La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, non sarà soltanto una sfida per il Leone d’Oro. Grande attenzione è riservata anche a Venice Open – Fuori Concorso, sezione che riunisce film, registi e interpreti internazionali attraverso generi e cinematografie molto diverse.
Dalla fede al thriller politico, dal cinema storico al dramma psicologico, la selezione propone opere firmate da alcuni dei nomi più importanti del cinema contemporaneo, tra cui Giovanni Veronesi, Gianni Amelio, Mario Martone, Lav Diaz, Paul Schrader, Kornél Mundruczó e Sabu.
“Dio ride” di Giovanni Veronesi chiude la Mostra
Il film di chiusura sarà “Dio ride” di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.
Ambientato nel Seicento, il film racconta la vicenda di Frate Leopoldo da Casamacchia, religioso capace di raccontare il Vangelo con un linguaggio semplice e vicino alla gente, lontano dal latino utilizzato dalla Chiesa ufficiale.
La popolarità del frate cresce rapidamente, tanto da svuotare le chiese e attirare migliaia di persone. La sua fama arriva fino a Roma, dove il caso viene affidato al cardinale Maculani. Quello che nasce come un processo si trasforma così in un confronto sulla fede, sul dubbio e sulla libertà di pensiero.
Gianni Amelio porta a Venezia “Nessun dolore”
Tra i titoli italiani più attesi c’è “Nessun dolore” di Gianni Amelio, interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Al centro della storia c’è Davide, un uomo la cui vita viene sconvolta dalla morte di un giovane immigrato clandestino. Convinto di essere responsabile della tragedia, dovrà confrontarsi con un senso di colpa difficile da cancellare.
Per Amelio si tratta di un nuovo ritorno alla Mostra di Venezia, dove nel 1998 conquistò il Leone d’Oro con “Così ridevano” e nel 1994 il premio Osella per la regia con “Lamerica”.
Lav Diaz e la memoria del colonialismo
Il cinema monumentale del filippino Lav Diaz arriva a Venice Open con “Makikiraan Po (Let Us Through, Dear Ancestors)”.
Ambientato tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, il film guarda alla colonizzazione spagnola delle Filippine e alle conseguenze della costruzione di chiese, fortezze e infrastrutture attraverso il lavoro forzato delle popolazioni locali.
Diaz torna così a esplorare la memoria storica e le ferite del colonialismo, temi centrali nella sua filmografia.
Kiefer Sutherland e Al Pacino in “Father Joe”
Dagli Stati Uniti arriva “Father Joe”, diretto da Barthélémy Grossmann e scritto da Luc Besson.
Protagonista è Kiefer Sutherland, affiancato da Ever Anderson e Al Pacino. Il personaggio di Father Joe è un sacerdote molto lontano dagli stereotipi: conduce infatti una guerra clandestina contro le organizzazioni criminali della Little Italy di Manhattan, sottraendo denaro ai trafficanti di droga per destinarlo ai poveri.
Una storia che unisce fede, vendetta, giustizia personale e criminalità.
Mario Martone dirige Toni Servillo in “Scherzetto”
Grande attesa anche per “Scherzetto” di Mario Martone, adattamento del romanzo di Domenico Starnone.
Il protagonista è interpretato da Toni Servillo, affiancato da Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno e Gianluca Di Gennaro.
Gran parte della vicenda si svolge all’interno di un appartamento, dove un illustratore di successo trasferitosi a Milano è costretto a trascorrere alcuni giorni con un bambino di cinque anni. La convivenza farà emergere ricordi e fantasmi interiori, costringendo l’uomo a confrontarsi con il proprio passato.
“No Paradise If You Are Killed by a Woman”
Il regista norvegese di origine curda Halkawt Mustafa presenta il film “No Paradise If You Are Killed by a Woman”.
La protagonista è una cecchina peshmerga originaria della Svezia che torna in Iraq dopo dieci anni alla ricerca della sorella, rapita dall’Isis durante l’assedio di Mosul.
