La regista britannica di origine indiana ha ricevuto l’Excellence Award durante la serata conclusiva della 30ª edizione del Festival. A Montone ha raccontato il suo cinema fatto di identità, integrazione e storie capaci di superare i pregiudizi. Confermato anche il lavoro sul seguito di Sognando Beckham.
MONTONE – «Ho iniziato a fare cinema per cambiare il modo in cui le persone guardavano persone come me». Con queste parole Gurinder Chadha ha raccontato la propria carriera durante la giornata conclusiva della 30ª edizione dell’Umbria Film Festival, dove la regista ha ricevuto l’Excellence Award, riconoscimento dedicato alle personalità che hanno lasciato un segno nel cinema internazionale.
La cerimonia si è svolta domenica 19 luglio in Piazza Fortebraccio, cuore del borgo umbro, davanti al pubblico del Festival. La serata ha ospitato anche la presentazione delle giurie e la premiazione dei concorsi ShortsUp e AmarCorti, prima della proiezione di Leviticus di Adrian Chiarella nell’ambito della sezione “The Square: film sotto le stelle”.
«Volevo raccontare il mio mondo dal mio punto di vista»
Autrice di film che hanno saputo unire intrattenimento e riflessione sociale, Gurinder Chadha ha costruito il proprio percorso cinematografico attorno ai temi dell’identità culturale, dell’integrazione e del confronto tra mondi differenti.
«Volevo vedere sullo schermo più storie capaci di mostrare il mio mondo dal mio punto di vista, con persone che mi assomigliavano», ha spiegato la regista. Il cinema, per Chadha, è diventato uno strumento per combattere stereotipi e pregiudizi, mostrando come le emozioni siano universali al di là delle differenze culturali.
«Per me fare film significava sfidare il pregiudizio e mostrare quanto siamo tutti simili sul piano delle emozioni. È questa la ragione per cui ho scelto il cinema».
«Serve raccontare il contesto storico della diversità»
Durante l’incontro a Montone, Chadha ha espresso preoccupazione per il clima politico e culturale contemporaneo, sottolineando l’importanza di raccontare le radici storiche delle società multiculturali.
«È molto importante raccontare storie che offrano un contesto storico e spieghino perché oggi l’Europa e il mondo siano così diversi».
Secondo la regista, comprendere il presente significa anche affrontare la storia del colonialismo: «Nel caso della Gran Bretagna bisogna tornare alle compagnie commerciali e alla Compagnia delle Indie Orientali, che arrivò in India e contribuì alla costruzione della ricchezza britannica».
Per Chadha il cinema può aiutare a ricostruire una memoria collettiva più completa: «Bisogna correggere gli squilibri e dare alle persone gli strumenti per capire le dinamiche attraverso cui oggi tanti Paesi sono composti da comunità così diverse».
Sognando Beckham, un film che ha cambiato il calcio femminile
Tra i momenti più emozionanti dell’incontro, il ricordo di Sognando Beckham (Bend It Like Beckham), il film del 2002 diventato un fenomeno internazionale.
La pellicola, che raccontava la storia di Jess, una ragazza britannica di origine indiana divisa tra le aspettative familiari e il sogno di giocare a calcio, ha influenzato anche il mondo sportivo.
«La cosa più meravigliosa per me è sapere che molte giocatrici della nazionale inglese e statunitense hanno raccontato di essersi avvicinate al calcio dopo aver visto il film. In questo senso il film ha contribuito a formare delle campionesse».
Un ricordo particolarmente personale riguarda il rapporto tra la protagonista e suo padre: «Amo molto i genitori del film, perché sono i miei genitori. Quando scrivevo i dialoghi del padre spesso mi commuovevo, perché avevo perso mio padre proprio in quel periodo».
Cinema tra emozione, umorismo e autenticità
Il cinema di Chadha riesce da sempre a mescolare temi sociali e leggerezza, utilizzando l’umorismo come chiave per raccontare realtà complesse.
«Il cuore del racconto cinematografico sta nella possibilità di ascoltare voci differenti, capaci di portarci nei loro mondi e mostrarci quanto possano essere diversi, ma anche simili al nostro».
Per la regista, un film deve però avere una qualità fondamentale: la verità emotiva.
«I film migliori possiedono un’onestà e un’autenticità nelle quali il pubblico può riconoscersi. È questo ciò a cui dovremmo aspirare».
«Le piattaforme hanno cambiato il modo di fare cinema»
Parlando dell’evoluzione dell’industria cinematografica, Chadha ha evidenziato il ruolo crescente delle piattaforme digitali.
«Le piattaforme hanno cambiato tutto. In alcuni casi sono ormai le grandi aziende a decidere quali film possano essere realizzati, invece della visione personale di un autore».
Secondo la regista, il rischio è quello di privilegiare soltanto progetti considerati commercialmente sicuri, penalizzando le idee più originali.
«La cosa più difficile oggi è permettere alle voci più libere e differenti di esprimersi. Spesso sono proprio quelle storie a diventare i successi più inattesi».
Anche Sognando Beckham affrontò molte difficoltà prima di arrivare sul grande schermo: «Ci volle moltissimo tempo per riuscire a fare il film. Poi è diventato un successo capace di entrare in contatto con persone di tutto il mondo».
«Sto lavorando al sequel di Sognando Beckham»
La notizia più attesa per i fan è arrivata proprio durante il Festival: Gurinder Chadha ha confermato di essere al lavoro sul seguito di Sognando Beckham.
«Sto lavorando a diversi progetti e certamente anche a un seguito di Bend It Like Beckham. Ma devo riuscire a farlo nel modo giusto e sono molto concentrata su come realizzarlo».
La regista ha spiegato di avere anche altri progetti in sviluppo: «Ho un progetto ambientato in India, uno in Irlanda e uno a Londra. Sono tutti molto diversi. Sto inoltre lavorando ad alcuni progetti teatrali e alla possibilità di portare sul palcoscenico alcuni dei miei film».
Il filo conduttore resterà quello che ha caratterizzato tutta la sua carriera: raccontare storie interculturali capaci di mettere in discussione i pregiudizi.
«Continuo a essere interessata alle storie che mostrano quanto siamo tutti connessi nel mondo, anziché divisi».
Un messaggio perfettamente in linea con lo spirito dell’Umbria Film Festival: usare il cinema come spazio di incontro, dialogo e scoperta dell’altro.
