The Alchemist’s Prayer di Ram Dass | Recensione

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“The Alchemist’s Prayer” by Ram Dass

In The Alchemist’s Prayer, album del 2011, Ram Dass è affiancato da un cast stellare di musicisti che condividono i loro talenti per creare un album che è una gioia da ascoltare. Ram Dass è ben noto per aver prodotto meravigliosi album di musica yoga di artisti come Prabhu Nam Kaur e Harnam. Ha anche prestato i suoi talenti strumentali e vocali alla musica di Snatam Kaur, Manish Vyas e Nirinjan Kaur.

The Alchemist’s Prayer

The Alchemist’s Prayer si apre con “Monsoon“, i cui testi provengono da una canzone tradizionale punjabi scritta da Nusrat Fateh Ali Khan. La traccia ha una bellissima sensazione popolare guidata dal battito ritmico delle mani e dalla meravigliosa riproduzione di tabla di Manish Vyas. La canzone canta il dolore della separazione dall’amato, e Ram Dass e Manish creano magistralmente quella sensazione di dolce amore e desiderio emotivo.

Aap Sahaee Hoa” è uno dei miei brani preferiti di Nirinjan Kaur, quindi ero davvero entusiasta di sentirla accompagnare Ram Dass nella sua versione del mantra. Amo l’interazione tra la voce di Nirinjan e il clarinetto, e i fili della voce di Manish che danno tutti una profondità meditativa al brano. “Rakhay Rakhanhar” è un altro brano per cui ero entusiasta. Gli archi e la chitarra mi fanno sentire come se stessi ascoltando un bardo errante che mi fa una serenata, o forse un concerto di musica da camera in un palazzo rinascimentale.

La canzone “Lullaby” è una bellissima traccia, che combina le vocalizzazioni di Ram Dass con il dolce violoncello di Hans Christian. Le armonie stratificate conferiscono grande ricchezza a questa breve e dolce traccia. “Ardas Bhaee (I Lay Me Down)” ci offre un assaggio della scrittura devozionale inglese di Ram Dass. Per me è un promemoria che il tempo trascorso nella natura è un momento meraviglioso per la preghiera e la meditazione e che possiamo vedere il volto dell’Infinito se prestiamo attenzione. Spostandosi dal regno terreno a quello cosmico, “Sat Narayan” ha un incredibile ensemble strumentale che include flauto, archi, mandolino e pianoforte. Iniziando leggeri e ariosi, questi strumenti contrastano con la pienezza del suono che si costruisce nel coro di “Wahe Guru Wahe Jio“.

The Alchemist’s Prayer si chiude con due versioni di “Namo Namo“. La traccia di chiusura “Namo Namo (Sat Nam)” è un finale molto forte per l’album, con molta a. La versione remixata ammorbidisce e rilassa l’intensità della traccia base. Il remix è stato creato da Glenn Main, vincitore di un concorso internazionale di remix.

Perchè ascoltarlo?

The Alchemist’s Prayer è decisamente un album dolce. La voce di Ram Dass ha una qualità rilassante, che lo rende molto facile da ascoltare. L’accompagnamento strumentale, che include clarinetto e archi caldi e accoglienti, aggiunge un’atmosfera rilassata. Con la voce di Nirinjan Kaur e Manish Vyas intessuta in tutto l’album, l’album è perfetto per rilassarsi. Sarebbe una scelta meravigliosa per lo yoga dolce o medio, crea un’atmosfera meravigliosa per cucinare o uscire, e potrei persino immaginarlo mentre viene riprodotto sullo sfondo di una sessione di guarigione come un massaggio o l’agopuntura.

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