Angelique Kidjo Mother Nature | La Recensione

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Angelique Kidjo, copertina di Mother Nature

Il nuovo album di Angelique Kidjo si aggiunge a una delle carriere musicali più amate di tutti i tempi: ecco Mother Nature, un racconto di speranza e amore per la terra.

Angelique Kidjo: com’è fatto Mother Nature?

Angelique Kidjo si ripresenta in scena con Mother Nature, l’ennesimo album in una delle carriere più invidiabili della storia della musica. Il diciottesimo, per essere precisi, e senza mai perdere una goccia del suo invidiabile smalto. Con una voce sempre poderosa, graffiante e ricca di carisma, la veterana dell’afropop si prende e tiene stretto il suo posto come figura autorevole. Attorno al suo pulpito si affollano personalità variegate, sempre di talento e ben selezionate, pronte ad accompagnarla nel suo canto di speranza e conoscenza.

Non solo l’idea di un mondo migliore, ma anche la concreta possibilità – da parte di una donna che ha visto, vissuto e fatto la storia – che questo possa succedere tra oggi e domani. Angelique Kidjo canta in inglese, in francese, in swahili e zilin (una lingua tradizionale del suo nativo Benin”) e fa di Mother Nature un lavoro interessante su tutti i fronti. La “Madre Natura” del quadro dovrebbe essere l’Africa, il pianeta natale, vittima di inquinamento e colonizzazione nonostante le sue ricche risorse. Ma pare più essere la Kidjo stessa, una presenza ormai matura e consapevole che racconta quello che sa a chiunque sia disposto ad ascoltarla. E ascoltarla davvero, ben oltre il semplice stare a sentire. 

L’arte dell’Africa

Come ospiti d’onore sono infatti presenti numerosi artisti di vari paesi dell’Africa, alcuni dei quali conosciuti anche al di fuori del continente, e tutti meritevoli di esserlo. Tra di essi Burna Boy, Mr. Eazi, la diva Yemi Alade, ma anche la bella trapper Sampa the Great, il cui verso in Free & Equal è una ventata di energia in una delle tracce più belle. Oltre al talento dimostra anche un invidiabile fiuto; o è la scena africana ad essere sottovalutata e meritare riconoscimento. Un lavoro dunque ragionato, dal messaggio positivo mai temperato dal falso moralismo. Angelique Kidjo utilizza senza timore in Mother Nature parole come “colonizzatore” e mette ripetutamente in chiaro la sua agenzia: non tanto rassicurare, ma mostrare la verità. Non si può conoscere la natura madre da vicino senza almeno una parvenza di verità, e lei si offre di rifornirla. 

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