Divi & serie tv: Tanti auguri a Kevin Spacey

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Kevin Spacey Fowler, nato a South Orange, New Jersey, nel 1959, compie oggi 60 anni. Attore, produttore cinematografico, regista, sceneggiatore e direttore artistico statunitense con cittadinanza britannica (guadagnata per l’intenso impegnato profuso nel pieno recupero dello storico teatro londinese Old Vic, di cui è stato direttore artistico dal 2003 al 2015), negli ultimi due anni, in seguito alle accuse di molestie (seguite all’ormai tristemente noto caso Harvey Weinstein) a lui imputate, ha vissuto un poco nell’ombra cercando di difendere la propria immagine in attesa di un giusto processo. Nel 2014 ha prestato viso e voce al videogioco Call of Duty: Advanced Warfare attraverso il motion capture, interpretando Jonathan Irons, capo della corporazione militare privata Atlas.

Premi ed onorificenze

Come attore non si discute; in carriera ha infatti vinto: 2 volte il Premio Oscar (nel 1996 come “Miglior attore non protagonista” per I soliti sospetti e nel 2000 come “Miglior attore protagonista” per American Beauty); un Golden Globe (nel 2015 come “Miglior attore in una serie drammatica” per House of Cards – Gli intrighi del potere, più altre 7 nomination ottenute per film vari); un Premio BAFTA (nel 2000 come “Miglior attore protagonista” per American Beauty, più altre 2 candidature); 3 Screen Actors Guild Awards (nel 2000 come “Miglior attore protagonista” per American Beauty, e nel 2014 e 2015 come “Miglior attore in una serie” per House of Cards – Gli intrighi del potere); ed una nomination all’Emmy (nel 2016 come “Miglior attore protagonista in una serie TV drammatica” per House of Cards – Gli intrighi del potere), più una sfilza di altri premi “minori”.

Il 3 novembre 2010 è stato nominato Comandante Onorario dell’Ordine dell’Impero Britannico (Regno Unito) «Per i servizi al dramma»; mentre il 12 giugno 2015 la regina Elisabetta II gli ha conferito il titolo di Cavaliere «Per i servizi al teatro, alle arti educative e alla cultura internazionale». Dopo aver appreso della nomina, Spacey ha dichiarato di sentirsi come “un figlio adottato” dalla Gran Bretagna.

Accuse di molestie

Dopo che scoppiò il clamoroso caso Harvey Weinstein, tanti furono i personaggi famosi che vennero accusati di molestie varie avvenute nel corso del tempo, poiché finalmente le vittime trovarono il coraggio di farsi avanti. Avvenne così che il 29 ottobre 2017 toccò a Kevin Spacey essere accusato di molestie da parte dell’attore Anthony Rapp per un fatto risalente al 1986 quando Spacey aveva 26 anni e Rapp solo 14. Nei giorni subito seguenti a questa notizia Spacey fece coming out dichiarando la propria omosessualità e chiedendo scusa a Rapp, dichiarando di non ricordarsi dell’accaduto poiché era ubriaco. Poi però sono state mosse altre accuse nei confronti dell’attore: otto membri della troupe di House of Cards, il figlio dell’attore Richard Dreyfuss e quello della giornalista Heather Unruh hanno dichiarato di essere stati molestati da Spacey e altri casi risalirebbero al periodo in cui era direttore artistico dell’Old Vic Theatre di Londra; l’attore ha deciso di interrompere subito le sue attività per farsi curare. Nuove accuse contro di lui sono poi state fatte da Ari Behn, ex genero del re Harald V di Norvegia, e da un massaggiatore che alla Corte superiore di Los Angeles ha raccontato che Spacey avrebbe tentato di abusare di lui nel 2016 a Malibù. Ovviamente tutte queste accuse sono ancora da provare, fatto sta che la carriera del celebre attore ha subìto una brusca frenata e probabilmente difficilmente tornerà ai fasti di una volta, avendo ormai la propria immagine e credibilità compromesse.

