Audrey Tritto: “La moda è un linguaggio”

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Audrey Tritto cover

Audrey Tritto è una luxury influencer fuori dagli schemi, che ha costruito la propria identità attraverso l’esperienza personale all’interno di eventi esclusivi e internazionali dove lusso, life style, arte e spettacolo spesso diventano momenti esclusivi.

Tu sei una luxury influencer. Io ho dimestichezza con il concetto di influencer, ma non con quello di luxury influencer. Qual è la differenza?

“La luxury influencer racconta il mondo del lusso attraverso le esperienze che vive, come eventi mirati o viaggi nei quali esplora la cultura del lusso di un determinato Paese. Il semplice influencer, invece, cerca di convincere i propri followers ad acquistare un capo d’abbigliamento, a soggiornare in un certo posto o mangiare in un certo posto. Io mi limito a raccontare. Lo faccio anche per permettere alla gente di sognare. Magari, ecco, c’è un evento a Cannes al quale non tutti possono partecipare. Io racconto, attraverso video e foto che posto poi sul mio blog, tutto ciò che riguarda quell’evento”.

Come sei diventata luxury influencer?

“Ho avuto la fortuna di conoscere una persona che mi ha introdotta in questo mondo. E siccome era un mondo a me sconosciuto, mi è venuta voglia di raccontarlo. Prima che accadesse, guardavo la televisione e sognavo. Ero affascinata. Poi ho conosciuto questa persona e mi sono ritrovata catapultata in una realtà che conoscevo solo grazie alla tv. All’inizio era una partecipazione passiva. Ero lì, partecipavo all’evento e stop. Ho deciso quindi che volevo raccontare la mia esperienza, per condividere con gli altri quei momenti speciali. Inizialmente era una cosa piccola, nel senso che ne parlavo solo con i miei amici. In seguito ho deciso che volevo condividere queste esperienze con quante più persone mi era possibile”.

Una condivisione che si traduce un blog, www.AudreyWorldNews.com, nel quale esplori moda e tendenze attraverso una serie di viaggi ed eventi mondani.

“Mai come ora la gente ha voglia di sognare. In questo momento storico così complesso è difficile per noi scorgere qualcosa di bello”.

A proposito di moda, una delle tue più recenti collaborazioni è quella con il brand Mr&Mrs Italy, con il quale hai sviluppato una campagna pubblicitaria concepita come una serie tv. Una roba che, andando a memoria, non credo abbiano mai fatto.

“Volevamo costruire un nuovo modo di raccontare la moda e, come dicevi tu, è nata l’idea innovativa di farne un racconto a puntate. Nel momento in cui è arrivato il covid, era difficile andare alle sfilate e agli eventi, per cui la moda ha dovuto reinventarsi. Questo modo è sicuramente innovativo e potrebbe diventare un punto di partenza per il futuro”.

È la moda a influenzare la società in cui viviamo o è la società a dettare le mode?

“Credo sia la moda a influenzare e a vestire la società”.

E che tipo di abito veste la nostra società?

“Un abito che comunica libertà d’espressione”.

Come è cambiato il mondo della moda dopo l’avvento dei social?

“È cambiata la forma, il modo di proporre la moda, ma la sostanza è la stessa. Prima c’erano i magazine che parlavano di moda, adesso ci sono i social che hanno velocizzato la comunicazione. Ora è più easy”.

Fingiamo di essere tornati indietro nel tempo, ai tempi della scuola. Compito in classe. Traccia: che cos’è la moda? Svolgimento.

“La moda è la ricerca del bello. Per me è questo. Il modo di vestirci… Quando indossiamo un certo abito, lo facciamo per apparire più belli. È un linguaggio diverso, ma l’esigenza è sempre la stessa: apparire al meglio”.

Mi stai quindi dicendo che la moda è un linguaggio?

“E be’, sì. Il nostro modo di vestire comunica chi siamo”.

Tu che ami viaggiare, come hai fatto durante il lockdown?

“Ho viaggiato con la mente. Ho pensato alle cose da fare, ai progetti futuri e a quelli passati. Mi ha aiutato. Anzi, è stato proprio questo riflettere che mi ha dato l’idea per una campagna pubblicitaria impostata come una serie a puntate. La mia collaborazione è iniziata durante il primo lockdown e io ero lì, a casa, che guardavo Netflix. E mentre guardavo la tv ho pensato che potevamo raccontare la moda usando quello stesso mezzo e quello stesso linguaggio”.

Un’intuizione brillante in un momento di buio.

“Ho cercato di prendere il meglio da un’esperienza negativa”.

Che poi è quello che fanno i creativi. E a proposito di creativi, tu eri legata a Monty Shadow, fotografo di fama internazionale scomparso nel 2021 e da molti considerato un visionario. Quale eredità lascia al mondo questo grande artista?

“Monty mi ha insegnato l’onestà, l’etica e l’estetica. Era la sua idea della vita ed è quello che mi ha insegnato. Queste tre cose ci saranno sempre, saranno sempre presenti nella mia vita”.

Ora che le frontiere sono riaperte, quali sono i prossimi appuntamenti ai quali non vedi l’ora di partecipare?

“In questo momento sto mettendo su altri progetti riguardanti la moda, ma voglio anche fare altro. Bisogna evolversi e non fare sempre le stesse cose. Ho alcuni progetti legati all’arte che ora non posso svelare. Voglio aprire nuovi orizzonti”.

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