Per la prima volta in gara alla 76ª Festival di Sanremo, **Tredici Pietro approda sul palco del **Teatro Ariston con “Uomo che cade”, brano che segna un nuovo snodo nel suo percorso: più definito, più consapevole, eppure fedelissimo a quella cifra crossover che da sempre lo distingue, tra rap, scrittura cantautorale e sensibilità urban contemporanea.
E c’è un altro tassello importante nella sua settimana sanremese: nella serata di venerdì dedicata alle cover, Tredici Pietro interpreterà “Vita” di **Lucio Dalla e **Gianni Morandi, accompagnato da **Galeffi, **Fudasca & band. Un incontro tra amici e artisti con cui l’artista ha condiviso palco e studio, fino ad arrivare insieme alla serata più “di cuore” del Festival, quella in cui le scelte raccontano davvero chi sei.
Una cover che è anche una dichiarazione di appartenenza
Portare “Vita” all’Ariston non è solo omaggiare due pilastri della musica italiana: è dichiarare un’idea di canzone che tiene insieme generazioni, linguaggi e sensibilità. La scelta di Galeffi e Fudasca — e della band che ha accompagnato l’ultimo tour — rafforza quel sodalizio artistico fatto di stima reciproca e lavoro condiviso, cresciuto nel tempo tra sessioni di scrittura, produzione e live.
Il legame tra Tredici Pietro, Galeffi e Fudasca si è consolidato anche nell’album “Non guardare giù”, dove le sessioni congiunte hanno contribuito a costruire un sound urban ma raffinato, curato nei dettagli e riconoscibile. E Fudasca, oltre a essere un produttore chiave, è parte integrante della formazione live con cui Tredici Pietro ha affrontato l’esperienza dell’ultimo tour sold out.
In altre parole: per la serata cover Pietro non porta “ospiti”. Porta la sua squadra, quella che lo ha accompagnato nei passaggi più decisivi della sua crescita.
“Uomo che cade”: groove, luce e profondità
Scritto da Tredici Pietro insieme a **Antonio Di Martino, con musica di Di Martino e **Marco Spaggiari, “Uomo che cade” è prodotto da **Vanegas con produzione aggiuntiva di **Giovanni Pallotti, Fudasca, Sedd e Montesacro.
Il brano fonde influenze hip hop, R’n’B e cantautorali, con un arrangiamento dal groove elegante: strofe su accordi intensi dal gusto retrò e un ritornello aperto, luminoso, quasi “leggero” — una leggerezza che non sminuisce il tema, ma lo amplifica.
Perché “Uomo che cade” racconta la vita come movimento continuo: ricerca, cadute, ripartenze. Non c’è un punto di partenza definitivo e non c’è un traguardo finale: c’è il cammino, e dentro quel cammino prende forma la nostra immagine interna. Un brano che parla della spinta a non accontentarsi, a rimettersi in gioco anche quando inciampi: non come sconfitta, ma come parte inevitabile dell’esistenza.
Un passaggio chiave dopo un album seguito e un tour sold out
La partecipazione al Festival arriva dopo una fase particolarmente intensa, in cui l’identità musicale di Tredici Pietro si è definita con forza. L’album “Non guardare giù” ha attirato curiosità e attenzione, e il brano “LikethisLikethat” è diventato virale su TikTok, superando i 13 mila utilizzi del suono.
Il 21 novembre 2025 è uscito il singolo “La fretta” (Epic Records / Sony Music Italy), mentre il tour sold out nei club di Bologna, Roma e Milano ha confermato un legame live sempre più solido con il pubblico — un tipo di credibilità che non si inventa e che, sul palco di Sanremo, fa la differenza.
Nel 2025 non sono mancate collaborazioni importanti: tra queste quella con Fabri Fibra in “Che gusto c’è” (disco d’oro, oltre 34 milioni di stream su Spotify) e quella con Mecna nell’intensa ballad notturna “Solamente di te”.


