Spinozo: esce il singolo “All my love”

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Cover di Spinozo,

“All my love” di Spinozo è come un dipinto di Edward Hopper in cui ognuno di noi potrebbe immedesimarsi.

Spinozo: “All my love”

È entrato, con delicatezza ed eleganza, nel cuore dei telespettatori. La sua timbrica riconoscibile e una brillante reinterpretazione di “Don’t Let Me Down” ha entusiasmato anche i giudici di X Factor Italia. Spinozo, al secolo Francesco Spinelli, è un cantautore di talento e lo dimostra con “All My Love”, il suo nuovo singolo. Con una vocalità nitida e calda, capace di attraversare e coinvolgere un target di pubblico eterogeneo, il giovane bergamasco si racconta con vivida intensità. Il brano immortala il tramonto di una storia d’amore. “Il singolo nasce dalla fine di una relazione molto bella che ho vissuto in prima persona”, racconta Spinozo. “Una storia d’amore che mi ha dato tanto e che, ovviamente, mi ha fatto molto soffrire quando si è conclusa”.

Spinozo: la genesi del brano

“La sua genesi è molto curiosa”, racconta Spinozo. “Una forma acerba del brano l’avevo scritta in tempi più felici, con un testo diverso e dal mood più allegro, ma che mi ha poi permesso di trasformare il tutto in quello che oggi potete ascoltare”. Come una valvola di sfogo da cui far fluire il dolore, “All My Love” è un crescendo soave e consolatorio, che pone l’accento sul potere terapeutico della musica. Dal brano emerge la capacità autorale e interpretativa di Spinozo, un artista dalla penna sensibile e dall’animo raffinato e trasversale. L’eco degli artisti contemporanei (e non solo) d’oltreoceano risuona nitida nella melodia e nel testo. “All my love” è come una turbolenta notte d’amore che comincia in sordina e cresce, cresce sino a esplodere nel pathos al quale il cantautore fa riferimento. Alla fine, un velo copre tutto e Spinozo sospira: “You broke it…”

Un’abile penna

“I’ve set in stones so many words / they’ll last forever haunting me”. Si apre così “All my love”. E più il brano entra nel vivo, più ci accorgiamo che Spinozo è in grado di attingere a piene mani da quella sorgente interiore che ogni artista di talento possiede. “Are you dead? Or am I to you?” canta prima che i colori del brano riempiano il bianco della tela sonora. Ed è il continuo gioco tra sospensione e caduta libera che rende così intenso il brano, scatenando ricordi e visioni turbolente e dolcemente malinconiche.

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