Roma raccontata dal basso, dal bancone, dai tavolini, dalle chiacchiere rubate al mattino davanti a un caffè. È questa l’anima di “BAR: Benvenuti a Roma”, il documentario diretto da Roberto Maria Nesci, scritto da Maria Rita Di Bari e prodotto da Unicorn, in arrivo su Prime Video.
Il film nasce da un’idea semplice ma potentissima: osservare la città attraverso i suoi bar di quartiere, luoghi quotidiani e apparentemente ordinari che diventano invece spazi privilegiati per intercettare umori, tensioni, ironie, abitudini e trasformazioni di una città complessa come Roma. Dopo essersi fatto conoscere come profilo Instagram capace di raccontare la Capitale con sensibilità sociale e sguardo popolare, BAR: Benvenuti a Roma si trasforma ora in un documentario che amplia quel racconto e lo porta sullo schermo.
Al centro del film c’è Maria Rita, che ogni mattina entra in un bar diverso e si mette in ascolto. Non cerca personaggi eccezionali o storie costruite, ma lascia emergere la materia viva della città: battute, confessioni, silenzi, frammenti di umanità, osservazioni spontanee. Da questo gesto quotidiano nasce un racconto che si muove tra registri diversi, alternando momenti più rumorosi e immediati, immersi nel flusso degli avventori, a passaggi più intimi e riflessivi, in cui l’osservazione si fa scrittura e restituisce una Roma più interiore.
Il documentario costruisce così una mappa affettiva e simbolica della città, divisa in cinque quadranti – Nord, Sud, Est, Ovest e Centro – ciascuno rappresentato da un bar capace di incarnare lo spirito del quartiere e delle persone che lo abitano. I luoghi scelti sono Antico Caffè Greco a Piazza di Spagna, Punto Ristoro Campanella a Corviale, Bar Due Fontane al Flaminio, Bar Pasticceria Iacobini a Conca d’Oro e Casamanfredi a Piramide.
Attraverso questi spazi, il film attraversa una Roma lontana dalle cartoline e dalle narrazioni turistiche più prevedibili. Non la Roma monumentale da osservare a distanza, ma quella da vivere a livello della strada, fatta di relazioni, abitudini e microcosmi urbani. Dai bar storici del centro alle realtà più periferiche, “BAR: Benvenuti a Roma” restituisce un ritratto corale della Capitale come organismo vivo, contraddittorio, fragile e profondamente umano.
Accanto ai baristi e agli avventori che popolano questi luoghi, il documentario accoglie anche alcune voci note del panorama culturale italiano. Tra gli ospiti ci sono Saverio Costanzo, Luca Telese, Pino Marino, Niccolò Senni e Mum Is The CEO, che accompagnano il viaggio della protagonista offrendo riflessioni personali sul significato sociale del bar e sul senso di appartenenza a Roma.
Il risultato è un film che sceglie uno sguardo ironico ma mai superficiale, capace di far convivere osservazione sociale, memoria urbana e racconto popolare. Il bar diventa così molto più di un luogo di passaggio: è uno spazio dove si incrociano generazioni, solitudini, abitudini, rabbie, affetti e identità. Un piccolo teatro quotidiano in cui la città si racconta quasi da sola, senza filtri.
Con una durata di 61 minuti, “BAR: Benvenuti a Roma” si presenta come un documentario che invita a rallentare e ad ascoltare. Un film che prova a restituire alla città la sua voce più autentica, quella che emerge nei luoghi in cui le persone si incontrano davvero. Perché a Roma, spesso, basta entrare in un bar, fermarsi un attimo e aspettare: prima o poi qualcosa succede.
