministe che li hanno superati. Da parte sua, la musica, come Achille Lauro ha spiegato al Festival, ha fatto da colonna sonora alle rivoluzioni della storia. Ecco, allora, le cantanti più influenti che abbiamo visto all’Eurovision, in attesa dell’evento del 2021.

Le cantanti più iconiche dell’Eurovision

Diamo inizio a questa lista con l’iconica Lys Assia che vinse l’edizione inaugurale dell’Eurovision Song Contest nel 1956 con il brano “Refrain”. Impossibile, poi, non menzionare Milly Scott, entrata alla storia come la prima cantante di colore all’Eurovision presentando la rumba “Fernando & Filippo”. Un’altra “prima” fu Dana International, prima trasgender a calcare il prestigioso palco ed a portare a casa il trofeo nonostante le numeroso polemiche sulla sua partecipazione. “Rappresento un Israele libero, un Israele che accetta l’essere umano qualsiasi sia il suo sesso, il suo genere, il suo colore”, furono le sue parole. Andando avanti, troviamo France Gall, che con il suo brano up tempo, il primo dell’Eurovision, ha portato al suo Paese, il Lussemburgo, la sua seconda vincita. In questa lista presente anche Destiny che nel 2015 ha vinto il Junior Eurovision Song Contest con la sua canzone soul-pop “Not My Soul”. All’età di 13 anni, Destiny è diventata la prima cantante di colore a vincere l’Eurovision e la prima artista di colore, indipendentemente dal sesso, a trionfare nell’edizione Junior.

I più recenti esempi di donne all’Euro contest

Continuiamo questo lista menzionando la finlandese Krista Siegfrieds, autrice del primo bacio lesbico sul palco dell’Eurovision. La cantante, all’evento canoro, ha concluso la sua performance con il bacio che ha dichiarato non essere politico. Tuttavia, come la stessa Krista ha raccontato: “Il matrimonio gay non è consentito in Finlandia e questo è sbagliato. Volevo fare una dichiarazione al riguardo”. Nella più recente edizione dell’Eurovision nel 2006 Monika Kuszynska ha rappresentato la Polonia con il brano “In the Name of Love”. Ha fatto la storia dell’Eurovision essendo la prima persona a cantare su una sedia a rotelle, dando visibilità e rappresentanza alla comunità dei disabili.

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