L’eccellente carriera cinematografica

Giovane dal carattere turbolento e difficile, Kevin debutta come attore teatrale a Broadway, recitando nella sua prima esperienza importante nel ruolo di un messaggero nell’Enrico VI di Joseph Papp. In ambito cinematografico esordisce invece, seppur con piccoli ruoli, grazie al regista Mike Nichols per cui recita prima in Heartburn – Affari di cuore (1986) e poi in Una donna in carriera (1988). Altra particina la ottiene nel simpatico Non guardarmi: non ti sento (Arthur Hiller, 1989). Da quel momento alternerà il teatro al cinema, riportando successi nell’uno e nell’altro: nel 1991 vince un Tony Award come “Miglior attore non protagonista” per la sua interpretazione dello “zio Louie” nella commedia Lost in Yonkers di Neil Simon, mentre la consacrazione sul grande schermo arriva nel 1996 con la vittoria dell’Oscar come “Miglior attore non protagonista” per il memorabile ruolo di Roger “Verbal” Kint nel thriller I soliti sospetti di Bryan Singer (questo ruolo gli vale anche la candidatura al Golden Globe). Da lì infila una serie di ruoli di successo in film quali: Virus letale (Wolfgang Petersen, 1995), Seven (David Fincher, 1995), Il momento di uccidere (Joel Schumacher, 1996), Riccardo III – Un uomo, un re (Al Pacino, 1996), L.A. Confidential (Curtis Hanson, 1997), Mezzanotte nel giardino del bene e del male (Clint Eastwood, 1997), Il negoziatore (F. Gary Gray, 1998), Bugie, baci, bambole & bastardi (Anthony Drazan, 1998) e The Big Kahuna (John Swanbeck, 1999). Fino ad arrivare al trionfo con American Beauty (Sam Mendes, 1999), film col quale si aggiudica, grazie alla sua straordinaria interpretazione, l’Oscar (come “Miglior attore”), il Premio BAFTA, lo Screen Actors Guild Awards e ben altri 12 riconoscimenti. Fino al recente scandalo, Spacey ha continuato sempre a lavorare in virtù di protagonista in film di discreto successo in cui il suo talento ha sempre fatto la differenza: Un perfetto criminale (Thaddeus O’Sullivan, 2000), Un sogno per domani (Mimi Leder, 2000), K-PAX – Da un altro mondo (Iain Softley, 2001), The Shipping News – Ombre dal profondo (Lasse Hallström, 2001), The Life of David Gale (Alan Parker, 2003), Beyond the Sea (Kevin Spacey, 2004), Edison City (David J. Burke, 2005), Superman Returns (Bryan Singer, 2006; in cui ha interpretato il villain per eccellenza Lex Luthor), Fred Claus – Un fratello sotto l’albero (David Dobkin, 2007), 21 (Robert Luketic, 2008), Shrink (Jonas Pate, 2009), L’uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009), Professione inventore (Trent Cooper, 2010), Il gioco dei soldi (George Hickenlooper, 2010), Margin Call (J. C. Chandor, 2011), Come ammazzare il capo… e vivere felici (Seth Gordon, 2011), Come ammazzare il capo 2 (Sean Anders, (2014), Elvis & Nixon (Liza Johnson, 2016), Una vita da gatto (Barry Sonnenfeld, 2016), Rebel in the Rye (Danny Strong, 2017), Baby Driver – Il genio della fuga (Edgar Wright, 2017) e Billionaire Boys Club (James Cox, 2018). Nel 2016 Kevin fu scritturato per interpretare Jean Paul Getty nel film Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott (le cui riprese si sono svolte nel luglio 2017 tra Roma e Londra), però in seguito alle accuse di molestie mosse nei suoi confronti nell’ottobre 2017 diversi progetti con Spacey coinvolto saltarono, tra cui questo: il 9 novembre Ridley Scott e la Sony decisero di eliminare le scene della pellicola in cui compariva Spacey e di rigirarle rimpiazzandolo con Christopher Plummer.

Kevin Spacey, da grande artista dotato di sconfinato talento quale è, in carriera non si è accontentato del “solo” recitare, ma si è impegnato anche in produzione, sceneggiatura e regia. Il suo esordio dietro la camera da presa è avvenuto nel 1996 col film Insoliti criminali, che però è passato quasi inosservato. Del 2004 è invece Beyond the Sea, che ha anche scritto e prodotto. Infine nel 1997 ha fondato una sua casa di produzione, la Trigger Street Production, creata per lanciare giovani talenti nel mondo cinematografico.

Serie tv: Il successo mondiale con House of Cards

Sul piccolo schermo, tra il 1987 ed il 2008, Spacey ha lavorato quasi solo esclusivamente in film TV o prendendo parte a qualche episodio di serie televisive come guest star. La vera svolta “televisiva” l’ha ottenuta nel 2013, anno in cui, fino al 2017, è stato produttore e protagonista principale dell’acclamata serie televisiva House of Cards – Gli intrighi del potere, remake di una miniserie inglese del 1990. La serie sarà per sempre ricordata per essere stata la prima produzione originale di Netflix, colosso della distribuzione in streaming e on demand; inoltre si è rivelata sin da subito un grande successo di critica e pubblico (addirittura l’allora presidente statunitense Barack Obama fece un appello su Twitter chiedendo ai fan dello show di non fare spolier!). Spacey (protagonista di 5 stagioni su 6, 65 episodi su 73) vi ha interpretato il ruolo dell’ormai iconico Frank Underwood, un politico cinico e assetato di potere che mette in atto con ogni mezzo necessario una scalata al potere nelle gerarchie più alte del Governo degli Stati Uniti. Grazie a questo applauditissimo show l’attore (magistrale nella sua interpretazione) ha vinto un Golden Globe (più un’altra candidatura), 2 Screen Actors Guild Award e ha ottenuto varie nomination al Premio Emmy. In seguito alle accuse di molestie mosse nei suoi confronti nel 2017 la produzione di House of Cards ha prima sospeso le riprese della sesta stagione della serie, e ha poi licenziato l’attore dal cast. La sesta ed ultima stagione ha visto come protagonista principale Robin Wright, ma lo show, accusando la mancanza del suo istrionico protagonista, ha presentato un ultimo ciclo di episodi non all’altezza di quelli precedenti. Inoltre Netflix al tempo ha bloccato anche l’uscita del film Gore con Spacey inizialmente scelto come protagonista.

Buon compleanno Kevin!

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