The Sadness: sangue, sangue e ancora sangue

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The Sadness è un film horror taiwanese del 2021. C’è solo un aggettivo adatto per definire questo film: iperviolento. Ci troviamo davanti ad horror pandemico che spinge sul pedale della brutalità, senza lasciare nulla alla fantasia. Nemmeno il tempo di un quarto d’ora di presentazione dei personaggi e il sangue inizierà a grondare. La dichiarazione di intenti è chiara. Se siete anche solo lontanamente impressionabili, alzate i tacchi. Questo The Sadness è un film rivolto ad un target preciso. Non c’è sazio per la sensibilità. Ma se amate lo splatter, vi rifarete gli occhi.

The Sadness: Violenza e sangue

Senza troppi preamboli veniamo subito al dunque. The Sadness è un film che fa della violenza esplicita il suo cavallo di battaglia. Il film è infarcito di scene di una brutalità inaudita. Aspettatevi mutilazioni, stupri, sodomizzazioni e orgie di sangue. Quest’ultima cosa non è una metafora che indica le enormi quantità di sangue versato. Vedrete letteralmente persone che copulano in una sanguinolenta ammucchiata. Il film non va per il sottile. Non suggerisce ma mostra tutto quello che può mostrare. Anzi più che mostrare ti butta la violenza in faccia. The Sadness è un’estrema profusione di barbarie e brutalità. La pellicola si colora di rosso e noi amanti dello splatter più cattivo non possiamo che gioire. Ci troviamo davanti un film che mostra una violenza ipertrofica molto ispirata, in grado di dare grandi soddisfazioni.

Una violenza iperbolica

Il bello dello splatter è proprio l’eccessività. La violenza mostrata in questo sottogenere dell’horror è talmente iperbolica da produrre un effetto quasi divertente. Si assiste a delle mutilazioni esagerate e quantità sovrabbondanti di sangue versato. Si perde la sensazione di verosomiglianza e la credibilità della violenza. La crudezza spesso sfocia in ilarità. The sadness è una via di mezzo. Le immagini sono forti, ma comunque amplificate ed estremizzate. È comunque un genere che potrebbe disturbare chi non è abituato. Ma se conoscete prodotti come La casa di Raimi, sarete deliziati da questa pellicola. La canzone Metal dei titoli di coda incarna bene il tono del film. Se dovessimo fare un paragone musicale, questo film sarebbe una canzone della band brutal death metal Cannibal Corpse. Per chi non li conoscesse, fanno metal estremo e i loro testi sono brutali e truculenti. Come The Sadness non è roba adatta a tutti.

The Sadness: un film di zombie senza zombie

The Sadness possiede la classica struttura da film di zombie pandemico. C’è un epidemia che si diffonde, la gente muore a macchia d’olio e i pochi superstiti cercano di sopravvivere. Fin qua nulla di nuovo. Ma questo film si discosta leggermente dal classico zombie movie. Riprende parzialmente l’intuizione di 28 giorni dopo. Non ci troviamo davanti a masse di non morti ebeti e dalla deambulazione rallentata. Qui gli infetti mantengono il proprio intelletto. Si tramutano però in maniaci omicidi. L’effetto tensivo è così amplificato. È una scelta vincente. Le persone pensanti sono più pericolose degli zombie. Il virus di The Sadness, stimola la parte del cervello che controlla la violenza. Ma gli infetti sono consci di ciò che accade. Ti possono braccare, inseguire. Non sono bestie stupide e senza cervello. Ed è qui che The Sadness trova la sua sfumatura più profonda, che da il titolo al film. Gli infetti piangono. Consci della violenza che stanno perpetuando ma senza la possibilità di fermarsi. Da brividi.

Conclusioni

The Sadness è un horror brutale. Il sangue viene versato a secchiate. Vengono mostrate le violenze più efferate, senza porsi paletti. Il risultato è un prodotto splatter dal succulento sapore, che piacerà agli amanti dell’horror che fa della violenza ipertrofica il suo vessillo. Quindi ora che sapete cosa vi aspetta alla visione, siete consci di cosa dovrete affrontare. I più sensibili di voi passino ad altro. Ci sono prodotti horror per palati più raffinati. Qui c’è la violenza. E non ci lamentiamo.

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