Campovolo 2022: in 100.000 per la festa di Ligabue

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Due parole, musica e pace: questo il sunto di Campovolo 2022, la grande festa per i 30 (+2) anni di carriera di Luciano Ligabue.

Cosa è accaduto a Campovolo 2022?

La genesi di questo concerto era partita già nel 2020, con l’annuncio di una nuova arena e un nuovo megaconcerto per festeggiare 30 anni di carriera del rocker di Correggio. Poi la pandemia, e due spostamenti, tanto da far temere nella cancellazione. Infine l’annuncio, lo scorso aprile: Campovolo 2022 si farà! E una nuova data, il 4 giugno 2022.


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La bandiera della pace e quella di Ligabue

Già nelle prime ore del mattino i fan più accaniti erano in postazione. Nel pomeriggio l’animazione a cura di Rtl 102.5, radio ufficiale dell’evento, e l’annuncio: alle 21 Luciano Ligabue salirà sul palco. Pochi minuti prima dell’orario stabilito il manager del cantante, Claudio Maioli, appare solennemente sul palcoscenico e issa due bandiere: quella arcobaleno della pace e quella con l’icona del Liga. Puntuale Ligabue, in gran forma, si palesa al grido di “Cazzo, era ora!!!”.

La scaletta, tra novità e vecchie glorie

Il primo pezzo, che accende i 100.000 di Campovolo 2022, è l’ultimo estratto, che Ligabue aveva fatto uscire poco dopo l’annuncio del concerto. Non cambierei questa vita con nessun’altra, pezzo pensato e nato come ringraziamento per i fan, e che aveva loro “imposto” di imparare a memoria, così da poterlo cantare tutti insieme. A seguire principalmente vecchie glorie, tra le quali è spuntata una piccola perla: Bar Mario, con tanto di Maioli che raggiunge l’artista sul palco armato di un bicchierino di caffè. Unica pecca, a detta di molti fan, l’assenza di pezzi che fanno abitualmente parte del repertorio dei concerti, come Leggero.

La band dei 13

Come aveva già preannunciato, Ligabue ha voluto con sé sul palco tutte le band che lo hanno accompagnato in questi 30 anni: i ClanDestino, la Banda e il Gruppo. Non è mancato un commosso ricordo per Luciano Ghezzi, il bassista dei ClanDestino mancato il 2 ottobre del 2020.

Ospiti prestigiosi

La lista dei 7 ospiti era già stata annunciata nelle scorse settimane, anche se non erano stati resi noti i pezzi che avrebbero eseguito. La prima è stata Loredana Bertè, con un semplice e toccante monologo riguardo la violenza sulle donne. Insieme, lei e Ligabue hanno cantato Ho smesso di tacere, un regalo da parte del Liga alla collega. Con Gazzelle, giovane cantautore indie, ha cantato L’amore conta; con Eugenio Finardi Musica ribelle; con Francesco De Gregori Buonanotte all’Italia. Qui, come sempre, non è mancato il video con i volti dei personaggi più noti del nostro Paese: solo per citare qualche nome Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Dario Fo e Franca Rame, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Totò, Pier Paolo Pasolini, Paolo Villaggio, Anna Magnani, Alberto Sordi, il maestro Ennio Morricone, Luciano Pavarotti, Gino Strada, Marco Pantani e tanti altri.

Il sound di Mauro Pagani e la classe di Elisa

È stata poi la volta di Mauro Pagani e della sua armonica, che insieme a Ligabue e a Federico Poggipollini ha intonato Il mio nome è mai più: il chitarrista ha sostituito la voce di Piero Pelù, anch’egli previsto come ospite ma impossibilitato a partecipare dopo una brutta caduta. A coronare la rosa degli ospiti Elisa, dolcissima ed elegante come sempre nel duetto di A modo tuo.

Uno spettacolo imponente

L’intero spettacolo ha occupato tre ore, e si è concluso non con Urlando contro il cielo, come da prassi, ma con Sogni di rock’n roll, considerato dal Liga il vero inizio della sua carriera. Infine, il rocker ha ringraziato il suo pubblico per i 32 anni passati, sempre e comunque Sulla mia strada. Noterete che c’è un leggero interesse di parte in ciò che avete appena letto. Ebbene, sappiate che chi vi scrive ha provato ad essere più imparziale possibile. E spera che abbiate apprezzato lo sforzo.

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