Venezia 83, “Auber 89” di Giuseppe Schillaci in prima mondiale alle Giornate degli Autori

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Auber 89

Sbarca al Lido nella sezione Notti Veneziane l’intenso viaggio tra memoria personale e collettiva nel cuore della banlieue parigina. Protagonista Fatsah Bouyahmed. Il film uscirà in sala con Revolver & Valtellina Distribuzione.

VENEZIA – Un viaggio emozionante nel cuore delle periferie parigine tra nostalgia, speranza e tensioni sociali. Mercoledì 10 settembre viene presentato in prima mondiale Auber 89, il nuovo film del regista Giuseppe Schillaci. Inserito nel programma della 23ª edizione delle Giornate degli Autori all’interno della sezione Notti Veneziane (realizzata in accordo con Isola Edipo), il film si prepara a un tour tra festival e sale cinematografiche italiane, dove sarà distribuito da Revolver & Valtellina Distribuzione.

La memoria ritrovata attraverso i filmati d’archivio

Il racconto prende il via da un evento traumatico: a seguito di un incidente, il protagonista Fatsah (interpretato da Fatsah Bouyahmed) perde la memoria. È in questo momento di vuoto che una serie di filmati d’archivio inediti provenienti da Aubervilliers — il complesso residenziale alla periferia di Parigi dove è cresciuto — inizia a riallacciare i fili del suo passato personale e della memoria collettiva della comunità.

Girate negli anni ’80 durante un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, le immagini mostrano un quartiere in fermento, impegnato a migliorare le proprie condizioni di vita e a sognare un futuro diverso. Rivedendo quei filmati a distanza di quarant’anni, in Fatsah riaffiorano i ricordi della famiglia, delle amicizie, della musica e della quotidianità, ma riemerge anche la memoria delle prime fratture sociali: l’ascesa del razzismo, le disuguaglianze e l’emarginazione.

Prima dell’arrivo dell’«Odio»: la banlieue degli anni ’80

Muovendosi costantemente tra passato e presente attraverso immagini della televisione dell’epoca e nastri in formato VHS, Auber 89 riporta alla luce un fugace momento di speranza prima che la disillusione prendesse il sopravvento nelle periferie francesi.

Negli anni ’80 la convivenza multietnica nelle banlieue appariva come la naturale evoluzione dell’immigrazione globale, animata da uno spirito di fraternità e comunità. Poi, nel corso degli anni ’90, l’equilibrio si è spezzato, «prima dell’arrivo dell’Odio», segnando una svolta irreversibile che richiama da vicino anche le trasformazioni avvenute nei decenni successivi nelle periferie italiane.

Il team di produzione e la distribuzione

Diretto da Giuseppe Schillaci e scritto dal regista insieme a Gabrielle Culand, Auber 89 vede la fotografia firmata da Zoltan Hauville, il montaggio di Christine Bouteiller, la colonna sonora di Thibault Frisoni e il suono curato da Maya Rosa.

Il film è prodotto da Label Vidéo (con Véronique Holley e Raffaele Ventura) in coproduzione con Revolver, Via93 ed E2P. I coproducenti sono Paolo Maria Spina, Sylvain Poubelle, Bruno Niepceron e Pierre-Jean Bartheye, mentre le vendite internazionali sono affidate a Lightdox. Subito dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia, il film inizierà il suo percorso nelle sale italiane.