Zavattini Live: “Mi chiamo Francesco Totti” incontro con il regista

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Zavattini

Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli sarà presentato giovedì prossimo 24 giugno, dalle 18.30 alle 19.30, in diretta live social sulle pagine Facebook del Premio Zavattini (https://www.facebook.com/PremioZavattini) e inoltre, della Fondazione Aamod (https://www.facebook.com/archivioaamod).

Zavattini Live: Chi è l’ospite dell’incontro?

Ospite dell’incontro, il regista del film Alex Infascelli, che dialogherà con il direttore del Premio Zavattini Antonio Medici e ancora, il presidente di Ucca Roberto Roversi. Modera Antonio Borrelli, vicepresidente di Ucca.

Trama

Il capitano della Roma rievoca, nel film, la sua vita sportiva e privata, commentando un ricchissimo materiale di repertorio, che permette allo spettatore di ripercorrere momenti chiave della sua carriera, ma anche scene di vita personale e ricordi inediti. Ne scaturisce un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell’uomo.

Premi

Mi chiamo Francesco Totti inoltre, si è aggiudicato nel 2021 il Premio David di Donatello per il Miglior documentario e il Nastro d’Argento per il Cinema del reale.

Il regista

“Tutto ciò che è raccontato nel film – come tutto ciò che è omesso – è lo specchio di quello che Francesco trova veramente importante nella sua storia, la storia che lo ha portato sino a qui”. E ancora Quando mi è stato proposto di raccontare la storia di una figura immensa e trasversale come quella di Francesco Totti, ero in dubbio se accettare o meno. Non per superbia ma, al contrario, per umiltà”.

Un momento irripetibile per Roma

“Pensavo – ha proseguito – che questo non dovesse essere un documentario sul calcio, bensì il memento filmico di un periodo irripetibile per Roma, e del suo protagonista, che non ha avuto, e non avrà, eguali nella storia di questa città”. La partecipazione di Totti è stata fondamentale nella narrazione: “Per fare questo, senza peccare di onnipotenza, avevo una sola possibilità: quella del racconto in prima persona, ovvero: coinvolgere totalmente Francesco, che diventava la sola voce narrante della storia, l’unico che poteva ridimensionare se stesso. Un uomo capace di slanci introspettivi e descrizioni immaginifiche e sorprendenti”. 


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