Ezio Bosso: “Non chiedetemi più di suonare il pianoforte”

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Ezio Bosso – direttore d’orchestra, pianista e compositore – è stato ospite, insieme al suo cane “Ragout”, della Fiera del Levante di Bari, davanti ad un vasto pubblico.

Un incontro che ha emozionato più del solito, soprattutto per le parole pronunciate dallo stesso Maestro, dopo l’incitamento continuo del pubblico ad esibirsi al pianoforte: <<Non chiedetemi più di suonare il pianoforte, perché ormai provo una grande sofferenza fisica>>.

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Dopo aver diretto due grandi Orchestre – L’Italiana di Mendelssohn e la Settima di Beethoven – Ezio Bosso dichiara di non poter più suonare il pianoforte a causa di “due dita fuori uso”: <<Se non posso dare abbastanza al pianoforte, è meglio lasciar perdere>>. Le reazioni sui social sono state immediate, presumendo un ritiro definitivo dalla scena musicale e fraintendendo quindi le parole di Bosso che, qualche ora dopo, ha subito voluto chiarire sulla sua Pagina Ufficiale di Facebook le sue dichiarazioni:

<<Comunicazione di servizio. Chiariamoci bene: SONO MOLTO FELICE PERCHÉ FACCIO IL MIO MESTIERE DI DIRETTORE. Ieri abbiamo parlato di tante cose belle all’incontro, di etica, società, bellezza e soprattutto di musica, e facciamo cose ancor più belle con le orchestre. Quelle che sogno e ho sognato tutta la vita. Purtroppo è stato dato inutile risalto in maniera sciacalla, come sempre, al pregiudizio su di me. E questo si che fa male. Ho solo risposto (come dovreste aver notato) che non faccio più concerti da solo al pianoforte perché lo farei peggio che mai e già prima ero scarso, cosa che avevo già annunciato 2 anni fa. MA CONTINUO A FARE MUSICA E MEGLIO DI PRIMA! NON MI SONO RITIRATO. Sono felice di ciò che faccio, tantissimo! Ma mi addolora quando si insiste col pianoforte perché non so dire di no, faccio molta fatica e non ho abbastanza qualità. Ma soprattutto perché non si vede la bellezza di altro, quello per cui lotto. E mi addolora che per quanto combatta contro le strumentalizzazioni, si scade sempre in quel pietismo sensazionalistico, e queste cose si che mi farebbero ritirare davvero>>.

Non è dunque un addio alla musica e alla sua carriera, ma un impedimento fisico causato dalla sindrome neuro-degenerativa che gli impedisce di suonare ancora il pianoforte: <<Rinunciare al piano non mi pesa poi troppo. Mi sono sempre considerato un pianista “per caso”, la mia vera vocazione è il podio e lo scrivere musica>>. Infatti, proprio in questi giorni, Bosso sta portando avanti un progetto promosso dalla Regione Puglia, con la collaborazione dell’Apulia Film Commission, sulla valorizzazione del territorio: <<Il 13 settembre, ho compiuto 48 anni. Mi piace considerarli l’inizio di una seconda vita, tutta dedicata alla mia Orchestra con cui ho stabilito un legame di grande complicità artistica. Non mi sento certo un direttore-dittatore, per me la musica è creazione collettiva a cui tutti devono partecipare. Chi sta sul podio è lì per far suonare gli altri al meglio>>.

Ezio Bosso, la Carriera

Inizia a soli 16 anni la sua carriera come pianista solista, formandosi in Composizione e Direzione d’Orchestra presso l’Accademia di Vienna. Nel 2011 però una sindrome autoimmune, definita in un primo momento come SLA, lo colpisce. Ezio Bosso però non si arrende: continua a vivere di musica, a suonare, comporre e dirigere grandi orchestre, tra le tante: London Symphony, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Filarmonica ‘900, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra da Camera di Mantova e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2017 diventa testimone e ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14.

<<La musica ci aiuta a andare oltre la sofferenza, rendendoci più consapevoli di noi e della dimensione spirituale della vita>>.

Ezio Bosso

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