1901: Nasce Gino Cervi

La vita artistica del grande attore italiano

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Chi non ricorda le celebri scene dei film di Don Camillo?

La perenne lotta tra il prete di campagna e il sindaco comunista di un paesino della bassa Padana, immortalate da Giovanni Guareschi nei suoi libri e rese celebri dalla cinematografia, sono rimaste nella memoria di molti.

Ma soprattutto Don Camillo e Peppone sono raffigurati nella nostra mente, con i visi di Fernandel e Gino Cervi.

Dotato di grande presenza scenica e incisività recitativa, Gino Cervi, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, è stato uno degli attori italiani più versatili della sua epoca.

I primi passi nella carriera

Amante del teatro fin da bambino e dotato di modi signorili, Gino Cervi ottenne il primo ruolo serio nel 1925 in una commedia di Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore” della Compagnia d’Arte di Roma.

Ottiene subito ampio consenso e nel giro di dieci anni il suo ruolo è consolidato.

Grazie anche alla sua voce profonda e alla naturalezza nella recitazione, gli vengono affidati ruoli importanti nelle opere di Goldoni, Sofocle e Shakespeare.

Nel 1938 fonda con Paolo Stoppa e Rina Morelli la compagnia semistabile del Teatro Eliseo di Roma.

Il passaggio al cinema

Il cinema, che negli anni Trenta attingeva al teatro per trovare divi che interpretassero in maniera professionale ruoli sempre più richiesti dal pubblico, lo notò.

Diversi ruoli lo videro allora protagonista, fino agli anni Cinquanta, quando, come già accennato, interpretò Peppone nella fortunata serie di Don Camillo.

In questo ruolo emerse anche come attore brillante nel genere della commedia, che gli valse ulteriori ruolo negli anni a seguire, tanto da aprirgli anche le porte della televisione.

Il nuovo mezzo di comunicazione, infatti, che entrava delicatamente, almeno all’epoca, nelle case degli italiani, lo vide protagonista nei film in cui interpretava il commissario Maigret.

Le ultime interpretazioni furono in una pubblicità su carosello per un noto liquore.

Quindi, all’età dui settantadue anni si ritirò e due anni dopo morì.

E’ sepolto al cimitero del Flaminio a Roma.

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