Stormzy – Heavy Is The Head | recensione album

Stormzy torna in scena con il nuovo album "Heavy Is The Head", un progetto solido ma nel contempo diversificato a livello lirico. Ecco la nostra recensione.

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Stormzy è una delle più grandi rivelazioni che la musica britannica ha dato alla luce negli ultimi anni. Rapper di grandissimo talento, dotato di un flow pazzesco e di un’energia palpabile, Stormzy riesce nel contempo ad incarnare perfettamente l’anima del rapper britannico ma anche a spingersi nelle prossimità dello stile urban che da sempre è appannaggio dei rapper americani. La sua formula gli ha permesso di incontrare i gusti sia degli amanti del rapper prettamente britannico, un genere spesso più vicino alla EDM che all’hip-hop americano, che agli amanti dello stile rap a stelle e strisce: ciò ha portato ad un successo enorme, che adesso sembra essere confermato anche dal nuovo album “Heavy Is The Head”.

“Heavy Is The Head è un album di media lunghezza, ricco sia di brani da solista che di collaborazioni con artisti più o meno noti: Ed Sheeran, H.E.R, Yebba e molti altri interpreti si avvicendano con Stormzy sulle sue tracce, dando il loro contributo ma lasciando che sia comunque il padrone di casa a tenere in mano le redini. Dal canto suo, Stormzy si lascia andare con un rap travolgente, potente, ricco di carisma e di uno stile proprio, ma nel contempo dimostra di possedere delle buone abilità anche come cantante, proponendo quindi un lato più melodico di sé proprio nelle canzoni più introspettive del lavoro.

Heavy Is The Head: un album liricamente vario

Stormzy non fa parte di uno dei classici stereotipi sui rapper: da lui non abbiamo soltanto testi frivoli su divertimenti, ma nemmeno soltanto testi impegnati nel sociale o nell’esporre la propria emotività. In quest’album come in passato, quindi, l’artista sa destreggiarsi tranquillamente fra testi che si soffermano appunto su ragazze, alcool et similia (come proprio nel primo singolo “Vossi Bop”) e versi più emotivi, che si soffermano su trascorsi difficili e spingono l’ascoltatore a riflettere sulle ferite che certe esperienze possono lasciare nell’anima (ad esempio in “One Second” con H.E.R). Tutto ciò crea un viaggio lirico che visita varie mete ma risulta comunque coerente grazie ad un’impostazione vocale e ad uno stile ben delineato nelle produzioni.

Burna Boy: recensione del nuovo album

Il risultato è un album forte, interessante e soprattutto capace di confermare quanto il successo di Stormzy sia unicamente un risultato del suo talento, non certo di un paio di solidi pettorali che anche tanti altri artisti sanno offrire. L’album spazia tranquillamente tra canzoni più pop, che si adattano tranquillamente alle radio, e canzoni più tipicamente “rap” ma permeate comunque di uno stile che non si piega a quelle che sono le mode attuali circa questo stile musicale. Stormzy conserva dunque un’identità musicale molto forte anche in uno scenario di sempre maggiore omologazione, e questo potrebbe permettergli di conservare il suo dominio sulle classifiche britanniche per tanti anni.

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