Stefano Meneghetti omaggia Franco Battiato con “Fu un lampo magnifico!”

0
41
Meneghetti omaggia Franco Battiato

In occasione dell’81° compleanno di Franco Battiato, Stefano Meneghetti rende omaggio al Maestro con Fu un lampo magnifico!, album pubblicato nel giugno 2023 e ora riproposto in una ristampa a tiratura estremamente limitata. Un progetto che nasce come tributo musicale, ma che si sviluppa anche come riflessione artistica e spirituale attorno all’eredità lasciata da una delle figure più influenti della musica italiana.

Più che un semplice disco celebrativo, Fu un lampo magnifico! si presenta come un percorso sonoro immersivo che attraversa suggestioni, memorie e visioni. Il lavoro di Meneghetti si colloca nel territorio della musica sperimentale e d’avanguardia, trasformando il ricordo di Battiato in una materia viva, capace di dialogare con il presente attraverso suoni, voci, paesaggi interiori e richiami culturali.

Al centro del progetto si avverte con forza l’influenza di Franco Battiato, figura che Stefano Meneghetti descrive come una presenza determinante nel proprio percorso umano e creativo. L’incontro con il Maestro siciliano viene evocato come un momento decisivo, una sorta di rivelazione capace di segnare profondamente la sua visione artistica. È proprio da questa esperienza che prende forma il titolo dell’opera: un “lampo magnifico” inteso come intuizione, illuminazione e trasformazione.

L’album è composto da due lunghe tracce della durata di circa venti minuti ciascuna. La prima, che dà il titolo al progetto, conduce l’ascoltatore in un viaggio tra frequenze radiofoniche e frammenti di pensiero, in cui emergono anche le voci di figure come Alejandro Jodorowsky, Raimon Panikkar e lo stesso Battiato. La seconda, Tam Đảo, ascoltare il silenzio, si sviluppa invece come una distesa acustica in continua evoluzione, dove racconto e ambiente sonoro si fondono in una dimensione sospesa, contemplativa e profondamente evocativa.

Dal punto di vista musicale, il disco attinge a un ampio ventaglio di influenze che riflettono la natura trasversale del progetto. Si va dalle sperimentazioni di Campi magnetici di Battiato alla ricerca di Teho Teardo, passando per l’ambient di Brian Eno, le suggestioni sinfoniche di Mahler e l’approccio intuitivo di Holger Czukay. Il risultato è un’opera stratificata, capace di fondere linguaggi diversi e di restituire un ascolto che non si limita alla forma canzone, ma si apre a una dimensione quasi cinematografica e meditativa.

Prodotto da Pierdomenico Niglio, Fu un lampo magnifico! si arricchisce inoltre di collaborazioni internazionali che ne ampliano ulteriormente il respiro. Tra queste spicca il contributo del Duos Duet dall’Iran, con Golsana Shenasaei al violoncello e Niki Yaghmaee al violino ed elettronica. Alle atmosfere del disco partecipano anche il tar, l’oud e il ney di Fakhraddin Gafarov, insieme alle chitarre di Gianluca Caberlotto, in un intreccio sonoro che mette in relazione tradizioni e sensibilità differenti.

A completare il progetto ci sono anche i remix firmati da artisti provenienti da contesti internazionali diversi: i giapponesi Satoshi Imano e Hiroki Ishikura, lo svedese Anders Ilar, il francese Dawad Vons e l’italiano Luca Urbani dei Soerba. Un insieme di contributi che conferma la vocazione globale dell’opera e ne sottolinea l’ambizione artistica. Anche l’estetica visiva assume un ruolo importante, grazie alla prestigiosa immagine di copertina che accompagna il progetto.

Stefano Orfeo Meneghetti, artista visivo e musicista sperimentale, ha costruito negli anni un percorso originale e indipendente. Dopo aver lasciato Milano per trasferirsi ad Aune, nel comune di Sovramonte in provincia di Belluno, ha approfondito una ricerca espressiva che mette al centro il suono come spazio di esplorazione interiore. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti di rilievo come Gary Numan, Franco Battiato e Yann Tiersen, consolidando una visione musicale aperta, colta e fuori dagli schemi.

Con questa ristampa speciale, Fu un lampo magnifico! torna dunque a proporsi non soltanto come omaggio a Franco Battiato, ma come opera autonoma capace di raccoglierne lo spirito più profondo: quello di una musica che cerca, che attraversa confini, che mette in relazione il visibile e l’invisibile.