Il film combina il linguaggio del war movie e del dramma umano, concentrandosi sul coraggio e sulla resistenza del popolo curdo.
Sabu tra Giappone e Taiwan
Il cinema asiatico è rappresentato da Sabu, pseudonimo di Tanaka Hiroyuki, con “Arrested Memory”.
Girato interamente a Taiwan con una troupe giapponese, il film ha come protagonista Ethan Juan, nei panni di un investigatore che perde progressivamente la memoria mentre indaga sul rapimento del figlio di un ricco imprenditore giapponese.
Il regista recupera atmosfere e ritmo dei gangster movie hongkonghesi degli anni Ottanta e Novanta, con una forte componente grottesca e ipercinetica.
Paul Schrader porta “The Basics of Philosophy”
Tra gli autori più attesi c’è Paul Schrader, che presenta “The Basics of Philosophy”.
Jack Huston interpreta John Jorissen, professore di filosofia impegnato in un corso dedicato ad Arthur Schopenhauer. Il ritorno nella sua vita di una persona legata al passato lo costringe ad affrontare un episodio oscuro che aveva cercato di rimuovere.
Schrader torna così su uno dei suoi temi ricorrenti: la possibilità della redenzione.
Nel cast figurano anche Sofia Boutella, Daniel Zovatto, Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso.
Commedia e legal drama con “Un bon avocat”
Tristan Séguéla porta a Venezia “Un bon avocat”, con Laurent Lafitte, Anthony Bajon, Mélanie Laurent e Carole Bouquet.
Lafitte interpreta un eccentrico avvocato penalista che, dopo un’overdose di cocaina in tribunale, deve affrontare un percorso di riabilitazione e cercare contemporaneamente di salvare la propria carriera.
Al suo fianco ci sarà un giovane e determinato stagista interpretato da Anthony Bajon. Il risultato promette di essere un mix tra commedia, legal drama e corsa contro il tempo.
Ellen Burstyn protagonista di “Place to Be”
Tra i titoli più curiosi c’è “Place to Be” di Kornél Mundruczó, con Ellen Burstyn, Leone d’Oro alla carriera di questa edizione.
L’attrice interpreta un’anziana signora che parte per il New Jersey con l’obiettivo di restituire al proprietario un piccione entrato accidentalmente nella sua casa e che non sembra volerla abbandonare.
Durante il viaggio incontra un compagno di strada interpretato da Taika Waititi, con cui nascerà un’amicizia inattesa.
Nel cast anche Pamela Anderson, Murray Bartlett e David Wenham.
Il thriller politico “Jupiter”
A chiudere la selezione è “Jupiter” di Alexandre Smia, thriller politico ambientato nel cuore del potere francese.
Denis Ménochet interpreta il neoeletto presidente della Repubblica, costretto a prendere una decisione potenzialmente irreversibile dopo un ultimatum nucleare russo.
Tutto si concentra nel centro di comando Jupiter, dove il presidente dovrà confrontarsi con la responsabilità di una scelta destinata a modificare il futuro del Paese.
Nel cast figurano anche André Dussollier, Reda Kateb, Dominique Blanc, Ella Rumpf, Frédéric Pierrot, Celine Sallette, Cédric Kahn, Jeremy Lopez, Clotilde Courau, Pascal Greggory e Valeriu Andriuta.
Una Venezia fuori dal concorso ricca di grandi nomi
La sezione Venice Open – Fuori Concorso conferma così la volontà della Mostra di ampliare lo sguardo oltre la competizione principale, proponendo un programma capace di attraversare epoche, culture e generi.
Dalla spiritualità di “Dio ride” al senso di colpa di “Nessun dolore”, dalla memoria coloniale di Lav Diaz alla filosofia di Schrader, fino alla tensione geopolitica di “Jupiter”, il programma promette una Venezia 2026 ricca di storie e di grandi protagonisti del cinema internazionale.
